A Bancali ‘balla’ il Candeliere di San Sebastiano
Il carcere ha ospitato questa mattina l’appuntamento che si ripete da dieci anni. Il futuro è un nuovo cero ligneo realizzato con il supporto di Intergremio e gremi cittadini
Sassari. Questa mattina la Faradda ha simbolicamente fatto tappa nel nuovo carcere di massima sicurezza di Bancali. Un appuntamento che si ripete dal 2005, prima a San Sebastiano, ed ecco il motivo del nome “Candeliere di San Sebastiano”, e adesso, per la seconda volta, nella struttura di Bancali. Il futuro, si spera molto vicino, è però di avviare un progetto rivolto alla creazione di un nuovo cero ligneo, che sostituisca l’attuale che comincia a mostrare i segni del tempo. Intanto, il candeliere esistente ha “ballato” nella sala conferenze della struttura carceraria, di fronte alle massime autorità cittadine e religiose. A portare il candeliere, come tutti gli anni, sono stati alcuni ospiti dell’istituto di pena, che hanno compiuto le loro esibizioni esattamente come gli omologhi “maggiori” del 14 agosto.
Ma come e quando nacque il candeliere di San Sebastiano? Tutto risale al 2004, con un piccolo candeliere, fatto di rotoli di carta igienica e barattoli vuoti, nell’ambito di un corso con la criminologa Maria Letizia Naitana. L’anno successivo era però già pronto un vero candeliere, che l’allora sindaco di Sassari Gianfranco Ganau permise di uscire dal carcere di San Sebastiano per essere ospitato nel cortile del palazzo del Comune. «Il candeliere di San Sebastiano compie dieci anni. È toccante ripensare a quanto avvenne allora, all’impegno con cui i detenuti lo costruirono. Lo ritengo la cosa più bella realizzata all’interno del carcere, perché ci fa sentire parte della città», ha spiegato la direttrice della struttura di detenzione di Bancali, Patrizia Incollu. «Era un’idea che allora sembrava pazza, ma con orgoglio oggi posso dire che è pienamente riuscita. Ripropongo la nostra disponibilità per un nuovo candeliere», ha detto Salvatore Spada, presidente dell’Intergremio, la stessa carica che aveva il padre Tonino quando si pensò per la prima volta al candeliere di San Sebastiano. «Il carcere non è più in città ma vogliamo essere in ogni caso vicino al vostro processo di riscatto.Questo candeliere rimane un’iniziativa bellissima, un richiamo a quanto avvenuto in passato con la Faradda, un abbraccio tra la città e il suo popolo, con il ballo liberatorio e l’apppello alla speranza», ha commentato il sindaco Nicola Sanna. «Perché non portarlo a Santa Maria dopo Ferragosto? È possibile? E in ogni caso fate la vostra preghiera all’Assunta e partecipate anche voi allo scioglimento del Voto. Dite alla Madonna che anche voi volete sciogliere il voto e lei vi assisterà per farvi mantenere la promessa», ha detto padre Paolo. I portatori anche quest’anno erano coordinati da Gianfranco La Robina, del Gremio dei Sarti. In prima fila anche il nuovo prefetto Pietro Giardina, il questore Pasquale Errico, il commissario della Asl Agostino Sussarellu e padre Salvatore Morittu. Tra il pubblico diversi assessori comunali e una rappresentanza del Consiglio comunale, guidata dal presidente Antonio Piu. Ha presentato Ugo Niedda. Don Gaetano Galia infine ha ringraziato anche gli stessi ragazzi e lodato il loro impegno, oltre quello dei volontari dei gremi dei Sarti e dei Muratori.
Intanto, domani il Candeliere di San Sebastiano sarà portato in piazza del Comune, dove potrà ballare in occasione della consegna dei premi dei Candelieri d’oro, d’argento, di bronzo e d’oro speciale.
L’iniziativa di fare “ballare” all’interno del carcere un candeliere in tutto e per tutto simile a quelli della Faradda di metà agosto è stata seguita anche questa volta dalla coordinatrice degli educatori, Maria Paola Soru. I momenti musicali sono stati curati da Giuseppe Manca che ha eseguito la sua mitica “Faccia di Trudda” nonché “Li Candareri” di Ginetto Ruzzetta. (lufo)
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