Faradda, no a insulti e comportamenti incivili
Si avvicina il 14 agosto. L’Intergremio ricorda che la Discesa dei Candelieri, processione religiosa plurisecolare, dal 2013 è patrimonio immateriale dell’umanità
Sassari. Mancano poco meno di due mesi alla Discesa dei Candelieri. E l’attenzione alla festa più importante di Sassari sta già salendo. Complice stavolta la polemica tutta sui social network nei confronti dell’Amministrazione comunale. Si susseguono infatti i post nei quali si incitano i cittadini a contestare rumorosamente il sindaco e la municipalità il prossimo 14 agosto. Una forma di dissenso (o di consenso) verso gli amministratori che in realtà non appartiene alla tradizione della Faradda e che è stata introdotta solo negli ultimi decenni. L’Intergremio inizia già a chiarire la sua posizione e a chiedere maggiore compostezza rispetto al 2015. «L’anno scorso, a conclusione della Discesa dei Candelieri, l’Intergremio Città di Sassari – scrivono il presidente Salvatore Spada e il segretario Fabio Madau – deplorò pubblicamente il comportamento di una sparuta minoranza di spettatori che – più che applaudire, fotografare o salutare i Candelieri al loro passaggio – aveva intonato cori da stadio inappropriati per l’evento o riversato spiacevoli insulti all’attenzione del sindaco e della municipalità».
«In due occasioni – continuano Spada e Madau nella nota – la violenza verbale è tracimata in quella fisica, dato che alcuni gremianti e portatori sono venuti a contatto con taluni facinorosi, forse con gli animi eccessivamente maldisposti dal clima troppo “elettrizzato” che ha contaminato parte degli spettatori. Condannammo il comportamento con una lettera a fine agosto, sottolineando che non è accettabile esprimere il dissenso contro l’amministrazione comunale con forme così incivili, durante il compimento di una manifestazione che – forse alcuni lo scordano o lo ignorano – è pur sempre una processione religiosa. Processione plurisecolare, che dal 2013 è iscritta nella Lista dei patrimoni immateriali dell’umanità dell’Unesco. Riteniamo che, quando si eccede nella contestazione, si ledono dignità e compostezza che devono essere attributi propri di tutti gli attori che partecipano alla Faradda. Il riferimento non è solo a gremianti e portatori – i primi custodi di un’antica tradizione e che si prodigano in sacrifici per tutto l’anno, i secondi “motori” delle evoluzioni dei Candelieri – ma si estende a tutti i partecipanti che assistono all’evento. Certo, invocare sobrietà e compostezza non significa venir meno alla dimensione festosa e a tratti “cionfraiola” che tutti ci attendiamo accompagni la Discesa dei Candelieri, ma la festosità deve manifestarsi senza divenire cosa altra – e la contestazione dello scorso anno lo è stata – rispetto a ciò che dovrebbe caratterizzare un bene patrimonio dell’umanità. Non è, infatti, per questa recente “tradizione” dei fischi e degli insulti che l’Unesco ha iscritto la Faradda nella sopracitata Lista».
«Essere patrimonio dell’umanità attribuisce oneri ai Gremi, deputati a tutelare la Festa, a valorizzare le attività ad essa connesse e a veicolare il riconoscimento al fine di creare sviluppo (economico, sociale e culturale) nel territorio. Noi ci accolliamo le responsabilità a cui siamo chiamati con orgoglio, pur se l’impegno è gravoso e non scevro da difficoltà e siamo a disposizione della cittadinanza tutta per illustrare le nostre attività e avviare collaborazioni. L’auspicio – concludono il presidente e il segretario dell’Intergremio – è che taluni beceri comportamenti non compromettano, non tanto il nostro lavoro, quanto l’integrità di una meravigliosa Festa, riconosciuta da gran parte dei sassaresi come la “loro festa”».
La Faradda è un patrimonio culturale da preservare. Post su Facebook di Raimondo Rizzu (Muratori). «Le manifestazioni di dissenso devono essere fatte in un contesto diverso». Interviene anche Patrizia Nardi (archivio 16 agosto 2015)







