Alghero d’inverno funziona

Il patto “Orizzonte Riviera del Corallo” viene salutato con entusiasmo dalla Fondazione Alghero. «Ora serve un sistema per crescere»

Una veduta del porto di Alghero

La Fondazione Alghero accoglie con entusiasmo il Patto “Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons” firmato il 6 maggio da Comune, Camera di Commercio, Sogeaal e Confcommercio. «È un passaggio importante perché mette insieme, in modo strutturato, istituzioni e categorie economiche attorno a un obiettivo condiviso: rafforzare Alghero come destinazione realmente attrattiva dodici mesi l’anno. E i dati ci dicono che la strada è quella giusta», commenta Graziano Porcu, presidente della Fondazione Alghero. Secondo i dati ufficiali presentati dall’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2026, nel periodo compreso tra novembre e marzo 2025 ad Alghero sono arrivati 31.928 turisti, con una crescita del +12,9% rispetto all’anno precedente, generando 57.951 pernottamenti complessivi. Non parliamo dell’estate, ma dei mesi tradizionalmente considerati “fuori stagione”. Tedeschi, francesi, polacchi, britannici e tanti altri visitatori europei scelgono già oggi la nostra città per il centro storico, l’enogastronomia, il Parco di Porto Conte, le Grotte di Nettuno e per un’idea di Sardegna più autentica, più lenta, più esperienziale. I dati regionali confermano inoltre una crescita molto forte dei flussi internazionali verso Alghero e la Sardegna, con incrementi particolarmente rilevanti dai mercati dell’Europa centro-orientale: Polonia (+35,7%), Slovacchia (+42,7%) e Repubblica Ceca (+26,7%). Anche il mercato francese cresce in maniera significativa (+20,9%), mentre la Germania si conferma il primo mercato turistico straniero della Sardegna.

Questo significa una cosa semplice: il turismo invernale ad Alghero non è più soltanto una prospettiva, ma un mercato reale che sta crescendo. C’è però una sfida che i numeri evidenziano con chiarezza: i turisti arrivano, ma restano ancora poco. Nei mesi invernali del 2025 la permanenza media ad Alghero si è attestata a 1,82 notti, contro le 2,12 del 2024. È qui che si gioca la vera partita dei prossimi anni. Ogni notte in più significa ristorazione, commercio, cultura, esperienze e lavoro che restano sul territorio. Un calcolo semplice: portare la permanenza media a sole due notti e mezzo – senza aggiungere un solo volo in più – genererebbe circa 15mila pernottamenti aggiuntivi e oltre un milione di euro di spesa in più sul territorio ogni stagione invernale. Per questo motivo serve una strategia che non si limiti alla promozione, ma costruisca un’esperienza invernale riconoscibile e continua. La promozione funziona davvero solo se accompagnata da una città viva, con servizi, cultura, esperienze prenotabili e attività aperte anche nei mesi non estivi.

Su questo fronte la Fondazione Alghero è già al lavoro. Lo scorso anno, attraverso il bando Cap d’Any, abbiamo costruito un calendario capace di accompagnare la città da ottobre fino alla Befana, potenziando gli investimenti sull’Alghero Family Festival, Mercatini di Natale, pista del ghiaccio ed eventi diffusi nel centro cittadino. Non iniziative isolate, ma un racconto coerente della città durante tutta la stagione invernale. È questa la direzione giusta: fare in modo che chi sceglie Alghero d’inverno trovi una città accogliente, vissuta e riconoscibile, capace di offrire esperienze autentiche durante tutto l’arco dell’anno. Ma l’offerta deve andare oltre gli eventi. L’analisi dei mercati europei ci dice con chiarezza cosa cerca il turista invernale: non il mare, ma esperienze autentiche e prenotabili. Il turista tedesco cerca outdoor e natura. Il francese è attratto dall’identità culturale e dalla gastronomia. Il polacco vuole scoprire luoghi ancora autentici e non affollati. Il catalano cerca un legame culturale e linguistico unico nel Mediterraneo. Questi non sono stereotipi, ma driver di acquisto documentati dai principali studi internazionali sul turismo, tra cui Hilton Trends Report 2025, ETC Wave e Mastercard Economics Institute.

