Franco Cuccureddu (Sardegna Civica): «Il comune un modello per la Regione»
La lista ha come obiettivo cambiare il metodo di governo. Occorre partire dagli enti più vicini ai cittadini. L’intervista

Castelsardo. Franco Cuccureddu è sindaco di Castelsardo e candidato al Consiglio regionale nella circoscrizione sassarese per il movimento Sardegna Civica, che punta a portare in Regione le buone pratiche amministrative comunali. La lista fa parte della coalizione di centrodestra, civica, sardista e autonomista, che propone Christian Solinas alla Presidenza della Regione.
Un lista, Sardegna Civica, che costituisce una novità assoluta. Quali sono i vostri obiettivi?
«Creare un contenitore di idee, di energie, di progetti, che cambi l’ottica per governare la Regione in maniera diversa, per cambiare partendo dal punto di vista dei cittadini e da chi ha amministrato le città, ovvero ha o ha avuto un rapporto fiduciario e quotidiano con loro. Non è necessario allora vestire una casacca di partito o tenendo una tessera in tasca ma dare voce al civismo».
I sindaci, gli amministratori comunali, costituiscono la presenza delle istituzioni dei territori. Serve più attenzione alle realtà locali?
«I cittadini si chiamano così perché abitano le città. Poi il principio di cittadinanza si è esteso a quello delle nazioni. Ma tutto questo non è casuale, credo. Partire insomma dai comuni, dove si vive la realtà quotidiana, ripeto. Da parte della Regione ci deve essere allora una maggiore attenzione. E quindi i cittadini e i comuni devono essere messi al centro di ogni azione politica e amministrativa. Ma credo anche, al contrario, che chi vive le città possa dare un contributo importante per cambiare la nostra regione».
Intendete cambiare la macchina burocratica della Regione?
«In questi anni abbiamo visto delle riforme cervellotiche. Pensiamo a quella dell’organizzazione degli enti locali e sovracomunali, con città medie, reti metropolitane, unioni di comuni… e sovrapposizioni varie. Si pensi solo che la rete metropolitana del nord ovest ha avuto fatica ad avere il codice fiscale, perché quando andavamo all’Agenzia delle entrate ci dicevano che questo ente non esisteva. Noi vorremmo semplificare al massimo e tornare ai soli enti previsti dalla Costituzione. Quindi, solo tre livelli: oltre allo Stato, la Regione, un ente intermedio che si può chiamare provincia o città metropolitana e comune. Con il comune ente che amministra. Gli altri devono solo regolamentare».
Castelsardo fa parte della Rete metropolitana del nord ovest. Secondo lei è ancora possibile farla diventare Città metropolitana come quella di Cagliari?
«Non solo è possibile, è doveroso. Dobbiamo creare le condizioni perché i cittadini di Sassari, Alghero, Porto Torres, Castelsardo, Stintino, Sennori, Valledoria, ma direi tutti i cittadini dei 66 comuni della vecchia provincia di Sassari abbiano gli stessi diritti, le stesse opportunità e le stesse prerogative, non siano cittadini di serie B ma abbiano gli stessi diritti dei cittadini di Cagliari, che hanno avuto tante risorse e che oggi hanno un reddito medio pro capite che è il più alto della Sardegna, enormemente più alto di quello di Sassari. Sarà quindi la prima e forse più importante battaglia che faremo assieme a quella sulla sanità: dovremo smantellare l’azienda unica, l’Ats, per riportare i centri di governo della salute il più vicino possibile ai cittadini».
Christian Solinas, senatore, segretario del PSd’Az, è il presidente giusto per la Sardegna?
«Non credo sia il momento dei leaderismi o degli antagonismi. Ne abbiamo già vissuti tanti. Pensiamo al Renzi che si presenta come rottamatore e poi viene rottamato lui stesso o Di Maio che si propone come il candidato contro la vecchia politica e vediamo che è già in calo nei sondaggi e nei risultati elettorali locali. Christian Solinas ha le caratteristiche per fare il leader di una squadra, un primus inter pares. Ha tutte le caratteristiche giuste. È dialogante con gli alleati ed è una persona che punta a valorizzare le competenze. Quello che oggi a noi serve è sì un capitano di una squadra, ma soprattutto una squadra, nella quale tutti abbiano un ruolo ben definito e lavorino per lo stesso obiettivo».
Anche Zedda, che in base agli ultimi sondaggi è l’avversario più accreditato di Solinas, è un sindaco.
«Zedda è stato anche consigliere regionale, nella XIV legislatura, nella quale c’era anche io, insieme a Christian Solinas. Devo dire che nella sua città ha anche fatto bene. Ecco perché penso che sia utile che continui a fare il sindaco di Cagliari, magari chiudendo il mandato, perché è stato rieletto appena due anni fa. Sarebbe un po’ un tradimento dimettersi per il Consiglio regionale dopo avere ottenuto un consenso così vasto. Detto questo, mi ha sorpreso vedere prima della presentazione delle liste che ben 130 sindaci avrebbero sostenuto la sua candidatura e poi scoprire che la maggior parte dei primi cittadini sono candidati nella nostra lista e nelle altre del centrodestra, la stragrande maggioranza dei sindaci sardi. Questo significa che c’è un orientamento ben preciso, cambiare rispetto a questi cinque anni di governo e chi si candida con Zedda rappresenta oggi la continuità».
Perché votare Sardegna Civica e il centrodestra?
«Noi siamo una lista civica che vuole rappresentare persone, ripeto, che sono espressione della società civile. Non apparteniamo e non siamo innamorati di nessun leader, nazionale o regionale. Abbiamo dimostrato di saper amministrare in maniera efficace e dinamica. Vogliamo esportare questo modello a livello regionale».







