Elisabetta Sanna è beata
In 6 mila a Saccargia alla cerimonia guidata dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi
Sassari. Elisabetta Sanna è beata. Sabato mattina un lungo applauso ha salutato la lettura della lettera apostolica di Papa Francesco, che ha accolto con un decreto le indicazioni della Congregazione delle Cause dei Santi, che ha ricosciuto le virtù prescritte dal processo canonico. Nella grande area di fronte alla Basilica di Saccargia era presente il cardinale Angelo Amato, prefetto dell’istituzione vaticana che istruisce i procedimenti su beatificazioni e canonizzazioni. «Adesso preghiamo per un altro miracolo. La vostra concittadina merita di diventare santa», ha detto l’alto prelato, rappresentante di Papa Francesco.
Per “Mama” Sanna, come è ancora ricordata a Codrongianos, sono arrivati in 6 mila, tra cui due comitive di pellegrini da Polonia e Brasile. Hanno assistito alla cerimonia anche sindaci, parlamentari, associazioni cattoliche, gruppi religiosi, i Cavalieri di Malta e i Cavalieri del Santo Sepolcro, il Gremio dei Massai di Sassari. A concelebrare, insieme al cardinale Amato, l’arcivescovo di Sassari padre PAolo Atzei e il superiore generale dei pallottini, padre Jacob Nampudakamè, oltre ai vescovi della Sardegna, guidati dal presidente della Conferenza Episcopale regionale Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari, e sacerdoti turritani e religiose. Presente tra il pubblico anche Susana Correia de Conceicao, la brasiliana che nel 2008 guarì miracolosamente, evento riconosciuto poi dal Vaticano e che sbloccò il processo di beatificazione, grazie alla documentazione raccolta dal postulatore polacco don Jan koricki, sul palco insieme agli altri sacerdoti.

Nata a codrongianos nel 1788, Elisabetta Sanna morì a Roma nel febbraio del 1857 e fu sepolta nella chiesa di San Salvatore in Onda. Appena quattro mesi più tardi il Cardinale Vicario diede avvio alla causa di beatificazione, che si fermò nel 1911. Solo, un secolo dopo, nel 2011 fu riconosciuto il miracolo avvenuto nel 2008 in Brasile nella diocesi di Niteroi. Lo scorso gennaio il decreto di Papa Francesco che ha deciso la beatificazione. La beata Elisabetta Sanna sarà commemorata ogni anno il 17 di febbraio, giorno della sua morte.
Le sorprese per la diocesi turritana non finiscono qua. La beatificazione di Elisabetta Sanna arriva a distanda di due anni da quella del sassarese padre Francesco Zirano. Presto potrebbe aggiungersi un terzo nome, padre Giovanni Battista Manzella, il cui ricordo è ancora vivo nella memoria dei sassaresi.
L’allestimento della cerimonia di beatificazione di Elisabetta Sanna sono stati curati dalla sassarese Pubblicover Allestimenti di Claudio Rotunno. Nella grande area (5 ettari) a lato della basilica di Saccargia sono state sistemate seimila sedie in totale, tutte occupate, destinate a fedeli, religiosi e autorità; e poi un palco coperto da 180 mq, due torri layer alte 12 metri e altri 2000 mq tra gazebo, tensostrutture e coperture; in più, punti ristoro e altre postazioni; a disposizione del pubblico 30 bagni chimici (compresi quelli per disabili). Presenti forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale), Protezione Civile (con i Vigili del Fuoco) e 118. L’accesso e la viabilità della zona sono stati regolati dalla Polizia Locale di Sassari, con il coordinamento del comandante Gianni Serra. La cerimonia è stata trasmessa in diretta da Videolina; si è collegata la Rai, sempre in diretta, con Raitre nazionale prima (all’interno della trasmissione che ogni sabato è dedicata al Giubileo della Misericordia) e poi al Tgr sardo; l’evento è stato seguito anche dalla tv pubblica polacca, con un sacerdote che a pochi metri dal palco traduceva gli interventi al microfono.







