Cento anni fa la conclusione della Grande Guerra

A Gorizia celebrazioni con il Comune di Sassari. Gli eventi culturali sono coordinati dalla Fondazione Maria Carta. Sarà proposto il teatro di etnia, in sassarese e in friulano

La compagnia “Paco Mustela” sul palcoscenico

Sassari. La ricorrenza dei cento anni dalla conclusione della Grande Guerra verrà celebrata a Gorizia ai primi di novembre con una serie di iniziative culturali che vedono coinvolti i comuni di Sassari e Gorizia insieme a vari artisti sardi e friulani.

Il tutto all’insegna di un consolidato rapporto di amicizia tra le due città, strette in un gemellaggio che in questi anni si è ulteriormente intensificato. Basti pensare all’iniziativa promossa nel marzo 2015 che vide protagoniste le due città unite sotto il segno della musica nel nome di Maria Carta. Lo scorso anno, l’omonima fondazione ha deciso di celebrare la quindicesima edizione del premio “Maria Carta” proprio a Gorizia. In quell’occasione, uno dei premi è stato attribuito al locale circolo sardo presieduto da Salvatore Garau. Va detto, infatti, che il circolo svolge un ruolo fondamentale in tutte le attività di carattere culturale che si tengono sul territorio e che hanno come punto di riferimento la Sardegna. Anche questa iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione di tutti i soci. Altro riconoscimento è stato attribuito al coro Freevoices di Capriva del Friuli, tra le realtà più interessanti nel settore delle giovani formazioni vocali.

Il 2 novembre, presso il Comune di Gorizia, alla presenza di Rodolfo Ziberna, sindaco della città isontina, di Alba Canu, assessora alle Politiche educative e sport del Comune di Sassari, e di Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione delle varie iniziative tra cui la visita guidata al museo Monte Sabotino dove ha combattuto la Brigata Sassari.  Sabato 3 novembre commemorazione presso il Cippo della Brigata con deposizione di una corona, alzabandiera e lettura dei nominativi dei soldati caduti, soci della Società per l’Educazione Fisica Torres, alla presenza dei rappresentanti dei comuni di Sassari, Gorizia e della Fondazione SEF Torres. Nel pomeriggio, alle 16, appuntamento al teatro Kulturni Dom per gli eventi di carattere culturale. La Fondazione Maria Carta, che in questo caso svolge un ruolo di coordinamento del progetto affiancando le due amministrazioni comunali, ha voluto concentrare l’attenzione su una proposta culturale diretta a valorizzare il ruolo e la funzione delle lingue minoritarie. In questo contesto, trova collocazione la doppia rappresentazione teatrale in lingua sassarese e friulana affidata a due distinte compagnie impegnate da tempo nella costante azione di sostegno alle varianti linguistiche locali in ossequio a quanto le normative nazionali e regionali prevedono in materia di diffusione e tutela delle minoranze linguistiche.

La Compagnia del Teatro Sociale “Paco Mustèla” è stata fondata a Sassari nel 2005. Fin dal suo esordio ha operato nell’ambito del teatro di etnia diventando in breve una delle principali realtà e punto di riferimento della sperimentazione teatrale sarda. La commedia che verrà portata in scena a Gorizia, il cui titolo è “Filodrammatica Belvedere”, è stata scritta da Pier Natale Sanna, regista e presidente della Compagnia. Si tratta di una commedia brillante in due atti nella variante linguistica sassarese e narra le peripezie di una scalcagnata compagnia di provincia.

La compagnia friulana “Collettivo Terzo Teatro” ha la sua sede in Gorizia ed è diretta da Mauro Fontanini. Per l’occasione verranno rappresentate alcune popolarissime e divertenti “Maldobrie” di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, un classico del teatro della Venezia – Giulia in dialetto istro-veneto. Più che un dialetto, una “lingua franca” su base veneta con influenze slave, tedesche ma perfino turche e arabe. Le “Maldobrie” (marachelle, birbonate) sono raccolte di storie e racconti di ambiente giuliano-dalmata ispirati al ricordo di un mondo che non c’è più e a valori ormai scomparsi. Lo schema dei racconti è pressoché sempre lo stesso: i battibecchi e i ricordi di Bortolo (un marinaio ormai in pensione e dalle mille avventure, reali o millantate) e della siora Nina (anziana massaia pettegola e credulona).

Al termine dello spettacolo teatrale spazio alla musica con il concerto del coro giovanile Freevoices, diretto dalla maestra Manuela Marussi, del coro Cantos e Incantos, formazione composta da sardi residenti in Friuli Venezia Giulia, diretto dal maestro Ivan Di Prisco e del duo Fantafolk composto da Vanni Masala (organetto) e Andrea Pisu (launeddas).

Un ringraziamento per la collaborazione va alla società Abinsula, all’azienda agrituristica Sa Mandra, alla F.lli Pinna SPA,  alla Fondazione SEF Torres e all’azienda dei trasporti pubblici di Gorizia (APT).

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