La Dinamo retrocede in A2
Al Palaserradimigni passa la Virtus Bologna 80-73 condannando matematicamente la squadra biancoblù. La conferenza stampa di coach Mrsic
Certe stagioni sono così, nascono male e finiscono peggio. Chi fa sport o lo vive da vicino lo sa e bisogna saperne accettare i verdetti. Dopo 16 stagioni sportive nell’elite del basket nazionale, condite da tanti trofei, fra i quali lo storico e irripetibile Scudetto, la Dinamo Banco di Sardegna, retrocede in A2.
È questo l’amaro epilogo di un’annata nella quale niente è girato per il verso giusto e quando stava iniziando a farlo, sono arrivati degli infortuni che hanno rotto gli equilibri e la chimica che coach Mrsic, stava iniziando a costruire.
A decretare ufficialmente la discesa in A2 è stata la sconfitta di questo pomeriggio al PalaSerradimigni contro i campioni d’Italia della Virtus Bologna, che, dopo aver fatto illudere i tifosi sassaresi giocando i primi due quarti in maniera piuttosto superficiale e consentendo alla Dinamo di portarsi anche sul +9, hanno cambiato marcia dopo l’intervallo facendo venire prepotentemente a galla tutti i limiti dei biancoblù, nettamente inferiori sotto tutti i punti di vista e poco solidi mentalmente, facendo calare il sipario. Chiaro è che non potesse essere questa la partita da dover vincere a tutti i cosi per sopravvivere, le sconfitte decisive sono state altre, come ad esempio quelle con Treviso in casa e quella all’ultimo possesso a Varese.
Alla fine fischi e applausi, col pubblico che si è diviso. Qualche di pancia ha fischiato sonoramente, qualche altro ha usato maggior comprensione e le mani le ha battute lo stesso. Stesso trattamento è stato riservato al presidente Stefano Sardara, fischi ma anche applausi e inviti a non mollare. Ci sarà tempo per tutte le analisi e le valutazioni del caso.
Molta amarezza in sala stampa nelle parole di coach Mrsic, che non è dunque riuscito a portare in porto la barca che gli era stata affidata dopo lo 0-5 iniziale sotto la gestione Bulleri. L’allenatore croato, ha detto e non detto, preferendo aspettare, dal momento che, seppur ininfluente, c’è ancora una partita da giocare, nel prossimo week end sul parquet del PalaLeonessa di Brescia. Il coach, ha fatto chiaramente intendere, prendendosi in primis le responsabilità, di aver sbagliato a chiudere un occhio su alcuni aspetti e situazioni sulle quali – ha detto – sarei dovuto intervenire in maniera netta, prendendo delle decisioni e ho invece lasciato correre, sperando che con il tempo certe cose si sistemassero. Ho sbagliato, ha ribadito.
Aldo Gallizzi






