A Sassari una partitura del 1700 in prima esecuzione moderna

In occasione dell’inaugurazione della nuova sede dell’Archivio Storico Diocesano questa sera a partire dalle 19,30 al Duomo di San Nicola concerto dell’Orchestra e del Coro da Camera del Conservatorio Luigi Canepa

 

 

partiturafuscoSassari. In occasione dell’apertura della nuova sede dell’Archivio Storico diocesano, che sabato 17 dicembre trasloca nell’edificio ristrutturato del Collegium Mazzotti di piazza Duomo, l’Orchestra e il Coro da Camera del Conservatorio Luigi Canepa terrano un concerto fuori dall’ordinario. Dopo la cerimonia di inaugurazione, l’attenzione si sposterà nella Cattedrale di San Nicola, dove alle 19 verrà riproposta – in prima esecuzione moderna – un’antica partitura il cui manoscritto è stato conservatorio proprio nell’Archivio Storico diocesano, nel fondo della Cappella musicale del Duomo, che fu attiva dal XVI secolo sino ai primi del Novecento.

Si tratta di un “Te Deum” scritto alla fine del XVIII secolo dal compositore di scuola napoletana Luigi Fusco, musicista del quale non è documentata un’attività sassarese, ma le cui musiche facevano parte del repertorio della Cappella musicale turritana. Fusco, peraltro, fu attivo a Cagliari, dove fu maestro della locale Cappella civica, e a Modena, e in queste sedi si distinse non solo come compositore di musiche liturgiche ma anche di lavori strumentali e cantate. L’esecuzione è stata resa possibile grazie al lavoro di revisione condotto sul manoscritto originale da Antonio Marongiu.

Il Te Deum sarà eseguito dal Coro da camera del Conservatorio, istruito da Clara Antoniciello, dai solisti Chiara Pistidda (soprano), Mauro Piga (tenore) e Riccardo Marongiu (baritono), unitamente all’Orchestra del Conservatorio diretta da Andrea Raffanini. Il programma è completato dall’esecuzione di altri due lavori risalenti alla seconda metà del Settecento, ossia la prima dellecentoquattro sinfonie scritte da Franz Joseph Haydn, quella in Re maggiore Hob I/1, e una delle sonate da chiesa composte da Wolfgang Amadeus Mozart, la n. 4, sempre in Re maggiore, K 144.

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