Ghirra (Progressisti): «Incontro pubblico a Oristano, la Digos avrebbe chiesto l’elenco dei partecipanti»
L’iniziativa si è svolta al Tribunale come momento di conoscenza dell’attività giurisdizionale aperto alla cittadinanza

Secondo quanto riportato da organi di stampa locali, in occasione di un incontro pubblico svoltosi al Tribunale di Oristano e promosso come momento di conoscenza dell’attività giurisdizionale aperto alla cittadinanza, si sarebbero verificati momenti di tensione a seguito della presenza di personale appartenente alla Digos. In particolare, nel corso dell’iniziativa sarebbe stata richiesta alla cancelleria la consegna della lista nominativa dei partecipanti all’incontro, circostanza che avrebbe suscitato sorpresa e forte preoccupazione tra diversi cittadini presenti.
Se quanto accaduto fosse confermato si tratterebbe di un precedente gravissimo. La deputata Francesca Ghirra (Progressisti, gruppo parlamentare Avs) ha presentato un’interrogazione ai ministri della Giustizia e dell’Interno per fare chiarezza ed evitare che episodi analoghi possano ripetersi.
«La richiesta di elenchi nominativi relativi alla partecipazione dei cittadini a iniziative pubbliche attinenti alla vita civica e istituzionale rischia di configurare pratiche di monitoraggio incompatibili con i principi fondamentali dello Stato costituzionale di diritto – dichiara la deputata –. La nostra Costituzione tutela infatti in modo esplicito e rigoroso le libertà civili e politiche dei cittadini: l’articolo 17 garantisce la libertà di riunione pacifica, l’articolo 18 la libertà di associazione e l’articolo 21 la libertà di manifestazione del pensiero, diritti che rappresentano presupposti essenziali per l’esercizio della partecipazione democratica».
E continua: «Tali libertà devono poter essere esercitate senza che i cittadini possano temere forme di identificazione preventiva o di registrazione da parte delle autorità per il solo fatto di aver preso parte a un’iniziativa pubblica, tanto più quando essa sia promossa dalle istituzioni e finalizzata alla conoscenza del funzionamento della giustizia».
«La richiesta di elenchi nominativi dei partecipanti a eventi pubblici può determinare un evidente effetto dissuasivo sulla partecipazione civica, scoraggiando i cittadini dall’esercizio di libertà fondamentali e producendo un clima di intimidazione incompatibile con una democrazia costituzionale – denuncia Ghirra –. Per questo ho presentato un’interrogazione ai ministri Nordio e Piantedosi: è importante sapere se siano a conoscenza di quanto accaduto e quale sia stato il fondamento giuridico e operativo della richiesta di acquisizione dei nominativi dei cittadini presenti all’iniziativa».
«La richiesta di liste nominative relative alla partecipazione dei cittadini a iniziative pubbliche rischia di configurare forme improprie di schedatura, evocando pratiche che la storia repubblicana ha più volte dimostrato essere incompatibili con i principi dello Stato democratico – conclude Ghirra –. Occorre chiarire se il Governo non ritenga necessario avviare una verifica puntuale sull’accaduto e adottare iniziative affinché non si determinino pratiche suscettibili di tradursi in forme di schedatura o monitoraggio della partecipazione civica, incompatibili con i principi di libertà, pluralismo e partecipazione democratica sanciti dalla Costituzione».








