Alivesi: «Per le Primarie del Pd il Comune concede i suoi locali»
«Quali sono le modalità di utilizzo delle sedi di Circoscrizione? E i costi aggiuntivi di guardiania e consumo delle risorse comunali?», chiede il consigliere sassarese di Forza Italia
Sassari. Il prossimo 30 aprile si svolgeranno, anche nella nostra città, le Primarie del Partito Democratico, «ovvero una manifestazione privata di un partito politico. Ci domandiamo quali siano le modalità di utilizzo di diverse sedi di circoscrizione, ovvero di locali pubblici, messe a disposizione dell’Amministrazione comunale, e quali siano le ragioni per le quali la stessa amministrazione abbia concesso l’autorizzazione per il loro utilizzo». Lo chiede in una nota il consigliere comunale di Forza Italia Manuel Alivesi.
«L’apertura di tali sedi pubbliche, soprattutto in una giornata festiva, necessariamente produrrà un costo aggiuntivo che andrà a ricadere sul già poverissimo bilancio comunale, ovvero sulle tasche dei cittadini sassaresi. Mi riferisco all’apertura dei locali in una giornata festiva dalle 8 alle 20, per la guardiania, il consumo e l’utilizzo delle utenze comunali e così via per tutti i costi di funzionamento dei locali», scrive ancora Alivesi. I locali delle Circoscrizioni interessate sono: Circoscrizione di Caniga, Circoscrizione di Li Punti sede di Via Era, Circoscrizione di Monte Rosello in via Poligono, la palestra della scuola di via Savoia, i locali comunali di via Carlo Felice ex sede dell’Ufficio statistica, la palestra comunale di Campanedda e la sede della Circoscrizione di Tottubella.
«Riteniamo sbagliato e fortemente ingiusto che la disponibilità di tali sedi vengano concesse per lo svolgimento di una manifestazione “privata” che dovrebbe essere svolta con le risorse “private” ed in locali privati del partito che le organizza. Desideriamo che il primo cittadino e gli organi competenti in materia provvedano ad intervenire affinché venga garantita massima imparzialità nell’uso delle strutture pubbliche e che, soprattutto, la manifestazione avvenga senza che alcun costo aggiuntivo possa gravare sull’Amministrazione e di conseguenza sui cittadini».







