Cittadella giudiziaria nel vecchio carcere di San Sebastiano
«L’obiettivo è ridurre le spese per gli uffici in affitto», ha detto il sindaco Nicola Sanna, che ha risposto alla segnalazione di Franco Era (Centro Democratico)
Sassari. Qual è il futuro di San Sebastiano e a che punto è l’iter per la realizzazione della nuova cittadella giudiziaria negli spazi del vecchio carcere di via Roma? È il contenuto della segnalazione presentata martedì mattina in apertura della seduta del Consiglio comunale da Franco Era (Centro Democratico). «La conversione della struttura consentirà anche una rivitalizzazione di tutta l’area e ci saranno conseguenze positive anche per il centro storico», ha fatto notare Era.
Tutti insieme per la cittadella giudiziaria a San Sebastiano
«Nell’ultimo incontro che ho avuto a Roma con Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio, l’ente che ha la proprietà della struttura, ho avuto assicurazioni che nel piano triennale di attività sarà inserita la posta finanziaria per iniziare i lavori di recupero. È una soluzione di fortissimo interesse per loro anche perché dallo scorso 1 settembre le spese relative al funzionamento degli uffici giudiziari ricadono nella completa responsabilità dello Stato, senza più il concorso economico degli enti locali. È stato già avviato un programma nazionale di riduzione dei fitti passivi per l’utilizzo di locali di privati. A Sassari abbiamo tre situazioni di questo tipo, come la sezione distaccata della Corte d’Appello e gli uffici del Giudice di pace, ma anche le tutele in materia di diritto del lavoro. Tre edifici che lo Stato ha in affitto», ha risposto il sindaco Nicola Sanna, che ha aggiunto che l’investimento per la conversione del vecchio carcere di via Roma è importante, per un minimo di 12 milioni di euro, secondo una prima stima fatta dal provveditorato regionale delle opere pubbliche, cifra destinata a crescere.






