Alla Camera di Commercio di Sassari la Guida Vinibuoni d’Italia 2026

Venerdì 27 marzo la presentazione della 23ª edizione della pubblicazione del Touring Club Italiano

Sassari. Venerdì 27 marzo, a partire dalle 10, la Camera di Commercio di Sassari ospiterà la presentazione la 23ª edizione della Guida Vinibuoni d’Italia 2026, edita dal Touring Club Italiano. Seguirà la consegna del riconoscimento ai vini che hanno ottenuto le Corone (19), assegnate dal coordinatore regionale, ai TOP 300 (8), selezionate dai due curatori nazionali Mario Busso e Alessandro Scorsone, e ai Wine Lovers – Oggi le Corone le decido io (11), selezionate da parte di una commissione composta da enologi, enotecari, ristoratori, enologi e giornalisti, ed Ecofriendly (1).

Al termine della premiazione, gli ospiti potranno degustare i vini premiati e altre referenze presenti nella Guida, accompagnati da assaggi gastronomici a cura del Caffè 2000 di Sassari.

La Guida è l’unica dedicata esclusivamente ai vini ottenuti rigorosamente da vitigni autoctoni, che riflettono il vitigno e l’area di produzione, come espressione della cultura e della tradizione locale.

La Sardegna è presente con 76 aziende e sono stati degustati oltre 500 vini da una commissione presieduta Gilberto Arru. «Anche quest’anno abbiamo assaggiato molti vini importanti, a conferma della crescita qualitativa in tutta l’isola; tante le novità e tante anche le conferme – spiega Arru, coordinatore regionale della Guida –. È un viaggio con il quale si scoprono territori e vini da vitigni quasi scomparsi. Vini con caratteristiche uniche e irripetibili con profili organolettici distintivi». Il patrimonio viticolo, seppur depauperato nei decenni scorsi, per una forsennata corsa allo spianto, è di tutto rispetto. Al contrario, anno dopo anno, aumentano le cantine, e attualmente sono oltre 500, molte di piccole dimensioni.

Nell’edizione 2026 la Sardegna è presente con 76 aziende, 54 quelle definite “schede autoctoni”, oltre a 5 aziende che hanno presentato spumanti con i punteggi più alti e 19 quelle citate tra Vini da Non Perdere, tutti con punteggi che sfiorano o superano i 90/100. Sono stati assaggiati oltre 500 vini e ne sono stati recensiti 251. Tra le novità si segnala la riscoperta del Girò, sia nel Campidano con il Girò di Cagliari doc e sia al nord in Romangia con il Zirone passito a Igt, ai quali si aggiungono l’Arvesiniadu del Goceano e le Malvasie di Bosa. Le conferme riguardano il Mandrolisai, tra i grandi e storici uvaggi che lo caratterizzano, i Moscati e Cagnulari di Usini e dintorni; il Torbato, presente in Sardegna dalla fine dell’800 si è rivelato tra i vitigni più versatili per ottenere grandi bianchi fermi e anche spumanti; tante le selezioni tra i Vermentini di Gallura che, ha dimostrato di poter resistere anche negli anni; antichi cloni, probabilmente i primi arrivati in Sardegna, sono stati riscoperti nell’isola di Culuccia dove si producono vini particolari. I Cannonau non deludono mai, soprattutto quelli delle zone tipiche Barbagia, Baronìe e Ogliastra. La Vernaccia di Oristano, tra i vini più longevi al mondo, è da considerarsi vino simbolo della Sardegna. Conferme anche dal Sulcis la terra del Carignano, dove si trovano vigne ancora su piede franco. La storia vitivinicola della Sardegna si sta pian piano riscrivendo e si sta sempre più caratterizzando grazie alle particolari condizioni pedologiche e climatiche, dove i vitigni autoctoni esprimono le proprie specificità. La crescente presenza di molti imprenditori, anche stranieri, non è casuale con investimenti importanti.

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