Alghero costruisce la sua comunità educante
Grande partecipazione all'incontro "Crescere adolescenti, crescere comunità"
Un pomeriggio di confronto vero, partecipato e costruttivo. Così può essere descritto l’incontro “Crescere adolescenti, crescere comunità” venerdì sera nella Sala Convegni del Polisoccorso di Alghero, nell’ambito dell’Alguer Family Festival. Un appuntamento che ha riunito in cerchio istituzioni, scuole, parrocchie, società sportive, associazioni di volontariato e famiglie, per avviare insieme un percorso condiviso verso la creazione di una comunità educante capace di sostenere i genitori nel difficile compito di accompagnare i figli nella delicata età dell’adolescenza.
L’incontro, promosso dall’Ufficio Politiche Familiari del Comune di Alghero e curato da Akròasis APS – Pedagogia e Creatività, è stato condotto dalla pedagogista Monia Satta secondo la metodologia partecipativa dell’Open Space Technology (OST), che favorisce il dialogo, l’ascolto e la corresponsabilità. «Ciò che ci ha colpito – ha sottolineato Monia Satta – è stata la capacità delle persone di attivarsi spontaneamente quando viene offerto uno spazio autentico di parola e di ascolto. Le metodologie partecipative permettono di costruire legami e visioni comuni, trasformando il confronto in un’occasione di crescita collettiva».
Nel corso del pomeriggio, i partecipanti si sono divisi in tavoli di lavoro tematici, ognuno dedicato a un macro-argomento scelto liberamente. Tra i temi emersi: la necessità di ascoltare di più gli adolescenti, offrire loro spazi di responsabilità all’interno delle realtà territoriali, l’importanza di un uso consapevole dei social network, la prevenzione dell’isolamento e la valorizzazione delle fragilità come opportunità di inclusione. «È stato un incontro molto edificante – racconta Annarita in rappresentanza della parrocchia N.S della Mercede –. Ognuno ha portato la propria esperienza e alla fine ci siamo confrontati insieme su tutte le proposte. È stato bello vedere come mondi diversi possano dialogare per un obiettivo comune».
A confermare la centralità del momento è stata anche la presenza delle istituzioni: hanno partecipato le assessore Maria Grazia Salaris (Benessere della comunità e delle famiglie), Ornella Piras (Sviluppo economico, attività produttive e turismo) e l’assessore Enrico Daga (Programmazione, bilancio e demanio), insieme a rappresentanti delle istituzioni scolastiche, delle parrocchie, alle pedagogiste Giovanna Palomba e Cristina Pisapia e le assistenti sociali Maria Serenella Lentischio e Sara Mureddu. La loro presenza fino alla chiusura dei lavori, alle 20:30, ha testimoniato la convinzione condivisa che la costruzione di una comunità educante non sia solo un tema pedagogico, ma un impegno politico e civile.
Particolare attenzione è stata data al ruolo degli adulti. Gli adolescenti non erano presenti fisicamente al workshop, ma al centro della riflessione. «Non perché il tema non li riguardasse – è stato spiegato durante i lavori – ma perché la prima sfida è quella di educare noi adulti a relazionarci con loro, a saperli ascoltare e comprendere». Da qui è emerso un messaggio forte: per prendersi cura dei ragazzi, serve prima imparare a prendersi cura delle relazioni tra adulti.
«Ci siamo soffermati a esaminare i macro-temi che oggi possono essere valutati in ordine alla costruzione di una comunità educante – ha spiegato Maria Grazia Salaris, assessora al Benessere della Comunità e delle Famiglie –. Una comunità sempre più coesa e pronta a raccogliere sia le istanze che provengono dal mondo degli adolescenti sia le soluzioni possibili, in termini di progetti ma soprattutto di confronto e ascolto. Il prossimo passo sarà l’incontro del 30 ottobre, per restituire il lavoro svolto e avviare la costituzione di un tavolo permanente della comunità educante».
L’incontro non ha rappresentato un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Un cammino che nasce dalla convinzione che la crescita degli adolescenti non possa essere delegata a singoli attori, ma richieda una rete viva e corresponsabile di adulti, istituzioni e famiglie.
E Alghero, con il suo impegno costante nelle politiche familiari, conferma di essere un laboratorio sociale all’avanguardia: la città sta costruendo giorno dopo giorno una grande famiglia collettiva, dove educare significa camminare insieme.










