Aou di Sassari, dagli obiettivi delle strutture all’atto aziendale

La direzione generale incontra i direttori delle unità operative per avviare e calendarizzare il percorso di programmazione delle attività

AouIncontroDirettoriSassari. La volontà è quella lavorare in sinergia con i direttori delle strutture sanitarie e arrivare al 30 luglio prossimo con il completamento del percorso di budget, strumento che consente di condividere programmazione e obiettivi, e alla chiusura dell’atto aziendale per il quale, di recente, la giunta regionale ha approvato le linee guida. La direzione generale dell’Aou di Sassari vuole fare chiarezza sul sistema di relazioni tra vertici e strutture e consentire una piena conoscenza degli obiettivi aziendali e di quelli delle singole unità operative che formano l’azienda ospedaliero universitaria. Lo ha spiegato ieri sera il direttore generale dell’Aou, Antonio D’Urso, nella sala riunioni del Santissima Annunziata dove si sono riuniti i direttori delle unità operative complesse dell’intero complesso clinico.

L’oggetto della riunione, alla quale hanno partecipato il direttore sanitario aziendale Nicolò Orru e il direttore amministrativo aziendale Lorenzo Pescini, era la presentazione del processo di budget che deve consentire di definire il profilo dell’azienda e condividere gli obiettivi. Uno strumento di programmazione che, attraverso il modello del top down partecipato, consenta di orientare il sistema verso obiettivi strategici e di verificarne il raggiungimento.

«C’è una opportunità – ha detto il direttore generale – quella di rifondare un’azienda complessa, difficile, nata due volte e che ha seguito un percorso complesso. Dall’incorporazione del Santissima Annunziata nell’Azienda ospedaliero universitaria sono trascorsi sedici mesi e ognuno di noi ha chiaro il contesto di riferimento, così come il quadro regionale».

Dalla Regione, nei giorni scorsi, sono arrivate le linee guida che i direttori generali dovranno seguire per la redazione degli atti aziendali. «Adesso possiamo lavorare per chiarire quali devono essere i rapporti tra le diverse linee organizzative – ha aggiunto Antonio D’Urso – per definire l’ossatura dell’azienda. A disposizione ci sono 60 giorni, durante i quali lavoreremo in parallelo sia per definire gli obiettivi delle strutture che per la formulazione di questo importante strumento organizzativo».

E così, intanto, per la definizione degli obiettivi la direzione ha avviato la calendarizzazione di una serie di incontri con i direttori delle strutture per la formulazione di obiettivi e schede di base, per la negoziazione e la sottoscrizione di obiettivi. Una volta definiti questi passaggi sarà attivato il monitoraggio periodico delle attività e la valutazione dei risultati.

L’idea della direzione aziendale è quella di muoversi all’interno di un quadro, una “missione” l’ha definita Antonio D’Urso: «La nostra idea è quella di rendere migliore l’esperienza del paziente in ospedale. Questo significa che l’Aou, anche nel ruolo di hub del centro Nord Sardegna, deve garantire prestazioni specialistiche di qualità attraverso la massima integrazione con il territorio e con l’Università e lo sviluppo di un’organizzazione efficace e coesa. Vogliamo fare buona sanità con trasparenza, innovazione sostenibile ed efficienza gestionale nel rispetto dei vincoli delle risorse assegnate».

Da qui gli obiettivi strategici che la direzione ha da subito esplicitati. Sei le linee d’azione, con la prima volta a garantire prestazioni specialistiche appropriate e di qualità, quindi la seconda che guarda a una gestione efficiente delle risorse, una terza che mira alla gestione e allo sviluppo delle risorse umane, un’altra ancora allo sviluppo dell’innovazione, quindi al potenziamento dell’organizzazione aziendale e, infine, all’integrazione delle attività istituzionali che vedranno l’azienda di viale San Pietro collaborare con l’Azienda per la tutela della salute per l’offerta delle prestazioni quindi per lo sviluppo dell’attività integrata di formazione, didattica e ricerca con l’Ateneo sassarese.

«Per i cittadini – ha aggiunto – questo è l’ospedale di riferimento e per loro non fa differenza che si chiami in un modo piuttosto che in altro. Allora, quello che dobbiamo garantire è una organizzazione efficace e compatta».

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