Palazzo Ducale, crisi risolta al più presto o dimissioni del sindaco

Secondo l’opposizione i consiglieri di maggioranza si stanno comportando da irresponsabili. Pd galassia di interessi e in lotta per il potere

 

 

OpposizioneConfStampa24settembreSassari. Le dimissioni del sindaco ed il ritorno alle urne sono l’ultima soluzione a cui fare ricorso: dieci mesi di commissariamento sarebbero più che negativi per la città. Adesso serve una tempestiva soluzione della crisi. Ma in che modo? La soluzione è tutta nelle mani del primo cittadino e della maggioranza.

E la minoranza in Consiglio comunale? M5S, Forza Italia e Sassari Progetto Comune affidano ad una nota congiunta la posizione dell’opposizione a Palazzo Ducale. «Constatato il fallimento del progetto di governo della città proposto da Nicola Sanna più di un anno fa, i gruppi di minoranza esprimono preoccupazione e dissenso sui danni riverberati aulla città e sul comportamento deplorevole ed irresponsabile tenuto dai consiglieri di maggioranza. Auspichiamo una tempestiva soluzione della grave crisi, in mancanza di un accordo a beneficio della città, la parola ai cittadini sarebbe l’unica soluzione possibile. Concludiamo chiedendo ai primo cittadino un incontro con la minoranza».

Punti ribaditi stamattina alla stampa. «La città ha eletto Nicola Sanna sindaco con oltre il 65 per cento dei voti. Eppure sin da subito ha avuto difficoltà a governare. Il motivo è uno solo: il Pd è una galassia di interessi portati avanti da chi vuole occupare l’amministrazione. Per noi sarebbe scontato chiedere e votare una mozione di sfiducia. Ma il pallino in questo momento ce l’ha in mano il Pd. Se vogliono mandare a casa questo sindaco che abbiano il coraggio di sfiduciarlo», ha esordito Antonello Sassu (Sassari Progetto Comune).

PalazzoDucalelutto.jpg«La maggioranza si è proposta come cambiamento e invece sono bloccati da un sistema di spartizioni. Siamo nelle stesse condizioni nelle quali eravamo 15 mesi fa, senza Giunta e senza che si sia fatto niente per la città. Continuano le processioni di associazioni e di famiglie che chiedono aiuto e che trovano sempre le solite risposte, ovvero che non ci sono soldi», ha ricordato Maurilio Murru. «Non sanno cosa sia la vergogna, non hanno rispetto né per le istituzioni né per i cittadini. Non facciamo nessuna distinzione tra Pd, monogruppi e liste civiche. Sono tutti responsabili, hanno voluto loro questa coalizione e questo è il loro gruppo. Abbiano il coraggio di uscire fuori e dichiarare che la linea politica non è la loro».

Ma allora non c’è una richiesta di dimissioni e di ritorno alle urne? «È ovvio che se così sarà non ci opporremo. Adesso però stiamo pregando che lavorino! E non ci stiamo contraddicendo. Siamo anche sassaresi e vogliamo che città vada bene. Certo, se poi vengono spesi 25mila euro per Salmo e non se ne trovano 800 euro per comprare la vernice per gli stalli dei disabili…», ha precisato Giancarlo Carta (Forza Italia). «In 15 mesi abbiamo assistito ad un teatro ed accadeva nell’aula consiliare ma anche nelle commissioni», ha aggiunto Sofia Fiorillo (M5S). «Abbiamo subito ore di attesa per riunioni di maggioranza che non portavano a niente. In Consiglio si è parlato di diritti umani, temi importanti ma su cui non abbiamo competenza, e non invece di situazioni più vicine ai problemi quotidiani dei cittadini. C’è sicuramente stata una superficialità nella gestione di tutto. Sono sempre più amareggiata. La nomenclatura è solida e loro non sono dignitosi», è il pensiero di Rosanna Arru (Sassari Progetto Comune). «Prima di quanto accaduto martedì scorso sono stati diversi consigli che con la nostra presenza è stato garantito il numero legale», ha detto Desirè Manca (M5S).

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Il sindaco Nicola Sanna

«La città non si può governare con simpatiche tartarughine o puntando sulle piste ciclabili. Ci sono tante priorità», ha fatto notare Manuel Alivesi (Forza Italia). «Molti di noi sono appassionati di ciclismo. Ma nella graduatoria delle priorità questo viene dopo l’urbanistica, gli asili nido, i disabili. L’altra sera, con le dimissioni degli assessori, finalmente abbiamo assistito ad un primo vero atto di responsabilità. E allora, il sindaco ha una possibilità: o propone un progetto credibile costruito su persone valide oppure, in ultima istanza, l’unica soluzione è restituire la parola ai cittadini. Con il rischio che Sassari da moribonda passi ad essere sotterrata: il commissariamento sarebbe un vero e proprio de profundis».

Non è finita. «Si è dimessa una Giunta totalmente inoperosa, che spende 350mila euro per Sassariestate, soldi da destinare invece al disagio sociale. Ed è significativo il fatto che dopo un mese e mezzo di pausa finora non ci sia nessuna pratica proposta per l’approvazione dalla Giunta. Il Consiglio è convocato per martedì 29 settembre e all’ordine del giorno, ancora una volta, non ci sono pratiche», aggiunge Murru. E l’impressione è che martedì prossimo non sarà in carica nessuna nuova giunta.

Al termine dell’incontro con la stampa l’incontro con il sindaco c’è stato davvero. Ai consiglieri di minoranza Nicola Sanna ha confermato che quanto emerso in questi giorni deve essere superato tramite un accordo definitivo con tutta la maggioranza, dal Pd ai monogruppo. Ma se questo non dovesse accadere? A quel punto ci sarebbero solo le dimissioni, quelle vere, del sindaco. E in primavera le elezioni. (lufo)

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