Echoes of an Era, (To) Be in Jazz

Dal 7 al 24 dicembre a Palazzo di Città quattro appuntamenti con il grande Jazz. Ospite d’eccezione il trombettista Fabrizio Bosso

 

 

FabrizioBosso
Fabrizio Bosso

Sassari. Dal 7 al 28 dicembre si rinnova al Palazzo di Città di Sassari l’appuntamento, atteso dai tanti appassionati di jazz con la quattordicesima edizione della rassegna “(To) Be in Jazz – I Concerti Aperitivo” L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Blue Note Orchestra, a cui fa capo l’Orchestra Jazz della Sardegna, con il contributo dell’Assessorato alle Culture del Comune di Sassari, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione Banco di Sardegna. «Siamo alla 14ª edizione di un appuntamento molto atteso dalla città – dice l’assessora alla Cultura Monica Spanedda –, un appuntamento nel quale trovano spazio eccellenze culturali ed eno gastronomiche, in una formula convincente e collaudata. È un percorso che l’amministrazione intende continuare a sostenere guardando con attenzione alle iniziative di qualità».

Quest’anno la rassegna prosegue il tema della scorsa edizione “Echoes of an Era”, in cui venne affrontato un percorso storico incentrato sull’aspetto dell’evoluzione stilistica della musica jazz. Il viaggio in quattro tappe lambirà i lidi della creatività di Gil Evans e Miles Davis, le menti dietro “Birth of the Cool”, di Thelonious Monk, Duke Ellington e Joe Zawinul. Giganti autentici, compositori straordinari, differenti tra loro ma accomunati dall’essere stati dei fondamentali innovatori non solo della tecnica esecutiva, ma, ciò che conta di più in questo contesto, delle tecniche compositive, e dall’aver creato musica eccezionale che resiste all’usura del tempo ed al passare delle mode.

Come sempre, grazie alla collaborazione del Museo del Vino-Enoteca Regionale della Sardegna di Berchidda, a chiusura dei momenti musicali verranno proposte alcune tra le eccellenze vitivinicole in abbinamento a selezionate realtà produttive dell’agroalimentare, grazie alla collaborazione delle aziende Cantina Sorres di Laura e Delia Floris a Sennori, Tenuta Asinara di Roberto e Grazia Sassu a Sorso, Tenute Sella & Mosca di Alghero e Cantine Chessa di Giovanna Chessa a Usini che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa. I vini sono accompagnati da un percorso di formaggi selezionato dal Consorzio di Tutela Pecorino Sardo Dop e da alcuni prodotti del Panificio di Francesca Sanguinetti di Ozieri.

La rassegna parte domenica 7 dicembre alle 11 quando sul palco di Palazzo di Città il Birth of the Cool Ensemble eseguirà una delle opere più importanti dell’intera storia del jazz “Birth of the Cool” . A distanza di oltre sessant’anni da quando Gil Evans e Miles Davis la concepirono l’opera ha ancora uno smalto perfetto che non è stato minimamente intaccato dallo scorrere del tempo e dalle infinite evoluzioni stilistiche del jazz. L’opera nacque nel seminterrato di Gil Evans luogo in cui un Davis ormai stanco delle frenesie del Bop trovò nel compositore canadese il partner ideale per creare qualcosa di completamente inaudito. La sintonia tra i due era perfetta, perché entrambi avevano avuto la stessa idea: affrancare il jazz dai timbri e dalle atmosfere del Bebop, elaborando un discorso musicale che, ispirandosi sia a Duke Ellington che a Debussy, prevedesse un approccio molto più disteso e meditato, pieno di controllo e timbricamente innovativo, con coppie di fiati che permettono un’estensione sconosciuta al Bop.

Ad eseguire l’opera la formazione composta da Francesco Lento (tromba), Massimo Carboni (sax alto), Rossano Emili (sax baritono), Gavino Mele (corno), Salvatore Moraccini ( trombone), Claudio Lotti (tuba), Matteo Cara (pianoforte), Paolo Spanu (contrabbasso) e Gianni Filindeu (batteria), modellata sull’originaria Tuba Band, consente di giocare sui timbri come mai era stato possibile nel jazz fino a quel momento, e ripropone oggi il progetto recuperando filologicamente le partiture originali dell’epoca, eseguendole così come furono concepite da Gil Evans.

Per il secondo appuntamento della rassegna, domenica 14 dicembre alle 11 sarà la volta di ”Sphere”, un omaggio alla musica di Thelonious Monk, di cui il chitarrista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra Roberto Spadoni ha curato gli arrangiamenti per la formazione “aperta” del Blue Note Jazz Ensemble (BNJE), che cambierà nel corso dei concerti della rassegna, aprendosi ad interventi ed innesti di musicisti esterni. Si comincia con lo stesso Spadoni, oltre che arrangiatore anche chitarrista ospite della formazione, per questo progetto che coinvolge anche i tre sax di Gian Piero Carta, Massimo Carboni e Marco Maiore (rispettivamente alto, tenore e baritono), le due trombe di Luca Uras e Giovanni Sanna Passino, il trombone di Salvatore Moraccini, Claudio Lotti alla tuba e la ritmica di Alessandro Zolo (contrabbasso) e Massimo Russino (batteria).

Da sempre considerato uno dei grandi irregolari del jazz, principalmente a causa di una personalità dotata di qualche bizzarria e di una musicalità originalissima, che per un po’ lo ha tenuto dentro una nicchia per cultori, Monk è, ad oltre trent’anni dalla morte, avvenuta nel 1982, uno dei compositori più suonati e rispettati, pur non essendo stato particolarmente prolifico. La sua musica conserva una grande potenza espressiva, ed una forza innovativa assolutamente al di là dei suoi tempi. Nel progetto “Sphere” gli arrangiamenti e la direzione di Roberto Spadoni si sviluppano partendo dalle sue esecuzioni pianistiche, amplificando con l’organico orchestrale il caleidoscopio monkiano. Ai brani firmati da Monk, straordinari capolavori quali ‘Round Midnight, Epistrophy, Straight, No Chaser, Introspection, I Mean You, Brilliant Corner e Monk’s Mood, si affiancano alcune composizioni dello stesso Spadoni, scaturite da idee, frammenti e spunti colti dall’universo umano ed espressivo di Monk, per un programma che esalta le caratteristiche peculiari della scrittura monkiana.

Terzo appuntamento domenica 21 con il Blue Note Jazz Ensemble presenterà “Swinging Duke”, omaggio a Duke Ellington con gli arrangiamenti scritti dal compositore arrangiatore, direttore d’orchestra, pianista ed autore di musica per cinema e teatro Paolo Silvestri appositamente per la formazione sassarese, composta per l’occasione da Gian Piero Carta (sax alto), Massimo Carboni (sax tenore), Marco Maiore (sax baritono), Luca Uras ed Emanuele Dau (tromba), Salvatore Moraccini (trombone), Mariano Tedde (pianoforte), Nicola Muresu (contrabbasso) e Luca Piana (batteria).

Ospite d’eccezione il trombettista Fabrizio Bosso, il cui abbagliante virtuosismo arricchirà l’impasto sonoro del BNJE. Nel corso della sua carriera, iniziata da giovanissimo, Bosso ha ricevuto una quantità di riconoscimenti e di premi come miglior trombettista jazz italiano, ha partecipato come ospite a numerosi dischi di colleghi e a programmi televisivi, comprese diverse edizioni del Festival di Sanremo, oltre ad aver suonato in un’infinità di concerti in tutto il mondo.

Duke Ellington è uno dei nomi più conosciuti anche dai non appassionati di jazz, e certo rappresenta non soltanto uno dei capisaldi del jazz orchestrale, ma uno dei giganti della musica del XX secolo tout court. “Swinging Duke” lo omaggia addentrandosi tra alcune delle sue composizioni storiche, tra cui “In a sentimental mood”, “Solitude”, “Caravan”, “I let a song go out of my heart”, “Black and tan Fantasy”, “Perdido”, “Jeep blues”, in un programma nel quale la formazione del BNJE promette di offrire uno spettacolo indimenticabile.

Sempre il Blue Note Jazz Ensemble conclude la rassegna, domenica 28 dicembre, con il progetto “Fast City”, dedicato al grandissimo Joe Zawinul, forza trainante di formazioni storiche quali Weather Report e Zawinul Syndicate.

“Fast City” è un progetto del trombonista, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra Mario Corvini, che raccoglie senza eccessivi filtri la sostanza della musica di Zawinul mantenendo la forma delle composizioni originali che sono state ri-orchestrate per l’organico del BNJE. Il lavoro di Corvini non è stato semplice, perché come è noto la musica del compositore austriaco si è avvalsa, fin dalla metà degli anni sessanta, di strumentazione elettronica (Zawinul fu uno dei primi ad utilizzare un organo Hammond e fu colui che fece innamorare Miles Davis del suono del Fender Rhodes, e nel corso della sua carriera ha sempre utilizzato un grande numero di sintetizzatori e di altra strumentazione tecnologicamente all’avanguardia), mentre nel BNJE gli unici strumenti elettrici sono la chitarra di Antonio Pitzoi ed il basso di Alessandro Zolo.

Gli altri strumentisti: Luca Uras e Giovanni Sanna Passino (tromba), Salvatore Moraccini (trombone), Gavino Mele (corno), Gian Piero Carta (sax alto e tenore), Marco Maiore (sax baritono), Luca Piana (batteria), oltre allo stesso Corvini che suonerà trombone ed euphonium, utilizzano infatti strumentazione acustica. In fase di arrangiamento è stata questa la scelta fatta, oculata e complessa, data la vastità del repertorio di Zawinul, con l’idea di offrire una veste più ricca alla sezione fiati ed una formula orchestrale più acustica, rispetto agli originali.

La scaletta dei brani ripercorre la musica di Zawinul dagli albori degli anni sessanta fino all’ultimo periodo della sua attività, coprendo quindi un periodo di cinquant’anni, durante il quale il maestro ha spaziato in lungo e in largo attraverso stili differenti, fino ad arrivare, nella fase finale della carriera, ad un interesse molto marcato per la musica etnica, che sapeva sapientemente miscelare con i suoni delle macchine che tanto amava.

L’Associazione Blue Note Orchestra offre ancora una volta una proposta culturale di qualità, contribuendo ad animare il centro della città nel periodo natalizio.

La prevendita dei biglietti (€ 10,00 per i singoli concerti) e degli abbonamenti (€ 25,00 per i quattro concerti) viene effettuata presso Ticketok, in via Tempio 65 a Sassari (info: 0792822015) e presso la Libreria Messaggerie Sarde in Piazza Castello 11 a Sassari (info: 079230028)

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio