Degrado al centro storico di Sassari, un’ordinanza del sindaco

Era stata emanata lo scorso ottobre. Adesso i primi risultati: per 85 edifici iniziano i lavori. La struttura dell’ex Conceria Costa in stato di abbandono

 

ExPinomuSassari. 85 edifici e 75 proprietari che hanno già comunicato all’amministrazione comunale l’inizio dei lavori. Lo scorso ottobre il sindaco Nicola Sanna ha emanato un’ordinanza per contrastare il degrado urbano nel centro storico e in tutto il territorio comunale. Sono stati così avviati interventi come ristrutturazioni degli edifici o ripristino delle facciate, ma anche la semplice rimozione della parietaria. E poi lavori su pluviali e coperture delle verande. Altre iniziative aspettano il via libera della Soprintendenza, visto che si tratta di edifici di carattere storico. Un’azione è stata avviata anche su alcuni edifici pubblici, come quelli dell’Università in piazza Arborea.

Sono i primi risultati dell’ordinanza, illustrati dal primo cittadino al Consiglio comunale. Una seduta dedicata all’approvazione del bilancio previsionale ma che all’ordine del giorno aveva anche l’interpellanza di Manuel Alivesi di Forza Italia sullo stato di degrado e di abbandono degli edifici cittadini, in particolare l’ex “conceria Costa”, già sede del mobilificio di Pino Mura, “Pinomù”, di fronte a Santa Maria. Più di un secolo fa, nel 1899, la struttura fu stata la prima a Sassari ad essere illuminata dalla corrente elettrica, insieme alla sala consiliare del Palazzo della Provincia in piazza d’Italia. Alla fine degli anni ’80 un incendio distrusse il mobilificio. «Trattandosi di una proprietà privata non può che esserci l’intervento del titolare e non dell’amministrazione pubblica», ha ribadito il sindaco. Palazzo Ducale in quell’area ha tra l’altro programmato la realizzazione del centro intermodale che avrà accesso da via Zirano.

Una situazione che si ripresenta anche in altri palazzi del centro storico o che hanno rilevanza storica, ha spiegato Nicola Sanna, e deriva dal fatto che la proprietà è spesso indivisa, con molteplici titolari per effetto delle successioni ereditarie. Tenuto conto dell’enorme esborso di denaro che occorre per il loro riassetto, alcuni proprietari non sono disponibili o non hanno la possibilità economica per intervenire sull’edificio.

Gran parte degli interventi sono concentrati tra San Donato, piazza Azuni, piazza Tola, piazza Castello, corso Vittorio Emanuele, via La Marmora e corso Vico. Allestiti anche ponteggi che nel centro storico e nella Ztl godono dello sconto per l’occupazione del suolo pubblico.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio