Ebola, pronte tre unità di crisi

Nell’ipotesi, comunque lontana, che il virus attecchisca in Sardegna, è pronto un protocollo che prevede sette codici. L’assessore Arru: «Siamo pronti a gestire eventuali casi»

 

 

LuigiArruCagliari. Saranno pronte tra 15 giorni le unità di crisi che dovranno fronteggiare una eventuale emergenza Ebola. La Sardegna è pronta a gestire eventuali casi di contagio da virus ma la probabilità che nell’Isola vengano registrati casi di contagio è decisamente minima. L’assessore della Sanità Luigi Arru e il direttore generale Giuseppe Sechi hanno presentato il Protocollo messo a punto con i massimi esperti in materia per gestire la situazione in caso di contagio: sette codici – dal bianco al blu passando per verde, rosa, giallo, rosso e viola – in base alla gravità per modulare gli interventi medici e, in caso di contagio accertato, il trasferimento all’ospedale Spallanzani di Roma.

«La Sardegna ha le competenze ma si è deciso di centralizzare l’assistenza nella capitale per consentire l’utilizzo di esami più sofisticati, visto che tra l’altro non è una malattia gestibile con i farmaci». Oltre al Protocollo d’intesa, la Regione ha istituito tre unità di crisi, una regionale a Cagliari presso l’Assessorato della Salute e due locali a Cagliari e Sassari. «La cosa importante è la gestione dei casi attraverso una rete, un sistema dove tutti sanno come si devono comportare per evitare cattiva gestione e disorganizzazione», spiega Sechi. A far funzionare il Protocollo contribuiscono 118 e Prefettura.

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