Enrico Ghezzi, 120 istanti di cinema
Incontro all’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari. Un lungo viaggio nella storia dell’arte cinematografica

Sassari. Aula Magna affollata all’inverosimile venerdì scorso per ascoltare Enrico Ghezzi, nome di grande richiamo della televisione italiana. Critico cinematografico e responsabile dei palinsesti nella Raitre di Angelo Guglielmi, Ghezzi era a Sassari ospite dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”. Per lui una mattinata dedicata a “120 istanti di cinema, l’automa liberato. Fear and Desire”.
Paura e Desiderio è anche un omaggio a Stanley Kubrick, punto di partenza per un magnifico excursus storico dedicato interamente all’arte cinematografica, nei 120 anni dalla sua nascita. Cinema come settima arte, da alcuni decenni contaminata dalla tv, di cui lo stesso Ghezzi è uno dei protagonisti in Italia. Un po’anomalo, a dirla tutta, a metà strada tra la provocazione e l’innovazione geniale, con programmi come Fuoriorario o Blob. La vita stessa è d’altronde cinema. «I primi film erano a una sola inquadratura, con una immutabilità in movimento. Del resto i Lumiere non erano registi, erano i mandanti delle riprese. Solo dopo è arrivato Griffith, colui che che inventa la sceneggiatura», ha ricordato Enrico Ghezzi.

Insieme a Ghezzi sono intervenuti Antonio Bisaccia, direttore dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, e Anselm Jappe, docente di Estetica dell’Accademia.







