Torres fra emergenza infortuni e arrendevolezza

I rossoblù non decollano, con Sottili costruiscono di più ma subiscono troppo e manca la cattiveria agonistica

Stefano Sottili nel giorno della sua presentazione alla stampa

Infortuni, sfortuna ma anche qualcosa che non va a livello tattico e mentale. La Torres targata Stefano Sottili è diversa, ma sostanzialmente uguale a quella del suo predecessore Alfonso Greco. Con quest’ultimo la squadra aveva un atteggiamento difensivista, subiva decisamente meno ma proponeva altrettanto meno, mentre con Sottili la tendenza si è invertita, meglio in fase di costruzione, peggio in fase difensiva. Nella sostanza, spostando l’ordine dei fattori il risultato non è cambiato: i sassaresi continuano a soffrire e ad essere ad un passo dalla zona play out, per buona pace dei tifosi e soprattutto della società.

Quella società che qualche mese fa aveva sollevato dall’incarico mister Greco perchè evidentemente non soddisfatta del rendimento avuto (la squadra era salva e fuori dai play out proprio come ora) affidandosi all’esperienza di un tecnico navigato come Sottili, per fare quel salto di qualità ritenuto nelle corde della rosa a disposizione. I fatti e i numeri però, non hanno premiato questa scelta. Dato questo inconfutabile e e oggettivo. Ergo, ammesso che Greco avesse delle colpe, c’era qualcos’altro che non andava e questo deve andare oltre il discorso infortuni, anche perchè a Gennaio qualche giocatore è arrivato.

Ciò che non lascia tranquilli è però l’incapacità di dare solidità mentale oltre che tecnica a un gruppo di giocatori al quale non manca di certo l’esperienza. A mancare però sembra essere una vera leadership, sia in panchina che in campo.

Il derby perso malamente ieri con l’Olbia, al di la delle assenze che hanno falcidiato i rossoblù e che certamente costituiscono una forte attenuante, deve far suonare un campanello d’allarme proprio alla voce mentalità. Non si sono viste quella grinta e quella cattiveria che in serie C devono essere messe sul campo a prescindere, figurarsi in un derby così sentito dall’ambiente.

La situazione di classifica è ancora gestibile, ma nelle prossime partite, infortuni o meno, ci si aspetta di vedere in campo ardore, determinazione e fame e a trasmetterle dovrà essere l’allenatore, magari anche con meno compostezza e qualche urlaccio in più dalla panchina.

Aldo Gallizzi

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