Enrico IV di Pirandello, Franco Branciaroli a Cagliari e Sassari
Per il Circuito Cedac viaggio nei labirinti della mente con il CTB Teatro Stabile di Brescia / Teatro de Gli Incamminati. Lunedì 19 e martedì 20 gennaio al Nuovo Teatro Comunale di Cappuccini
Sassari. Viaggio nei labirinti della mente, ai confini tra normalità e follia, con il raffinato gioco metateatrale dell’ “Enrico IV” di Luigi Pirandello, che debutta nell’Isola – dal 14 al 18 gennaio al Teatro Massimo di Cagliari e il 19 e il 20 gennaio al Nuovo Teatro Comunale di Sassari – nell’interessante mise en scène del CTB Teatro Stabile di Brescia / Teatro de Gli Incamminati per la regia di Franco Branciaroli, protagonista sulla scena nel ruolo dell’aristocratico imprigionato, per una crudele beffa del destino, nel tempo sospeso di un immaginario Medioevo, dietro la maschera dell’imperatore tedesco umiliato a Canossa, con una corte di servitori e guitti. Una caduta da cavallo, durante una festa in costume, ha fermato la sua vita in un istante di gioventù, ed egli, perduta la sua identità ha assunto quella del personaggio, Enrico IV, di cui vestiva i panni e che si era preparato a interpretare: la finzione è diventata realtà, per lui e per quanti, assecondando la sua pazzia, assumono di volta in volta le altre parti di una commedia che, pur segretamente rinsavito, egli continua a recitare.
L’inganno sfugge all’analisi dei medici, come allo sguardo affettuoso dei parenti, finché la verità vien messa a nudo durante un’inattesa visita, una sorta di esperimento scientifico per risvegliare la sua memoria con uno shock: l’idea dello psichiatra (ignaro della guarigione) è che egli, ritrovandosi davanti un altro se stesso, quale era al tempo dell’incidente, e una fanciulla identica alla donna di cui era innamorato, copie in carne ed ossa dei due dipinti realizzati in occasione della fatale cavalcata, e dunque nei panni di Enrico IV e Matilde di Canossa, possa finalmente ritrovare la ragione. La visione di colei che aveva amato, e dell’antico rivale, più ancora che il miraggio della giovane, così somigliante alla madre da parer lei com’era allora, riaprono l’antica ferita di un tradimento e acutizzano l’amara consapevolezza degli anni trascorsi invano, il rimpianto per quella giovinezza e quell’ipotesi di felicità subdolamente sottrattegli dalla sorte, e dal trauma della caduta.
Le passioni sopite riaffiorano d’improvviso, e davvero è come se il tempo fosse ritornato indietro, e la festa in maschera riprendesse dal punto in cui s’era così drammaticamente interrotta, ma è troppo tardi: la terapia d’urto suggerita dal medico avrà esiti imprevedibili, così come quell’antico scherzo, che avrebbe dovuto procurare semmai l’umiliazione dello stravagante giovane vestito da imperatore, e invece pur senza ucciderlo ne aveva decretato la fine agli occhi del mondo, rinchiudendolo dietro il muro invalicabile di una strana mania. L’ironia del duplice inganno, da un lato coloro che indossano abiti di antichi personaggi storici con l’intento di assecondare la follia del loro involontario ospite, il quale a sua volta si finge quello che per lungo tempo aveva creduto di essere, Enrico IV, ovvero un pazzo, dall’altra appunto il protagonista con il suo seguito, pronti a recitare la loro parte, si volge d’un tratto in tragedia. Il tempo perduto non ritornerà mai più, lo specchio non mente; i capelli ormai striati di bianco e il volti invecchiati, i corpi mutati, a fronte delle invidiabili forme della giovinezza, sottolineano l’immensità di un baratro che non potrà più essere colmato tra quanti fuori hanno volenti o nolenti proseguito la loro esistenza e chi, senza saperlo, né desiderarlo, per colpa della malattia, ha rinunciato alla propria.
Il finale regala prima dell’ultimo coup de théâtre la rivelazione, amara, della verità dietro la maschera: «Preferii restare pazzo e vivere con la più lucida coscienza la mia pazzia […] questo che è per me la caricatura, evidente e volontaria, di quest’altra mascherata, continua, d’ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontarii quando senza saperlo ci mascheriamo di ciò che ci par d’essere […] Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto! – Il guajo è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla la vostra pazzia. […] La mia vita è questa! Non è la vostra! – La vostra, in cui siete invecchiati, io non l’ho vissuta!».
Una confessione che prelude alla domanda più acuta e insidiosa, sulla libertà: quei rigidi confini, quelle ferree regole che la società s’impone per governare i comportamenti umani, entro i limiti della logica e il portato di una civiltà millenaria, non valgono più per chi s’inoltri nei territori della follia; qui il libero arbitrio sfugge al controllo della morale, la non colpevolezza del pazzo è data dalla sua incapacità di riconoscere il bene e il male, egli sconta il duro prezzo della sua alienazione, ma in compenso vi è nel suo stato una sorta di primordiale innocenza.
L’“Enrico IV” di Pirandello, con regia di Franco Branciaroli, sarà in cartellone da mercoledì 14 gennaio alle 20.30 fino a domenica 18 gennaio 2015 al Teatro Massimo di Cagliari (da mercoledì a sabato (turni A, B, C, D) alle 20.30 e domenica alle 19 (turno E), e giovedì alle 16.30 anche la recita pomeridiana del turno P) per la stagione 2014-15 de “La Grande Prosa al Teatro Massimo”; e poi in tournée nell’Isola, sempre sotto le insegne del CeDAC lunedì 19 e martedì 20 gennaio alle 21 al Nuovo Teatro Comunale di Sassari per la Stagione 2014-15 nell’ambito del XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo.
Nel cast – accanto a Franco Branciaroli – spiccano i nomi di Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti, Valentina Violo, Tommaso Cardarelli e Daniele Griggio, e ancora (in ordine di apparizione) Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Pier Paolo D’Alessandro, Mattia Sartoni. Scenografie e costumi sono di Margherita Palli e il disegno luci di Gigi Saccomandi.
INCONTRO CON GLI ARTISTI: Franco Branciaroli e la compagnia dell’ “Enrico IV” – insieme al giornalista e storico del teatro Nicola Fano – incontreranno il pubblico venerdì 16 gennaio alle 17.30 al Cinema Odissea di viale Trieste 84 a Cagliari per un nuovo appuntamento con la rassegna “Oltre la Scena/ gli attori raccontano” – INGRESSO LIBERO.
SCHERMI e SIPARI: Per il ciclo di visioni “Schermi e Sipari/ La Grande Prosa al Cinema Odissea” domenica 18 gennaio alle 11 al Cinema Odissea di Cagliari si proietta l'”Enrico IV” di Marco Bellocchio con Marcello Mastroianni (ingresso 4 euro).







