I diritti del malato terminale contro la sofferenza inutile
Lunedì prossimo nell’Aula Magna dell’Università di Sassari convegno organizzato dall’Associazione Franco Mura onlus. In Sardegna manca la rete delle cure palliative
Sassari. In Sardegna, a distanza di sei anni dall’approvazione della legge 38/2010, che dispone per i pazienti affetti da malattie inguaribili in fase avanzata e terminale, l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, quasi nulla è stato fatto, come ha confermato una recente indagine sulle strutture sanitarie dell’isola. La mancanza più grave è risultata la realizzazione degli hospices, strutture dedicate alla cura e all’eventuale ricovero di questi malati quando l’assistenza nella propria casa non sia possibile, dove il paziente, seguito da medici, infermieri, psicologi e familiari, potrà essere accompagnato in questa fase terminale. Per sollecitare la realizzazione della rete delle cure palliative in Sardegna, l’Associazione Franco Mura onlus ha organizzato un convegno a cui parteciperà anche l’assessore regionale alla sanità Luigi Arru. L’evento si terrà lunedì 14 marzo a partire dalle 16 nell’Aula Magna dell’Università. Oltre ad Arru saranno presenti i dirigenti di Asl e Aou, Agostino Sussarellu e Giuseppe Pintor, il responsabile della commissione tecnica rete cure palliative dell’Assessorato alla Sanità, Salvatore Salis, il direttore del distretto sanitario, Nicolò Licheri, il presidente dell’Ordine dei Medici, Cesco Scanu, e Piero Bulla, presidente IPASVI di Sassari.
La legge 38/2010 sancisce i diritti del malato terminale contro la sofferenza inutile. Secondo dati diffusi dal ministero della sanità, i pazienti in fase terminale, deceduti nel 2013 in un reparto ospedaliero per acuti, sono stati 44.725, quasi tremila in meno rispetto all’anno precedente, ma sempre troppi rispetto alle prescrizioni della legge che, prevedendo una adeguata rete territoriale delle cure palliative, l’assistenza domiciliare e gli hospices, punta a rendere più rispettoso della dignità umana il trattamento dei pazienti terminali. Inoltre i ricoveri impropri creano disagi non solo ai pazienti in fase terminale, ma allungano le liste d’attesa degli “acuti”.








