Landini a Sassari: «Rimettiamo al centro il lavoro»
Il segretario generale della Cgil è intervenuto a un confronto sui referendum dell’8 e 9 giugno

Sassari. «Ci siamo trovati di fronte a una decisione: scegliere tutti gli strumenti democratici che avevamo a disposizione». Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, era ieri a Sassari invitato dalla locale Camera del Lavoro per la campagna referendaria (in mattinata era stato a Olbia). Si vota l’8 e il 9 giugno e il quorum, secondo tanti osservatori, sembra lontano. «E invece io dico che abbiamo ancora il tempo per recuperare. Certo, i media, chiamiamoli ufficiali, hanno dato pochissimo spazio ai referendum».
Intervenuto nel primo pomeriggio, orario poco favorevole, in piazza Tola (non gremita, sono lontanissime le folle di un tempo alle manifestazioni sindacali) a un dibattito con il sindaco Giuseppe Mascia e la costituzionalista Carla Bassu, Landini ha ricordato che paradossalmente per tutelare i lavoratori oggi è più semplice non applicare le leggi, tanto complicate sono diventate. «Ci hanno raccontato che precario è bello, che flessibile è bello, che l’impresa da sola risolve tutti i problemi, che noi siamo antichi. Mi spiegate però perché se arriva l’IA non ci sono più orari o giorni? Il calendario non è mica stato abolito. Occorre rimettere al centro il lavoro, rimettere un’economia che vede la proprietà come ruolo anche pubblico. La nostra Costituzione dice che la Repubblica è fondata sul lavoro, mica sul mercato. Vi invito a dare il massimo da qui all’8 giugno. Non chiediamo di scioperare o incitiamo alla rivolta sociale. Stiamo semplicemente chiedendo di andare a votare».








