Legambiente Sassari, dal fast fashion all’upcycling

Al via il progetto “Habitus, Abito, Abitare", percorso di educazione ambientale e creatività dedicato al tema del fast fashion e rivolto a studenti di medie e superiori

Sassari. Ha preso il via il progetto “Habitus, Abito, Abitare”, un percorso di educazione ambientale e creatività dedicato al tema del fast fashion, promosso da Legambiente L’Olivastro Sassari e rivolto a studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Sassari e Sorso.

Il progetto è finanziato dalla Regione Sardegna Assessorato della Difesa dell’Ambiente, nell’ambito del bando per il finanziamento di progetti di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, destinato agli enti pubblici titolari di CEAS. Trae ispirazione dall’omonima mostra di Michelangelo Pistoletto e invita a riflettere sul significato dell’abito come gesto quotidiano, espressione di identità e relazione con l’ambiente. Attraverso un approccio interdisciplinare, il progetto unisce educazione, arte e artigianato, accompagnando i partecipanti in un’analisi critica del sistema della fast fashion e dei suoi impatti ambientali, sociali ed economici.

L’iniziativa coinvolge nove classi tra il Liceo Canopoleno di Sassari (Liceo Europeo e Liceo Sportivo) e l’I.C. SorsoSennori (plessi Gerolamo Cappai e Cress – Scuola Secondaria di I grado) e si svilupperà tra marzo e maggio, articolandosi in diverse fasi: incontri di approfondimento sul fenomeno della fast fashion e sulla filiera tessile globale, momenti di confronto guidato, laboratori di upcycling con il coinvolgimento di artigiani locali e una fase creativa collettiva che porterà alla realizzazione dello Stendardo della Pace, un’opera simbolica costruita a partire da abiti dismessi e materiali di recupero.

Elemento centrale del progetto è la valorizzazione dell’upcycling come pratica educativa e rigenerativa, capace di trasformare lo scarto in risorsa e promuovere comportamenti di consumo più consapevoli e sostenibili, mettendo al centro i saperi artigianali e le identità locali.

Il percorso si concluderà con un evento pubblico di restituzione, durante il quale lo Stendardo della Pace sarà presentato alla cittadinanza nell’ambito del Bardunfula 2026 – Quante Storie, diventando simbolo di una riflessione collettiva sul rapporto tra persone, ambiente e modelli di produzione.

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