Il turismo invernale si vende con esperienze memorabili. La crescita della connettività rende questa opportunità ancora più concreta. I dati regionali mostrano che nel 2025 gli aeroporti sardi hanno superato gli 11 milioni di passeggeri complessivi, con una crescita importante del traffico internazionale anche nello scalo di Alghero (+12,67% sui passeggeri internazionali). Accanto ai flussi aeroportuali esiste inoltre una grande opportunità legata ai collegamenti marittimi. Porto Torres, a soli venti minuti da Alghero, è collegata tutto l’anno con Barcellona attraverso Grimaldi Lines ed è in crescita nel traffico passeggeri. I collegamenti marittimi rappresentano infatti una componente strutturale della mobilità turistica verso la Sardegna anche nei mesi invernali. Chi arriva in Sardegna via traghetto spesso viaggia con la propria auto: non dipende dai trasporti pubblici, non è vincolato a orari e ha piena libertà di movimento. Alghero, a un’ora da Olbia e a pochi minuti da Porto Torres, è naturalmente raggiungibile. Dobbiamo solo essere presenti nel momento in cui questi visitatori decidono dove andare: con materiali informativi, campagne nei porti e negli aeroporti, accordi con gli operatori e promozione mirata. Un’azione concreta e immediatamente attivabile riguarda inoltre le convenzioni con i noleggiatori di auto negli aeroporti di Olbia e Cagliari. Chi noleggia un’auto in inverno ha già deciso di esplorare la Sardegna. Inserire Alghero tra le destinazioni suggerite – con mappe, itinerari ed esperienze prenotabili – rappresenta un intervento a costo contenuto, immediato e facilmente misurabile.

Ma serve soprattutto un cambio di racconto. In inverno Alghero non deve presentarsi come una località balneare fuori stagione. Deve raccontarsi per ciò che è davvero: una città mediterranea di origine catalana, con un centro storico unico, una forte identità culturale ed enogastronomica, un patrimonio ambientale straordinario e un clima che permette di vivere il territorio tutto l’anno. Il riferimento non può essere soltanto quello delle destinazioni estive del Mediterraneo, ma quello di città europee come Porto, Siviglia o Valletta: luoghi che hanno costruito la propria attrattività culturale, urbana ed esperienziale anche nei mesi invernali. È questo il posizionamento su cui la Fondazione Alghero vuole lavorare attraverso attività di analisi dedicate ai principali mercati italiani ed europei. Germania, Francia, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Spagna rappresentano oggi aree strategiche di crescita per la destinazione Alghero, ciascuna con motivazioni, abitudini e canali di comunicazione specifici. Per questo non vogliamo investire solo nella promozione, ma soprattutto nello studio dei comportamenti turistici e delle motivazioni di viaggio, con l’obiettivo di costruire messaggi mirati, nelle lingue e nei canali più adatti ai diversi mercati di riferimento. Nel breve periodo l’obiettivo è chiaro: fare in modo che chi sceglie la Sardegna durante tutto l’anno trovi in Alghero una delle esperienze più autentiche, vive e riconoscibili dell’isola. Nel lungo periodo, la sfida è ancora più ambiziosa: contribuire a far sì che Alghero, insieme a tutto il Nord Ovest della Sardegna, diventi una destinazione scelta sempre di più anche per le vacanze invernali. «Siamo molto contenti di questo patto e pronti a fare la nostra parte. I dati ci dicono che il potenziale invernale di Alghero è reale e concreto. I turisti già arrivano: il nostro compito, insieme, è farne arrivare molti altri ma soprattutto costruire sempre più ragioni perché scelgano di fermarsi più a lungo», conclude il presidente della Fondazione Alghero.

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