Cappella al buio e dispetti, i Viandanti si rivolgono all’arcivescovo

Il Gremio chiede un intervento a padre Paolo nei confronti dell’amministratore parrocchiale di Sant’Agostino. A rischio la prossima Faradda. N.S del Buon Cammino è anche la protettrice della Brigata Sassari

 

 

CorpusDominiViandanti13Sassari. Dispetti, scarsa collaborazione, dialogo ormai inesistente. Alla fine il Gremio dei Viandanti ha detto basta e si è rivolto all’arcivescovo padre Paolo Atzei con una lettera, controfirmata da gremianti, soci onorari, rappresentanti dei devoti. Cosa è successo? Il Gremio (come tutti gli altri che hanno fatto e continuano a fare la storia di Sassari) ha una sua cappella, precisamente nella chiesa di Sant’Agostino, dove è custodita l’effigie della patrona, Nostra Signora del Buon Cammino (che è anche la protettrice della Brigata Sassari). Nella cappella sono collocati anche i due candelieri, quello storico e l’altro realizzato 35 anni fa. E nella chiesa di Sant’Agostino si svolgono i riti della Festa Maggiore del Gremio, la domenica immediamente precedente la Faradda: la mattina la santa messa con l’intregu (mentre le nomine sono ufficializzate, per tradizione, nel giorno del Corpus Domini, con una cerimonia che si svolge nella cappella), la sera la solenne e seguitissima processione. Poi, il 14 agosto la partecipazione alla Faradda. Quest’anno però i Viandanti – scrivono nella lettera all’arcivescovo padre Paolo il presidente Antonio Pala e il segretario Cristian Zedda – non sanno «se, dopo secoli, il Gremio potrà organizzare la Festha Manna di Nosthra Signora, storico e sentito preludio alla Faradda alla quale probabilmente i Viandanti non parteciperanno». Il motivo? È da ricondurre al comportamente dell’attuale amministratore parrocchiale, don Antonello Muscas. «Non capiamo bene perché andando a venerare questo Simulacro si debba assistere increduli ad una situazione davvero spiacevole: la Cappella che Lo ospita è perennemente avvolta nel buio più totale. Fa piangere il cuore vedere Colei che da sei secoli e a buon diritto riconosciamo “Padrona di casa” trattata in modo così irrispettoso. Quando i gremianti hanno provato ad accendere le luci son stati diffidati dal sacerdote che si è sentito in dovere di scomodare i Carabinieri inscenando addirittura un black out, dovuto a suo dire a chi sa quale sabotaggio».

L'omelia dell'arcivescovo padre Paolo Atzei
L’arcivescovo padre Paolo Atzei

Premessa importante: il Gremio dei Viandanti a Sant’Agostino non è un ospite. «Il 20 gennaio 1868 – è ricordato in premessa nella lettera all’arcivescovo – il Demanio, che con la soppressione degli ordini religiosi aveva acquisito anche la chiesa di Sant’Agostino, la cedette con regolare verbale al Gremio dei Viandanti il quale ne assumeva l’obbligo dell’officiatura. Il 20 dicembre 1900 il Gremio si riunì in assemblea ordinaria per venire a conoscenza della lettera inviata dal Vicario Generale della Diocesi Canonico Giuseppe Panedda il quale chiedeva al Gremio “l’uso gratuito della chiesa di S. Agostino perché in essa si possa insegnare il catechismo e tutti i doveri di nostra santa religione” e specificava nella sua missiva che “la chiesa sarebbe sempre rimasta a disposizione del Gremio”. Quindi il 3 gennaio 1901 il Gremio stilò un verbale di consegna della chiesa con i vari arredi e paramenti alla Diocesi nella persona del Teologo Panedda. I documenti del Gremio raccontano tanti altri episodi simili e insegnano come il Gremio si sia preso cura del tempio nel quale dal 1477 officiava il culto alla Vergine d’Itria compiendo diversi lavori di restauro anche a proprie spese. Il 3 ottobre 1926, poi, l’assemblea del Gremio deliberò all’unanimità “che il Gremio addivenga a fare col rappresentante del Demanio dello Stato pel Fondo Culto, il chiesto atto di retrocessione della chiesa allo stesso Demanio, in conformità e confermando però, quanto il Gremio ha deliberato con adunanza del 2 giugno 1921, e comunicato con memoria scritta e diretta all’illustrissima Intendenza di Finanza di Sassari il 23 giugno 1921, con la quale si dice che il Gremio addiviene all’atto di retrocessione della chiesa, salvi e rispettati tutti i diritti nessuno escluso, che lo steso Gremio vanta nella detta chiesa, sia sulla assoluta proprietà che ha della Cappella dedicata e consacrata alla B.V. del Buon Cammino, sia sui diritti dei suoi mobili che in essa vi ha, sia sull’uso e costume antico nella celebrazione delle funzioni gremiali”».

