Donna Lucia Tedde Delitala e le lotte fazionarie nell’irrequieta Anglona del Settecento

Il 15 giugno al Centro Culturale di Chiaramonti la presentazione del volume di Angelino Tedde, Andreina Cascioni e Giovanni Soro

Chiaramonti. Abile amazzone e affarista intelligente, la figura di Donna Lucia Tedde Delitala emerge dall’oscurità dei ricordi sbiaditi delle lotte fazionarie del primo Settecento tra Chiaramonti e Nulvi, per essere restituita alla storia attraverso una fresca pubblicazione di Magnum Edizioni, che sarà presentata domenica 15 giugno alle 18, al Centro culturale Ciriaco Carru di Chiaramonti. A dare avvio ai lavori con i saluti istituzionali sarà il sindaco Luigi Pinna, mentre ad accompagnare la presentazione saranno le voci del Coro Doria diretto dal maestro Salvatore Moraccini.

Il volume “Donna Lucia Tedde Delitala tra sacro e profano” è frutto di un lavoro intenso e appassionato che porta le firme di Angelino Tedde, già ricercatore all’Università di Sassari e cultore di Storia e letteratura, Andreina Cascioni, docente di materie letterarie e Giovanni Soro, dirigente scolastico.

I tre studiosi approfondiscono le lotte di potere nel territorio di Chiaramonti del XVIII secolo, in parte già controllato economicamente dai Delitala che, in un secondo momento, si imparentarono con la ricca famiglia Tedde di Nulvi, attraverso politiche matrimoniali.

Proprio in questo centro dell’Anglona si svolsero le vicende della nobildonna Maria Gerolama Tedde, sposata con il facoltoso figlio di don Salvatore Battista Delitala, Giovanni Battista. Nel 1716, Maria Gerolama nominò in testamento erede universale del suo vasto patrimonio la sorella Donna Lucia, più piccola di lei di undici-dodici anni.

Nata a Nulvi tra il 1695 e il 1696, la giovane ereditiera visse nel paese natale fino all’età di ventuno anni. A diciotto fu gravemente offesa da suo cugino don Giommaria Tedde, per essere poi vendicata con l’uccisione dell’offensore da parte di Giovanni Fais e di un suo fratello, che ci rimise la vita. Condannato alla pena capitale dal Tribunale di Sassari, il giovanissimo Fais si diede alla latitanza formando una banda con altri malavitosi.

Dalle ricerche emerge che la nobildonna era assai capace nella gestione dei beni mobili e immobili, nell’allevamento di bestiame e nell’investire i suoi capitali anche a Sassari, dove comprò ben due palazzi con denaro sonante.

Tra le saghe contenute nel libro non sono di minor rilievo le vicende dei Fais-Unali e delle famiglie non nobili imparentate con le donne Tedde che, se non comparvero nominalmente, costituirono un limite allo strapotere della fazione facente capo a Lucia. Siamo in presenza di un personaggio femminile straordinario che non solo riuscì a elevarsi all’interno della fazione dei Tedde-Delitala, ma anche tra le numerose donne settecentesche che, amazzoni o no, scesero in campo partecipando alle zuffe dell’irrequieta Anglona del Settecento.

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