Villa Pozzo a Sassari, i Riformatori chiedono il recupero

È uno degli edifici più belli di viale Caprera. Da una quindicina d’anni attende lavori di restauro. Di proprietà della Regione, potrebbe accogliere la collezione Biasi. Chiesto un intervento del sindaco Nicola Sanna

 

VillaPozzo1.jpgSassari. È uno dei simboli dello sviluppo di Sassari. Si tratta di Villa Pozzo, in viale Caprera, a pochi metri dall’incrocio con viale Trento, in uno dei quartieri, Cappuccini, che tra fine Ottocento e primi del Novecento vide la costruzione di diversi pregevoli edifici liberty ma non solo. Villa Pozzo, nata come Villa Caria nel 1927, è uno di questi e da alcuni anni è abbandonata. Di proprietà della Regione, per diverso tempo ha ospitato la sede dell’Azienda di Soggiorno prima e dell’Ente provinciale del Turismo poi. Dal 2006, con la chiusura di tutti gli enti turistici decisa dall’allora Giunta Soru, con le competenze operative passate a Comuni e Province, Villa Pozzo, in base ad un accordo stipulato con la Regione, andò in comodato d’uso all’Amministrazione provinciale, che però non diede mai attuazione all’intesa, non provvedendo neanche alla trascrizione ed alla registrazione degli adempimenti previsti dalla legge.

VillaPozzo3.jpgGiovedì mattina i Riformatori Sardi hanno voluto ricordare la stato di abbandono della struttura. «Stiamo proseguendo con l’individuazione e la denuncia di situazioni di degrado urbano e di abbandono di edifici di pregio in città. La campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini ed amministratori comunali parte da una delle più belle ville liberty di Sassari. L’immobile di prestigio già nella sua esteriorità rappresenta l’emblema di uno stato di abbandono in cui versano immobili di pregio e parti della nostra città», hanno spiegato Michele Solinas, coordinatore provinciale, Vincenzo Corrias, responsabile organizzativo regionale, e Michele Saba, coordinatore cittadino.

VillaPozzo6.jpgSecondo una relazione degli uffici di Sassari della Regione che risale al 2011 Villa Pozzo fu acquistata dalla Regione nel 2001 per due miliardi e 400 milioni di lire. L’immobile si trova in uno stato definito “normale” di conservazione, anche se ci sono alcuni punti critici: cedimento di tegole, umidità ed infiltrazioni, danni a parte degli affreschi, stato di abbandono del giardino e altro. In realtà la Regione ha già manifestato, seppure non ufficialmente, l’interesse a riprendere e recuperare il bene, ma allo stato non è arrivato alcun segnale confortante. La finalità originaria era di restiturila a sede di rappresentanza Regione e di allocarvi la collezione Biasi, che attualmente si trova nei depositi dell’Amministrazione provinciale all’ex Carmelo. «Villa Pozzo recuperata ridarebbe lustro a viale Caprera, via con un antico blasone e che da un po’ di tempo sembra poco tenuta in considerazione», ha rimarcato Vincenzo Corrias. La Regione già nel 2004 aveva intenzione di procedere ad un restauro dell’intero isolato, per una spesa di due milioni e 517 mila euro. Era previsto che l’intero piano terra diventasse sede di rappresentanza della Giunta regionale a Sassari e il resto dell’edificio rimanesse all’Ept. Ma la soppressione degli enti turistici mandò in soffitta l’intero intervento.

VillaPozzo4.jpg«Questa porzione di Sassari ricorda Buenos Aires, ha un suo fascino. La nostra città è bella, basta rimettere a posto i suoi angoli oggi dimenticati o nascosti», ha aggiunto Michele Saba. «Del resto sul sito web del Comune Villa Pozzo è indicata ai turisti in uno dei sette itinerari per conoscere la città. Abbiamo insomma potenzialità enormi. Ecco perché ci rivolgiamo alla Regione, dove tanti sassaresi occupano incarichi di rilievo, nella Giunta ed in Consiglio regionale, con le rispettive presidenze. Quindi, portiamo la situazione di Villa Pozzo all’attenzione degli uffici di Cagliari ed anche a livello governativo e ministeriale», ha concluso Saba. E il sindaco Nicola Sanna. «Sappiamo che non è di sua competenza intervenire. Ma il nostro primo cittadino può chiedere alla Regione cosa intende fare per questa struttura. Una tiratina d’orecchi insomma», ha detto Vincenzo Corrias.

Con Villa Pozzo è proseguito così il viaggio promosso dai Riformatori sardi di Sassari tra le strutture e gli edifici che in città attendono una riqualificazione o versano in stato di abbandono. Dopo aver descritto e documentato lo sfacelo di strutture sportive di periferia portando ad esempio il campetto di basket di Sant’Orsola, si continua «il tour del decadimento urbano stimolando una consapevolezza di comunità tale da costringere chi riveste responsabilità istituzionali ad intervenire e comunque a fornire risposte chiare su ciò che si intende fare per invertire quella che appare come una rassegnazione al declino», ha spiegato Michele Solinas.

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