Dinamo battuta 93-83 a Napoli
Senza Robinson brutto passo indietro di un Banco svogliato e senza idee, annichilito da una Gevi determinata e motivata che ha meritato ampiamente la vittoria

Brutto passo indietro della Dinamo Banco di Sardegna, sconfitta per 93-83 per mano della Gevi Napoli. Uno scivolone che va ben oltre i dieci punti di scarto finale, edulcorato solo nel garbage time. L’assenza di Robinson ha privato la squadra del suo uomo chiave, rompendo gli equilibri e mandando in tilt le certezze acquisite dai biancoblù, confusi, senza idee e questa volta anche senza grinta. La chiave della sconfitta va a ricercarsi in primis nell’atteggiamento proposto in difesa, molle e inadeguato sia negli uno contro uno sistematicamente persi in tutte le zone del parquet e sia a rimbalzo. L’allungo decisivo i napoletani lo hanno operato nel secondo quarto, nel quale la (non) difesa del banco ha subito ben 29 punti. L’auspicio è che si tratti solo di un episodio negativo dopo una serie di partite molto buone, mentre la speranza è quella di riavere Gerald Robinson a disposizione fin dalla prossima gara.
La Dinamo arriva in gas all’appuntamento ma Robinson non recupera e quindi Bucchi deve rinunciare al suo trascinatore delle ultime settimane. Al suo posto in quintetto c’è Kruslin. Il Banco inizia bene con la tripla di Jones e i cinque punti di Bendzius (8-2). La Gevi con una difesa molto solida e aggressiva trova il contro break e impatta a quota 10 a metà del primo quarto. Davis mette la freccia (12-10) con cinque punti consecutivi. E’ proprio lui il giocatore su cui si appoggiano spesso gli attacchi napoletani insieme all’altro lungo Williams. La difesa sassarese soffre la loro presenza e forza esplosiva. La difesa biancoblù non è irreprensibile e concede qualcosa di troppo. Il primo quarto non ha padroni e si chiude con la Dinamo in vantaggio 25-23.
Secondo quarto: il Banco dopo la gran giornata nel tiro da tre contro Brindisi, ha le polveri decisamente bagnate dalla distanza e inoltre soffre a rimbalzo, Stephens è troppo leggero, Diop pasticcione. La Gevi nel pitturato fa un po’ ciò che vuole. Bucchi chiama un time out con Napoli sopra di tre e la sua squadra abbastanza bloccata sul 30-27 per i padroni di casa. L’assenza di Robinson e della sua leadership non viene metabolizzata. La bomba di Uglietti vale il +8 Gevi sul 35-27. Bucchi prova a riaffidarsi ai suoi uomini migliori, ma il Banco affonda (38-27) a 5.19 dal riposo e il coach sassarese è costretto ancora una volta a chiedere un minuto di sospensione. Stewart è in fiducia da tre, come il resto dei suoi compagni e Napoli prova ad allungare ulteriormente (47-32) con Sassari in pericolosissima rottura prolungata scende a -15 e completamente inerme sia in attacco che in difesa. Le triple di Kruslin e Treier tengono a galla la Dinamo che, pian, piano ritrova un pizzico di fiducia che consente di riportare lo svantaggio sotto il livello di guardia e di andare a rinfrescarsi le idee negli spogliatoi con un ritardo di otto lunghezze sul 52-44, dopo aver toccato un attimo prima il -6. A metà gara il Banco di Sardegna è comunque sotto in tutte le cifre a incominciare dai rimbalzi (16-9 per i partenopei), proseguendo con le percentuali di tiro sia da due che da tre. La chiave è comunque la difesa scollata, poco aggressiva e sempre in ritardo nelle rotazioni, che consente agli shooters napoletani di trovare molti tiri aperti. Da qui spiegato in parte il quasi 64% da tre con la quale la Gevi ha chiuso i primi due quarti.
Terzo quarto: Bucchi considerata l’inconsistenza dei suoi lunghi parte con un quintetto leggero, senza pivot. Cambia poco, perchè Napoli continua a tirare magistralmente da oltre l’arco riportandosi in un amen a +14 e dando un’altra bella mazzata psicologica ai biancoblù (62-48). Treier prova a suonare la carica per i suoi, mettendoci la grinta e la cattiveria che i suoi compagni oggi non hanno (62-53). E’ uno snodo importante della partita, la Dinamo deve restarci aggrappata per provare a giocarsi tutto nell’ultimo quarto ma Stewart porta i suoi addirittura al massimo vantaggio della serata sul +21 (74-53) con i sassaresi di nuovo in down e questa volta nel baratro anche a livello emotivo. Il terzo quarto è dominato dai padroni di casa e termina sul 77-58.
Ultimo quarto: Per cinque minuti è garbage time, con la Gevi gestisce serenamente l’ampio vantaggio, poi però come spesso accade quando si stacca troppo presto la spina, la Dinamo prova a riaprirla portandosi sul -13, ma la sveglia suona colpevolmente troppo tardi e Napoli la porta meritatamente a casa vincendo 93-83. Unica consolazione per i sassaresi, l’aver mantenuto a proprio favore la differenza canestri in virtù del +17 maturato nel match di andata.
Progressione quarti: 23-25 / 52-44 / 77-58 /93-83
Parziali quarti: 23-25 / 29-19 / 25-14 / 16-25
Gevi Napoli: Young 5, Davis 14, Uglietti 3, Williams 16, Stewart 22, Zerini 4, Howard 10, Michineau 12, Dellosto 7, Matera, Zanotti, Grassi All. Pancotto
Dinamo Banco di Sardegna: Jones 16, Dowe 8, Stephens 6, Bendzius 14, Gentile 15, Kruslin 13, Gandini, Devecchi, Treier 11, Chessa, Raspino, Diop All. Bucchi
Tiri da 2: Napoli 23/33 (69,7%) – Sassari 17/31 (54,8%)
Tiri da 3: 12/23 (52,2%) – 13/30 (43,3%)
Tiri liberi: 11/20 (55%) – 10/12 (83,3%)
Rimbalzi: 33 vs 24
Assist: 20 vs 18
Il migliore in campo Treier voto 6,5: ha il merito di provare a dare l’esempio ai compagni con grinta e cattiveria, per cercare di ricucire lo svantaggio, ma trova poche sponde
Peggiore in campo Ousmane Diop voto 4: Inconsistente a rimbalzo, pasticcione in attacco, non tiene mai un pallone e affonda in difesa come il resto della squadra. Dopo una fase della stagione nella quale aveva dato importanti segnali di crescita, è ricaduto nei vecchi difetti
Aldo Gallizzi







