Al via la seconda edizione di Life after Oil
Questa sera alle 21 a Martis ritorna il festival internazionale di cinema a tematica ambientale ideato e diretto dal documentarista Massimiliano Mazzotta. Il programma della prima giornata
Martis. Prende il via venerdì 7 agosto alle 21 la seconda edizione di LIFE AFTER OIL, il festival internazionale di cinema a tematica ambientale ideato e diretto dal documentarista Massimiliano Mazzotta. L’appuntamento è in piazza San Giovanni (negli stradari piazza Regina Elena) per la visione dei primi film in concorso tra i 17 selezionati (in totale ne sono arrivati ben 120 da tutto il mondo). Alla serata saranno presenti anche molti dei registi, per commentare con il pubblico il loro lavoro e raccontare i retroscena. Il programma prevede documentari, cortometraggi e animazioni. Ognuno con il suo stile e le sue tecniche di narrazione. Tutti, però, accomunati dal rispetto per la natura e dalla ricerca di alternative ecologiche ai combustibili fossili, destinati prima o poi, inevitabilmente, ad esaurirsi.
Dopo i saluti del sindaco di Martis, Tiziano Lasia, e del direttore artistico, Massimiliano Mazzotta, le proiezioni iniziano con una animazione fuori concorso: OIL STORY del regista (MTV America), illustratore e fumettista (The Guardian) Pete Bishop, che quest’anno è nella giuria del festival. Il film racconta con una buona dose di ironia il rapporto tra l’uomo e le fonti energetiche dall’antichità a oggi. Praticamente dalla scoperta del fuoco a quella del petrolio. Con l’inevitabile domanda finale: e dopo?
MY FOREST del regista belga venticinquenne, Sébastien Pins, descrive lo stupore di un bambino di fronte alla bellezza di una foresta, e fa riflettere sull’assurdità del disboscamento.
BENDITO MACHINE IV-FUEL THE MACHINE è il quarto episodio di una saga animata creata dal regista di origine peruviano-cilena, Jossie Malis. Protagonista, una stramba civiltà di piccoli esseri ossessionati dalla necessità di procurare petrolio per le loro macchine.
Dal Messico arriva il documentario CALAKMUL di Ignacio Madrazo Piña, ambientato nella riserva della biosfera di Calakmul, e tra le rovine dell’antica città Maya, dichiarate patrimonio naturale e culturale dell’umanità dall’Unesco.
PICCOLI GRANDI EROI di Giorgia Soi (fuori concorso) è uno dei primi film realizzati con i bandi Heroes20.20.20 della Fondazione Sardegna Film Commission. Tra di essi rientra anche OGNI COSA AL SUO POSTO (in proiezione sabato fuori concorso) del pluripremiato regista oristanese Paolo Zucca, autore di L’ARBITRO con Stefano Accorsi e Jacopo Cullin. L’iniziativa dei bandi Heroes20.20.20 è in linea con il festival perché finanzia film che raccontano esempi concreti di impegno ecologico. Quello di Giorgia Soi è incentrato sulla capacità dei bambini di fare diventare più consapevoli e “green” gli adulti attraverso il gioco e l’immaginazione. La Fondazione Sardegna Film Commission contribuisce al festival anche con un location scouting sul trenino verde Arst, che sabato mattina porterà i registi ospiti ad ammirare il paesaggio dell’Anglona nella tratta Martis-Tempio.
Un episodio particolarmente drammatico è quello raccontato dal fotogiornalista Lorenzo Moscia in HAYAN AFTERMATH, che fa una cronaca per immagini delle drammatiche ore immediatamente successive al terribile uragano che si abbatté sulle Filippine l’8 novembre 2013

La serata prosegue con la divertente animazione FULL PETROL JACKET del pluripremiato video maker (per Negramaro, Luca Aquino, Mauro Ottolini) Hermes Mangialardo, che descrive i metodi da sergente di ferro (un po’ come l’Hartman di “Full metal jacket” di Kubrick) usati dal capo di una compagnia petrolifera nell’addestrare i suoi operai. Il cartoon ha il merito di fare ridere e allo stesso tempo riflettere sullo scempio attuato nei posti più belli del mondo proprio dalle compagnie di petrolio.
Suscita inquietudine anche HUNTING, interessante animazione del filmmaker cinese Dengke Chen, che inverte i tradizionali ruoli tra animali e uomini per descrivere la crudeltà della caccia alle balene.
RECIKLIRANGE del regista croato Branko Istvancic, parla di riutilizzo, in particolare di abiti usati, da parte di una famiglia Rom.
Le proiezioni della serata si chiudono con l’unico documentario sardo in concorso: LUCI A MARE di Stefania Muresu e Fabian Volti. Il film, attraverso le vicende dell’equipaggio di un peschereccio originario di Ponza, che tutti gli anni a primavera ritorna a Porto Torres, descrive la pesca tradizionale delle sardine con la tecnica delle lampare. Punto forte del film sono le interviste approfondite ai protagonisti e una fotografia ricca di dettagli interessanti sulla vita quotidiana, tra lavoro e lunghe attese, passione per il proprio lavoro e nostalgia per gli affetti lontani, di chi per tanti mese vive per mare.






