Sassari ha le caratteristiche per diventare città metropolitana
Il punto sugli enti territoriali in Sardegna promosso dalla Fondazione Segni. La riforma è al vaglio del Consiglio regionale. Prevista l’area metropolitana solo per Cagliari
Sassari. L’istituzione dell’Area metropolitana di Cagliari costituisce uno schiaffo a Sassari? Come inquadrare la creazione del nuovo ente territoriale nell’ambito della riforma ammistrativa al vaglio del Consiglio regionale? Di questi temi si è parlato lunedì scorso alla Camera di Commercio in occasione del convegno “Area metropolitana di Cagliari, uno schiaffo a Sassari?”, organizzato dalla Fondazione Segni e che ha visto la partecipazione di docenti universitari, politici ed amministratori. «La riforma che tra qualche settimana il Consiglio regionale si troverà a discutere e definire non sarà niente affatto secondaria od un semplice aggiustamento. L’orientamento è di andare verso l’istituzione di una città metropolitana a Cagliari», ha ricordato in premessa Mario Segni. L’alternativa a questo progetto è avere in Sardegna due aree metropolitane, una a sud e una a nord. Sassari è pronta e, soprattutto, ha i requisiti per diventare città metropolitana?
Il disegno di legge n. 176 del 15 gennaio scorso presentato dalla Giunta regionale riguarda il nuovo assetto amministrativo regionale. Via le vecchie province, spazio alle unioni dei comuni e, per Cagliari ed il suo hinterland, alla nuova città metropolitana. In realtà le circoscrizioni provinciali non saranno cancellate del tutto. Rimarranno i territori dei vecchi enti come li abbiamo conosciuti prima del 2005 (con alcuni “spostamenti”, come Bosa con Oristano). La provincia di Cagliari non sarà trasformata però automaticamente nella nuova città metropolitana, di cui faranno parte Cagliari e diversi comuni dell’hinterland. Ci sarà così una circoscrizione provinciale del sud, nuova di zecca, con Sulcis, Medio Campidano e altri comuni. E Sassari? La domanda a cui ha cercato di rispondere Omar Chessa, ordinario di diritto costituzionale all’Università di Sassari è: quali competenze ha il legislatore sardo di istituire un’altra città metropolitana nel nord ovest dell’Isola?
«Non c’è dubbio che il legislatore sardo sia competente a istituire le città metropolitane. Finora però si è parlato solo di quella di Cagliari», ha detto Chessa. Può quindi essere istituita la città metropolitana anche a Sassari? La legge Del Rio comprende nove modelli diversi, più Roma Capitale. «La città metropolitana presuppone un’area ad altissima urbanizzazione. A parte tre casi, si risolve nel territorio della provincia. Insomma, l’area metropolitana è una sorta di provincia 2.0. E le situazioni considerate sono completamente diverse le une dalle altre. A parte le città più grandi, c’è Reggio Calabria con 550 mila abitanti, oppure Bari con ben 42 comuni».

«Siamo di fronte ad un passaggio politico importante – ha detto subito dopo il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau –, ecco perché ringrazio Mario Segni per aver scelto un tema di stretta attualità la cui discussione, sono convinto, debba essere articolata su tutto il territorio. Il disegno di legge 176 sul Riordino del sistema delle autonomie locali in Sardegna – ha ricordato Ganau – è al momento in discussione in Commissione Autonomia e il confronto sarà, come giusto che sia, a tutto campo considerato che ci troviamo di fronte ad una riforma importante che modifica radicalmente l’assetto istituzionale della Regione per la quale è necessario avere la massima condivisione per rendere il dispositivo normativo il più efficiente possibile».
«La prima domanda è allora: servono gli enti intermedi in questa regione? Secondo me sì. Da ex amministratore locale posso affermare con assoluta certezza che le Unioni dei comuni non sono in grado oggi di svolgere le funzioni attualmente affidate alle Province e mi riferisco agli interventi sulla viabilità, la manutenzione nelle scuole ma anche a tutti quei servizi in capo alle società partecipate», ha detto ancora Ganau. «Non sono affatto contrario all’area metropolitana di Cagliari. Consentirebbe comunque di attrarre risorse aggiuntive da destinare non solo alla città del Capo di sotto ma all’intero territorio compreso nell’ex provincia cagliaritana. Però, o stiamo sugli schemi nazionali e quindi la facciamo corrispondere alla vecchia provincia oppure creiamo altro. Il cagliaricentrismo è un male e non dobbiamo rafforzarlo. Penso che Sassari debba avere l’area metropolitana come Cagliari. Ma non possiamo permetterci ambiguità. Occorre chiarire quali i criteri stiamo utilizzando in questa riforma. E siamo ancora in una fase di interlocuzione. Alla fine dovrà venire fuori un’idea di regione», ha concluso Ganau.
Tanti gli spunti richiamati dagli altri relatori. Innanzitutto Franco Cuccureddu, sindaco di Castelsardo. «Un’area metropolitana solo a Cagliari potrebbe avere conseguenze devastanti, a cominciare dal rischio della chiusura della facoltà di medicina e quindi dell’università. Ricordiamo che la stessa Unione Europea riconosce due aree metropolitane in Sardegna e lo ha messo nero su bianco in un documento del 2000. Un’altra regione autonoma come la Sicilia ha istituito tre aree metropolitane: oltre alle due iniziali, Palermo e Catania, è stata inserita anche Messina. Che si aggiungono alle dieci previste nella Penisola». «Stiamo attenti. Una barca che ha un carico preponderante sulla poppa rischia di andare a picco. Abbiamo l’obbligo di intervenire», ha aggiunto Alessio Marras, che ha preso la parola in rappresentanza dell’Amministrazione comunale sassarese. «Dobbiamo riconoscere la furbizia di Cagliari di inventarsi città metropolitana. Sassari ha tutti gli elementi per diventare tale», ha detto Marco Tedde, consigliere regionale e già sindaco di Alghero. «Ci vuole un movimento di popolo, non le conferenze di servizio», ha avvertito Alberto Calvi, giornalista Rai. Difesa appassionata dell’ente provincia invece da parte dell’assessore Rosario Musmeci.
Il rischio è comunque che il discorso sia già chiuso. Avremo insomma una sola area metropolitana in Sardegna e sarà la città di Cagliari con i comuni dell’hinterland. A meno che Sassari non riesca a fare fronte comune e portare il confronto in Consiglio regionale. Ci sono però i tempi per costruire tutto questo?






