La notti di lu ziminu al Mercato Civico

Sabato prossimo nella nuova piazza superiore serata evento con la farsa teatrale di Cosimo Filigheddu. Arrostita a cura del Gremio dei Macellai

 

 

PresLaNottidiluZiminuSassari. Dal proibizionismo americano a quello sassarese. Fred, Susie, Jack, Flanagan e Jimmi la mazza. Ecco i protagonisti della farsa in un solo atto, “La notti di lu ziminu”, scritta da Cosimo Filigheddu, che sabato 9 luglio, alle ore 21, andrà in scena nella nuova piazza sopra il Mercato civico. L’opera teatrale, che fa ricorso alla lingua sassarese, prende spunto dal divieto introdotto dall’Unione Europea nel 2001 di vendere le interiora di vitella che, a causa del morbo della “mucca pazza”, erano state classificate come materiale a rischio specifico. Per legge, dopo la macellazione del bovino dovevano essere distrutte nei centri di smaltimento. Un divieto che gettò nello sconforto tanti buongustai sassaresi, privati del loro piatto più amato. Perché allora non riprendere, in chiave ironica e spiritosa, quel “dramma” rievocando quando accadde tra gli anni ’20 e ’30 negli Stati Uniti ai tempi del Proibizionismo, rivolto agli alcolici e che alimentò un florido mercato nero? Riportato a Sassari ecco che la merce tanto proibita e ricercata diventa lo zimino, con personaggi come Fred, Susie, Flanagan ma anche… Jimmi la mazza. A rappresentare la farsa di Filigheddu sarà, con la collaborazione del Gremio dei Macellai, la Compagnia Teatro Sassari con la regia di Alfredo Ruscitto.

Ma l’evento non sarà solo teatrale. Il Gremio dei Macellai proporrà anche un’arrostita, con 150 kg di carne rigorosamente sarda: suino, cavallo e ovviamente vitello, comprese le interiora. «Per l’arrostita dell’11 agosto ci sarà anche lo zimino e per realizzare questo stiamo facendo uno sforzo importante. Siamo già in un clima che ci avvicina a tappe forzate alla Discesa che quest’anno avrà delle novità che stanno compiendo un iter istituzionale. Quest’iniziativa, intanto, coglie nel segno dell’allegria dei sassaresi che si ritrovano attorno a un braciere capace di ricomporre tutte le questioni della città», ha detto il sindaco Nicola Sanna, che a Palazzo Ducale ha presentato l’appuntamento del 9 luglio insieme al presidente della Compagnia Teatro Sassari Mario Lubino, all’autore Cosimo Filigheddu e al presidente del Gremio dei Macellai Roberto Loriga.

Nella tradizione sassarese lo zimino era, ed è ancora oggi, uno dei piatti forti che accomuna ceti popolari e ceti borghesi. Sino a qualche decennio fa nei vicoli della Sassari vecchia, soprattutto il venerdì, era consuetudine cucinarlo fuori dall’uscio di casa con bracieri provvisti di treppiedi e graticole. Il profumo che sprigionava dalle “grabiglie” inebriava i passanti e stimolava l’acquolina in bocca. Il divieto di vendita delle interiora di bovino è stato quasi un dramma per i sassaresi. E la pièce teatrale racconta come, in questi anni di proibizionismo, si sia creato un vero e proprio mercato nero, una sorta di spaccio, con i macellai che si trasformano in “pusher” e con la fila dei clienti che, in segreto, reclamano la merce clandestina.

Cosimo Filigheddu, che già ha portato in scena le commedie Julia, Tre Limoni e il Gatto prigioniero, con intuito e la competenza dello storico che conosce come pochi l’humus della città, ha costruito un testo che tiene conto del canovaccio della commedia dell’arte, fatto di giochi, lazzi, bisticci, che poi è l’avventura di quel magnifico gioco che è il teatro. Con ironia, l’autore ambienta la farsa negli anni Venti e Trenta del Novecento, in pieno proibizionismo, con personaggi che hanno nomi simili a quelli dei gangster dell’epoca. Ci sono Fred, Susie, Jack, Dollie, Flanagan e Jimmi la mazza. È un lavoro comico, agile e buffonesco. «Una sorta di metateatro – ha detto Mario Lubino della Compagnia Teatro Sassari – in cui agiscono vari personaggi. Alcuni assumono le sembianze della maschera di Brighella, furbi, imbroglioni e ladri che vogliono ingannare il malcapitato di turno, una specie di sciocco credulone che si fa abbindolare dalle fandonie dell’allegra brigata, fatta di bugiardi mistificatori della realtà». Il tutto è raccontato facendo ricorso alla parlata sassarese, con imprecazioni, litigi e quell’autoironia che ha reso Sassari famosa in tutta l’Isola. Naturalmente, come nella migliore tradizione della farsa, tutto si risolverà per il meglio e si concluderà con una ziminata generale. L’unico gabbato sarà il solito “sciocco” che, mentre gli altri si accingono a mangiare lo zimino, verrà allontanato per andare a comprare la verdura, con cinismo e calcolo, dai suoi infidi compagni di contrabbando.

«Uno storia scritta e pensata in sassarese – ha aggiunto Cosimo Filigheddu – e mentre la scrivevo la immaginavo per il teatro. E questa straordinaria Compagnia, principale conservatore della nostra cultura sassarese e sarda, ha colto lo spunto per metterla in scena». E se questa può rappresentare la prima occasione per portarla davanti al pubblico, l’auspicio del presidente Mario Lubino è quello di poterla anche rappresentare nei circoli in cui un tempo si svolgeva la competizione gastronomica “La grabiglia d’oro”.

Sulla scena, in ordine di apparizione, ci saranno Mario Lubino, Alessandra Spiga, Teresa Soro, Michelangelo Ghisu, Alfredo Ruscitto e Pasquale Poddighe. Luci e fonica a cura di Marcello Cubeddu mentre l’allestimento scenico è della Sceno-Sist. Lo spettacolo ha ottenuto il patrocinio del Comune di Sassari, Regione autonoma della Sardegna, Grimaldi Lines, Fondazione di Sardegna e Camera di Commercio. Ingresso Libero.

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