Delmastro (FdI): «Dalla presidente Todde mistificazioni colossali sui 41-bis»

Ce ne saranno 67 a Badu ‘e Carros, controllati rigidamente dal Gom, in luogo degli attuali 125 in alta sicurezza

Andrea Delmastro

«Qualche sassolino dalla scarpa ce lo siamo tolto». Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (FdI) era ieri tra Alghero e Sassari per una tappa del tour nazionale dedicato al sostegno del sì al referendum confermativo del 22 e 23 marzo. Riforma della giustizia ma anche replica alle iniziative del governo regionale sul tema dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis che verranno portati in Sardegna e la cui presenza determinerà la trasformazione del carcere nuorese di Badu ‘e Carros in struttura riservata esclusiva ai condannati per mafia e altri gravi reati, sottoposti al rigido sistema di detenzione previsto dall’ordinamento penitenziario. Ad Alghero, all’esterno del carcere di via Vittorio Emanuele, ha incontrato i media locali; nel pomeriggio invece, all’Hotel Grazia Deledda a Sassari, è intervenuto a un incontro pubblico promosso da Fratelli d’Italia sul sì al referendum.

Delmastro non si è sottratto al tema dei detenuti al 41-bis che arriveranno in Sardegna se verrà attuata la proposta di rimodulazione delle strutture carcerarie isolane. L’attacco alla presidente della Regione Alessandro Todde è stato diretto e anche reiterato in occasione di entrambe le iniziative di ieri. «Rispondo a una persona che in questi giorni si è resa protagonista di mistificazioni colossali, volute per coprire i clamorosi, soverchi e incredibili insuccessi che ha collezionato sulla sanità sarda, che è l’unica in tutta Italia che vede crescere le liste d’attesa, nonostante i soldi messi dal governo. Ha voluto nascondere che a breve si dovrà discutere della sua decadenza e quindi si è inventata che il centrodestra avrebbe pregiudicato la sicurezza della Sardegna. Fratelli d’Italia non si deve fare insegnare niente sulla sicurezza dal Movimento 5 Stelle, da coloro che durante la pandemia mandarono migliaia di mafiosi nei loro territori, togliendoli dalla detenzione in carcere mandandoli sui territori. La manifestazione di poche centinaia di persone dell’altro giorno ha dimostrato che i sardi non si fanno trascinare con l’anello al naso».

Ieri la narrazione da parte del sottosegretario Delmastro è stata completamente all’opposto dell’allarme lanciato nelle ultime settimane dal campo largo in Regione. «La riforma del 41-bis portata avanti da noi metterà in sicurezza la Sardegna. Ci saranno meno mafiosi nell’isola di quanti non ce ne erano prima: già 125 sono stati portati nel Continente. Non so quale sia la matematica della Todde, la mia non è certo quella delle scie chimiche o dei chip sottopelle».  125 erano tutti a Badu ‘e Carros. Al massimo di capienza ce ne saranno 67. In realtà, Delmastro ha precisato che quelli finora lì ospitati erano davvero mafiosi pericolosi anche per il territorio. Quelli che invece arriveranno saranno 41-bis presidiati dal Gom (Gruppo Operativo Mobile), il un reparto d’élite della Polizia Penitenziaria specializzato nella custodia dei detenuti sottoposti al regime speciale proprio del 41-bis. «La scelta di Badu ‘e Carros è mia. Per quanto riguarda le altre due strutture (Bancali e Uta) è già tutto stabilito da tempo», ha ribadito Delmastro. Per il carcere nuorese si è già provveduto anche a un adeguamento edilizio. Cosa che invece non è stata fatta per le altre due strutture, che invece andranno avanti con le attuali configurazioni, ovvero senza una esclusiva destinazione ai 41-bis.

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