Dinamo, ora devi trattenere Bulleri

Il coach toscano, con competenza ed empatia, ha compattato l’ambiente e cambiato volto alla squadra. Il rinnovo di contratto deve essere una priorità, prima che “arrivino a prenderselo”

Massimo Bulleri da Cecina. E’ lui l’uomo copertina della Dinamo ed è da lui che sarebbe bene ripartire per il futuro. Se nel suo primo anno e mezzo di permanenza a Sassari nel ruolo di assistente, prima di Bucchi e poi di Markovic sembrava quasi un oggetto misterioso, difficile da inquadrare, il cambio di ruolo ne ha e ne sta rivelando la personalità e le caratteristiche. Bulleri è riuscito a ricomporre un vaso rotto in mille pezzi, che onestamente sembrava più da buttare, che da aggiustare. E’ vero che gli arrivi di Thomas e Weber lo hanno aiutato sia dal punto di vista tecnico che umorale ad alzare il livello di un gruppo che definire triste e depresso è un eufemismo, ma è sufficiente vedere quanta compattezza e unità di intenti traspare, per capire che il lavoro del coach toscano, non è stato importante solo dal punto di vista tecnico-tattico, ma soprattutto anche e specialmente da quello psicologico. La conseguenza si è vista non solo in campo ma anche sugli spalti, con più presenze ma soprattutto con il ritrovato entusiasmo e si sa quanto il supporto del pubblico a Sassari sia stato sempre un’arma in più. Un patrimonio che, senza risultati e con una squadra triste e depressa, si stava disperdendo.

La personalità il Bullo l’ha dimostrata anche facendo scelte drastiche, tenendo conto non solo degli aspetti tecnici, ma anche di quelli umani. E’ così che mettere alla porta uno come Sokolowski, che si dice facesse poco per farsi voler bene nell’ambiente, potrebbe aver aiutato a trovare certi equilibri. Scelta tecnica invece la decisione di escludere dalle rotazioni Gazi, fortemente voluto da Markovic, ma non funzionale alla pallacanestro di Bulleri. Ecco, il Bullo con decisione e personalità ha messo sul piatto le sue esigenze, la società lo ha assecondato e i risultati sono arrivati. La categoria è stata preservata e se ora dovesse arrivare anche qualcosa in più sarebbe grasso che cola.

Bulleri non ha l’esuberanza/stravaganza del Poz, neanche la personalità di Meo, ma come i suoi due illustri predecessori, ha la capacità di entrare in sintonia e farsi voler bene dai giocatori e si sa, quando si crea questo tipo di feeling, i giocatori per te “passerebbero nel fuoco”. L’esempio contrario di Markovic, che la parola empatia proprio non la conosceva, deve essere tenuto ben presente da chi è chiamato a fare le scelte. In generale nello sport funziona così, nell’ambiente sassarese (anche sugli spalti) forse ancor di più e non si può non tenerne conto, perchè il “ritorno” non è solo sportivo, ma anche economico.

Di sicuro, il coach toscano si sta meritando con i fatti una conferma, che se non dovesse arrivare lascerebbe onestamente perplessi. Giovane, emergente, affamato, bravo e con le idee chiare e con in più il vantaggio di conoscere già l’ambiente, in altre parole l’allenatore giusto per il nuovo corso della Dinamo, in un momento nel quale le gerarchie del basket nazionale dicono che Sassari, per budget a disposizione non può competere per gli obiettivi di una volta e anche per queste ragioni, deve essere ancora più brava nelle scelte di mercato, partendo proprio da quella dell’allenatore.

Aldo Gallizzi

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