I riti della Settimana Santa 2

Proseguono gli eventi anche a Sassari. Nella serata di venerdì la Deposizione e poi la Via Crucis per le vie del centro storico. Domenica s’Incontru in piazza Mazzotti

 

ProcMercolediSanto1.jpgSassari. Proseguono i riti della Settimana Santa. Mercoledì sera, a partire dalle 18,30, la processione dell’Addolorata, come da tradizione, ha attraversato il centro storico, con partenza dalla chiesa di Sant’Andrea (a cura della Confraternita del Santissimo Sacramento) e sosta a San Giacomo ed all’interno del duomo di San Nicola (a cura dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte), e poi a Sant’Apollinare ed ai Servi di Maria. Il corteo, come in tutti gli altri di questi giorni, era aperto dal “babbarrottu” incappucciato, che porta una croce con la stola bianca (che rappresenta la morte e la deposizione di Gesù Cristo), accompagnato dal suono lugubre e terrificante del tamburo che annuncia l’arrivo della morte. Due i simulacri sacri portati in processione: Cristo in croce e l’Addolorata, portati nel tratto tra San Giacomo ed il Duomo rispettivamente dalle dame e dai cavalieri dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte.

Il 2 aprile, Giovedì Santo, alle ore 18,30 nella chiesa della Santissima Trinità l’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone preparerà la celebrazione della messa in Coena Domini e della lavanda dei piedi. Alle 20, in gran parte delle chiese cittadine, si svolgeranno veglie e l’adorazione dei santi sepolcri.

ProcMercolediSanto13.jpgIl 3 aprile, Venerdì Santo, giorno della Crocifissione di Cristo, sarà una giornata intensa e ricca di funzioni religiose. La mattina alle ore 9, dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, l’Arciconfraternita dei Servi di Maria porterà il simulacro della Madonna dell’Addolorata in processione per le vie della città, toccando sette chiese del centro storico. Il corteo passerà in corso Vittorio Emanuele, con soste presso le chiese di Sant’Andrea, delle Monache Cappuccine e di Sant’Apollinare; alle 10 il simulacro dell’Addolorata entrerà nel cortile della chiesa di San Giacomo e alle 10,15 nella cattedrale di San Nicola, con entrambi i momenti curati dall’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte. La processione salirà poi lungo via Turritana, via Brigata Sassari e via Enrico Costa verso la chiesa di San Giuseppe. Qui è prevista un’ulteriore sosta, prima di rientrare ai Servi di Maria. La processione ricorda la “Madonna dei Sette Dolori”, trafitta da sette pugnali, che cerca il sepolcro del Cristo con le pie donne. In serata, alle ore 17,30 nella chiesa della Santissima Trinità si svolgerà il rito della Deposizione del Cristo morto (Iscravamentu). Alle 19 l’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone aprirà la processione e la Via Crucis per le vie della città: intorno alle 20 il corteo arriverà in piazza del Duomo per la sosta guidata dall’arcivescovo padre Paolo Atzei.

La domenica di Pasqua di Resurrezione, 5 aprile, l’appuntamento per i fedeli è alle 10 nella chiesa della Santissima Trinità, dove l’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone guiderà la processione del Cristo Risorto. Sempre alle 10, dalla chiesa di Sant’Antonio Abate l’Arciconfraternita dei Servi di Maria porterà in processione la Madonna. Le due processioni, verso le 10,15, si ritroveranno in piazza Monsignor Mazzotti per l’Incontro tra Gesù Risorto e la Vergine Maria (“S’Incontru”, secondo la tradizione sarda). Piazza Colonna Mariana sarà anche il luogo di incontro di tutte le autorità religiose, delle confraternite cittadine, dei Gremi, del sindaco accompagnato dalla Giunta municipale. La processione si concluderà nella cattedrale di San Nicola, dove l’arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, presiederà la concelebrazione eucaristica.

Cos’è “lu babbarrottu”. Il termine “babbarrottu” deriva dal genovese antico “barbarottu” ed arrivò a Sassari con i ricchi commercianti liguri che si stabilirono in città ai tempi del libero comune, formalmente indipendente, ma di fatto federato con Genova o con Pisa. Significa “rondone”. Ed infatti i crociferi delle processioni della Settimana Santa ricordano il volatile nella foggia del cappuccio. Ma nei secoli passò ad indicare anche il boia, “lu babbarrottu” per eccellenza, e divenne anche il classico spauracchio lanciato ai bambini.

 

La Processione dell’Addolorata – Mercoledì Santo

 

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