Fiume Santo, Flaei Cisl e Uiltec Uil proclamano lo stato di agitazione

Sul piede di guerra contro E.On: «Prima di lasciare posto al nuovo acquirente EPH, i tedeschi si apprestano a cancellare altra occupazione in pianta stabile dal nostro territorio»

 

CentraleFiumeSanto1Sassari. Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota stampa di delle segreterie territoriali di Flaei Cisl e Uiltec Uil su quanto sta accadendo nella centrale di Fiume Santo (Sassari).

Flaei e Uiltec hanno urlato allo scandalo, hanno ricusato E.On poiché si industria a favore della demolizione dei posti di lavoro a tempo indeterminato, nella centrale di Fiumesanto, favorendo cosi altro precariato incontrollato.

Una nuova pagina di cattiva politica industriale scritta dalla multinazionale E.On, viene celebrata nel Sassarese; prima di lasciare posto al nuovo acquirente EPH, i tedeschi si apprestano a cancellare altra occupazione in pianta stabile dal nostro territorio.

A valle delle mobilità volontarie, quasi in concomitanza della vendita degli assets, E.On pressa il sindacato per accettare una riorganizzazione locale (?) e non di gruppo, nonostante questa sia consapevole di dover lasciare gli impianti ai nuovi proprietari nel giro di pochi mesi.

Da qui scaturiscono le prime allarmate preoccupazioni di Flaei e Uiltec e dei Lavoratori di Fiumesanto, che sono state palesate all’Azienda, a più riprese, evidenziando che un tale atteggiamento non sarebbe stato ne gradito ne tollerabile, ma neanche consueto nel settore elettrico.

Riteniamo infatti che una eventuale riorganizzazione di grandi dimensioni, come quella prospettata, non possa essere discussa con chi ha venduto gli impianti, ma bensì con chi ha comprato e sarà chiamato a gestire domani l’azienda anche rispetto agli impegni che assumerà (esempio il mantenimento dei posti di lavoro, le tutele contrattuali, gli investimenti ecc…). Peraltro la riorganizzazione che viene ventilata porta ad una ulteriore riduzione dei posti di lavoro diretti, attraverso il superamento di alcune linee di turno, ed alla prospettiva di ulteriori terziarizzazioni di attività, alcune delle quali fino ad oggi sono state considerate strategiche ed esclusive.

Per questi motivi, Flaei e Uiltec si sono opposte ad avviare il confronto sindacale su questo tipo di riorganizzazione, fra l’altro varata incomprensibilmente solo a Fiumesanto.

Per contro l’Azienda, scorretta sino alla fine, ha ritenuto di avviare incontri solo con alcune organizzazioni sindacali, con il continuo tentativo di marginalizzare FLAEI e UILTEC che, essendo ritenute organizzazioni “ribelli” devono essere confinate ed assieme a loro i rispettivi dirigenti sindacali, a cui si nega perfino l’ingresso in centrale, graditi ed invitati appositamente e solo per “fare numero” quando serve a legittimare i tavoli.

Da parte sindacale, non si può permettere che vengano CANCELLATI posti di lavoro, in particolare quelli strutturati e quindi esigibili, dopo che sono stati ESPULSI tanti lavoratori perché quella era l’esigenza impellente dell’Azienda. Non si può a nostro avviso disegnare l’organizzazione del lavoro sulle persone che ci sono, terziarizzando quello che non si riesce a fare, o non si vuole fare internamente, dopo che è stato posto a carico della collettività, con la mobilità, il costo di oltre 60 lavoratori.

Non vorremmo che E.On voglia conseguire il “vecchio obbiettivo” di ridurre l’organico delle 120 unità, andando oltre le uscite già avvenute (più di 60 con la mobilità nel solo 2014) chissà con quali alchimie organizzative magari ancora a spese della collettività

Pensiamo che un Sindacato serio ed intelligente debba preoccuparsi della tutela dei diritti dei lavoratori guardando anche oltre quelle che potrebbero essere effimere promesse, oltretutto profferite da chi non ha mai mantenuto una parola in 6 anni di permanenza in Italia.

La nostra decisione è stata pertanto, quella di NON PERMETTERE all’Azienda di continuare a fare questo gioco e per tutto ciò denunciamo ancora una volta le scorrettezze della multinazionale tedesca e dichiariamo lo stato di agitazione.

La Flaei e la Uiltec vogliono fare i confronti sindacali necessari per migliorare le condizioni di lavoro, per difendere i posti di lavoro, per garantire il futuro del sito, NON vogliono contribuire a perdere altri posti di lavoro qualificato, favorire in modo incontrollato il precariato, NON vogliono permettere ad E.On, Azienda in fuga, di proseguire a devastare l’organizzazione del lavoro come ha fatto sino ad oggi.

Per questo abbiamo deciso di” riprendere lo stato di agitazione”, per difendere i nostri posti di lavoro, i lavoratori, il territorio, i Sardi.

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