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Il Gremio riunito nella sua cappella a Sant’Agostino

«Ci pare di non essere degli “ospiti”: nessuno dei sacerdoti che con vari incarichi sia tra i Domenicani che tra i Secolari si sono susseguiti nella comunità di S. Agostino ha mai pensato ciò e infatti i rapporti tra il Gremio ed il Clero son sempre stati ottimi», ricorda il Gremio. Tra l’altro, la devozione nei confronti del simulacro di Nostra Signora del Buon Cammino è particolarmente sentita dai sassaresi, «a tal punto che, Lei stesso Eccellenza, ha scritto a Papa Francesco nel 2014 e questi ha voluto concedere l’Indulgenza Plenaria in occasione delle celebrazioni in onore della nostra Patrona e l’Indulgenza Parziale ai fedeli “ogniqualvolta, almeno con cuore contrito, visiteranno il Miracoloso Simulacro carissimo al popolo turritano”».

Il comportamento quindi dell’attuale amministratore parrocchiale lascia «veramente perplessi e addolorati: il sacerdote che amministra dallo scorso aprile la parrocchia è stato accolto da tutti come un amico, e per un fatto del tutto personale, discutibile e assolutamente risolvibile, ha assunto progressivamente atteggiamenti dispettosi. Sappiamo bene che si tratta di un sacerdote di passaggio nella nostra Città essendo originario di Ales, paese al quale è possibile faccia presto ritorno; speravamo si potesse inserire nel novero dei sacerdoti che lo hanno preceduto, che sempre hanno collaborato con il Gremio in modo impeccabile e continuano ad apprezzare i gremianti. Peraltro essendo un amministratore parrocchiale e non un parroco non potrebbe neppure apportare innovazioni tali da stravolgere l’ordinario andamento della vita parrocchiale. Eccellenza, nei vari incontri che con Lei abbiamo avuto in questi mesi siamo sempre stati accolti e incoraggiati a proseguire nel nostro lavoro, ma ora le difficoltà sono davvero troppe. Il Gremio, secondo degli accordi non scritti e dettati dal buon senso e dall’ amicizia, anche lo scorso agosto ha versato una generosa offerta per contribuire alle spese di illuminazione, ma se fosse necessario assolverebbe al versamento di altri danari pur di non lasciare il Simulacro della sua Patrona in quelle condizioni di buio totale. Anche la seconda domenica di gennaio ci è stato impedito di animare la celebrazione della Messa secondo la consuetudine, motivo per il quale (e ci scusiamo con tutti i fedeli di Nostra Signora) non potremo fare la funzione la prossima seconda domenica di febbraio».

E adesso? Il Gremio chiede un intervento dell’arcivescovo ed è disponibile ad un accomodamento. «Siamo fortemente convinti che i dissapori personali non debbano e non possano scalfire la devozione alla Madonna, non debbano e non possano incrinare rapporti storici tra due istituzioni: il Gremio nato nel 1477 e la Parrocchia nata nel 1936. Noi, nonostante l’insuccesso di svariati tentativi di riconciliazione, restiamo ancora disponibili al dialogo».

 

Il video: la cappella al buio

https://youtu.be/GsXlONxfGa0

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