Liberazione, anche a Sassari celebrato il 25 aprile
In piazza del Comune la consueta cerimonia istituzionale. Mascia: «Dobbiamo respingere l’idea secondo cui Sassari è stata una città senza fascismo e senza antifascismo»
Sassari. È stata ancora una volta piazza del Comune ad accogliere sabato 25 aprile il corteo e gli interventi ufficiali per celebrare l’anniversario numero 81 della Liberazione dal nazifascismo. Intorno alle 10.30 è arrivato il lungo corteo partito dall’emiciclo Garibaldi, con in testa la banda musicale “Città di Sassari”. Dopo il discorso della prefetta Grazia La Fauci e del presidente della sezione sassarese dell’Anpi, Thomas Arras, hanno preso la parola Martina Rosa, dell’Istituto Tecnico Industriale, e Fabrizio Ruiu, del corso di laurea in Giurisprudenza, studenti sassaresi che hanno partecipato al progetto Promemoria Auschwitz, promosso dall’Arci e dall’associazione Deina con il sostegno dell’amministrazione comunale.
Come di consueto, l’ultimo intervento è stato quello del sindaco Giuseppe Mascia, più volte interrotto per gli applausi. «Vogliamo ribadire che dobbiamo respingere l’idea secondo cui Sassari è stata una città senza fascismo e senza antifascismo. Una città che intende riappropriarsi della sua identità e della dimensione comunitaria a lei più propria deve anzitutto riappropriarsi della sua storia. Fare i conti con un passato recente e complesso come quello in cui si è affermato l’antifascismo e hanno trionfato i valori della democrazia è un atto doveroso e necessario per colmare dei vuoti di memoria storica che potrebbero almeno in parte spiegare una certa crisi d’identità con cui proprio Sassari fa i conti da tempo».
La cerimonia è poi proseguita nel cortile di Palazzo Ducale con l’onore ai caduti alla lapide con la data del 25 aprile 1945. Qui la prefetta La Fauci e il sindaco Mascia (quest’anno per la prima volta mancava una terza presenza, quella del rappresentante dell’Amministrazione comunale, dallo scorso settembre sostituito dal sindaco metropolitano, quindi lo stesso Giuseppe Mascia) hanno richiamato un minuto di raccoglimento al suono del Silenzio dopo avere collocato le corone del Comune e della Città metropolitana. Erano presenti le autorità del territorio, diversi consiglieri regionali e comunali, assessori delle Giunte di Regione e Comune, le associazioni combattentistiche e d’Arma e diverse associazioni sindacali e di promozione sociale.
Al termine, come lo scorso anno, è partito spontaneamente il canto di “Bella ciao”, senza accompagnamento della banda musicale, che attendeva all’esterno (e che ha invece eseguito l’inno partigiano “Fischia il vento”).







