La Dinamo parte col piede giusto
I biancoblù esordiscono in campionato con una vittoria e guardano avanti con grande fiducia. L’analisi di Aldo Gallizzi
di Aldo Gallizzi

Sassari. La sconfitta in Supercoppa è un lontano ricordo. La Dinamo vista ieri nel vittorioso esordio in campionato al PalaSerradimigni contro Cantù, è piaciuta e non poco. Le assenze di due quinti dello starting five come Hatcher e Bamforth, lasciavano parecchie incognite. Il campo invece, al di la di un pizzico di tensione ed emozione per l’esordio di fronte al pubblico amico, ha detto che questa Dinamo, seppur in una situazione di emergenza è già una squadra. Per spirito di adattamento e di sacrificio, ma anche a livello tecnico tattico. La qualità del lavoro dello staff tecnico sassarese è emersa prepotentemente, sottolineata pubblicamente a fine partita anche da Marco Sodini, assistente del coach canturino Bolshakhov. È vero che Cantù alle prese con gravi problemi societari e organizzativi, non è arrivata nelle migliori condizioni a giocarsi questa partita, ma al netto di tutto, la Dinamo ha convinto.
A livello generale, la chiave della partita è stata la difesa a zona proposta dai sassaresi nel terzo quarto, che ha costretto l’attacco canturino, fino a quel momento basato sulle giocate talentuose ma estemporanee degli esterni Smith e Culpepper, a pensare troppo. Li sono emersi i limiti attuali dell’organizzazione di gioco dei lombardi e li la Dinamo ha scavato il break decisivo.
A livello di singoli, nessuno è andato sotto la sufficienza, con una nota di merito per Jones, devastante sotto i tabelloni. Proprio nel pitturato i sassaresi hanno dominato, portando giù 44 rimbalzi contro i 31 degli ospiti, questo grazie non solo alla stazza e alla presenza di Jones, ma anche all’ atletismo e all’energia di Pierre, Polonara e Randolph (autentico e prezioso jolly) e alla forza fisica di Planinic, un elemento quest’ultimo che, quando riuscirà ad allinearsi e ad entrare in sintonia col metro arbitrale italiano, darà un enorme contributo. Sugli esterni, Stipcevic e Spissu, coadiuvati dall’onnipresente Levi Randolph, soprattutto quando sono stati schierati contemporaneamente, hanno mostrato ottima intesa, con grandi giocate sia personali che per la squadra, aprendo l’area e consentendo ai lunghi di trovare spazio e punti. Un bell’esordio insomma, in attesa, ma senza assilli, del recupero dei due infortunati illustri Hatcher e Bamforth. Ora i tifosi e non solo loro, iniziano a fregarsi le mani.








