Dinamo: il cantiere è aperto, ma bisogna avere fiducia
Alla sconfitta nella semifinale di Supercoppa italana va dato il giusto peso. Il punto di Aldo Gallizzi
di Aldo Gallizzi
Perdere non è mai bello, ma ad ogni sconfitta va dato il giusto peso. La Supercoppa era uno degli obbiettivi stagionali ed è purtroppo svanita, ma non per questo si deve andare addosso a Pasquini e ai suoi ragazzi, che anzi hanno fatto intravedere parecchie cose positive, soprattutto a chi ha l’occhio lungo e non spara giudizi affrettati, così per il gusto di criticare alla prima occasione utile, pratica questa che va molto di moda specialmente con l’avvento dei social.
Regalare due elementi da 30 minuti a testa come Bamforth e Hatcher a pochi giorni dalla partita, dopo che per tutta la preseason si era lavorato e ci si era preparati basandosi sulla loro determinante presenza, va tenuto in ampia considerazione. Le dichiarazioni pre gara di coach Pasquini, che non aveva cercato scuse per le pesanti assenze, avevano come obbiettivo quello di responsabilizzare i suoi ragazzi, togliendo loro qualunque alibi. Ma è evidente che certi giocatori non si possono regalare, tantomeno quando di fronte ci si trovano i campioni d’Italia in carica. Le difficoltà sono emerse, soprattutto nei momenti in cui la grande difesa dei lagunari, richiedeva la presenza di giocatori talentuosi in grado di rompere gli schemi, Bamforth ad esempio o di dare fiato al pur ottimo Stipcevic in regia e far cambiare ritmo alla squadra, Hatcher appunto. Le note positive ci sono comunque state, come ad esempio la voglia di non mollare mai e l’indubbio maggior atletismo rispetto allo scorso anno. Parlando dei singoli, oltre allo stesso Stipcevic, sono piaciuti in particolare Pierre, Polonara e Jones. Il primo, che fra i tre è il meno conosciuto, ha dato la sensazione di essere veramente una bella presa per la società di Stefano Sardara. Tornerà utilissimo. Opaco invece il talent boy Marco Spissu, che ha probabilmente pagato l’emozione per l’esordio in una gara ufficiale ed è parso abbastanza fuori dal ritmo della partita. Probabilmente ha necessità di qualche partita per entrare più in confidenza con il livello della categoria. Meglio rimandare invece il giudizio sul croato Planicic; l’ultimo arrivato in casa Dinamo è ancora totalmente un pesce fuor d’acqua e ha bisogno di lavorare e conoscere sia i nuovi compagni, sia gli arbitri italiani. Una volta inserito, anche lui tornerà sicuramente utilissimo alla causa.








