Festa Maggiore del Gremio degli Ortolani, al via i riti
Domenica 27 aprile la messa con l’Intregu e la processione con i gremi e la patrona Madonna di Valverde

Sassari. Prendono il via oggi i riti legati alla Festa Maggiore del Gremio degli Ortolani. Dalle 16,30 nel convento di San Francesco a Cappuccini si provvede alla vestizione della Madonna di Valverde con le famiglie dei gremianti. Al termine del rito verrà collocata sull’altare maggiore della chiesa. Sabato 26 aprile il Gremio si riunirà a casa dell’obriere maggiore uscente Domenico Sanna e in corteo ci si recherà a San Francesco, al suono del tamburo e con l’accompagnamento della Banda “Città di Sennori” diretta da Giuseppe Ruiu. Alle 18,30 si terranno i vespri celebrati dal parroco don Franco Manunta. Dopo la messa delle 19 i rappresentanti dell’antica corporazione rientrerà nella casa dell’obriere maggiore.
La giornata più importante sarà domenica 27 aprile, la “Domenica in Albis”, ovvero la prima dopo Pasqua. Alle 11 il parroco don Franco Manunta celebrerà la messa, con la presenza del Coro Polifonico Turritano diretto da Laura Lambroni. Al termine si procederà con il rito dell’Intregu: la bandiera del gremio passerà dall’obriere maggiore uscente Domenico Sanna al nuovo obriere maggiore Michele Casu. Nel pomeriggio, alle 17, i gremianti si ritroveranno a casa del nuovo obriere. Subito dopo, sempre al suono del tamburo e con l’accompagnamento musicale della Banda “Città di Sennori”, insieme ai portatori del candeliere, che nell’occasione porteranno il simulacro della Beata Vergine di Valverde, vestiti con gli abiti dei Santissimi Misteri privi di scapolare, andranno a San Francesco. Dalla chiesa, alle 18,45, partirà la solenne processione che vedrà la partecipazione di tutti i gremi cittadini, con la guida del padre guardiano di Santa Maria Salvatore Sanna che animerà il Rosario. Insieme al sacro simulacro della Madonna di Valverde verranno attraversate le vie del centro storico: viale San Francesco, piazza Mercato, via Rosello, via Lamarmora, piazza Tola, via Pettenadu, via Sebastiano Satta, corso Vittorio Emanuele, piazza Azuni, via Luzzatti, via Brigata Sassari, via Enrico Costa, via Manno, piazza d’Italia, piazza Castello, largo Cavallotti, via del Carmine, via Mercato, viale Trieste, piazzale Cappuccini e rientro alla chiesa di San Francesco verso le 21. L’organo in chiesa sarà suonato da Antonio Cossu Itinerario di rientro del Gremio, ore 21,00 circa. Al rientro le varie comunità saranno accolte dal suono dell’organo eseguito dal maestro Antonio Cossu.
Lunedì 27 aprile alle 19 si terrà una Messa presieduta dai Frati Conventuali di San Francesco, con il padre guardiano di Santa Maria Salvatore Sanna in onore dei defunti del Gremio per sancire ancora una volta questo forte legame che unisce le due comunità. A conclusione si svestirà la Madonna di Valverde.
La storia. Il Gremio degli Ortolani ha la propria cappella nella chiesa di Santa Maria di Betlem, chiusa però per lavori da circa tre anni. A partire dal 1300 festeggiava la propria santa patrona, la Madonna di Valverde, il giorno della Natività di Maria, l’8 di settembre. La data della festa fu però mutata nel 1754, quando il nuovo obriere Antonio Soro, che doveva essere investito dal vecchio obriere Salvatore Pilo, passò a miglior vita. Allora i senatori del gremio decisero per ragioni logistiche di spostare la festa maggiore dall’8 di settembre alla Festa Piccola nella domenica in Albis (la domenica dopo Pasqua). Ecco perché oggi si festeggia la Festa Piccola l’8 di settembre e la Festa Grande la domenica in Albis.
Le celebrazioni a Cappuccini non sono una novità. Il Gremio degli Ortolani dopo circa 500 anni è infatti ritornato, seppure provvisoriamente, nella propria sede di origine. L’antica associazione nasceva lì alla fine del 1300 per poi trasferirsi per i diritti di sepoltura (nella chiesa di San Francesco non c’era più spazio) nella chiesa di Santa Maria di Betlem, acquistando nel 1521 la cappella di Santa Lucia per seppellire i propri cari.
«Il Gremio degli Ortolani – spiega Giovanni Ruiu – già a partire dal 2006 aveva ripreso la tradizione di rientrare alla propria casa primaria, grazie a padre Venceslao il quale aveva accolto con letizia il rientro dell’antica corporazione, solo per la festa di San Francesco il 4 di ottobre. Da allora abbiamo svolto con padre Marco, padre Isidoro e oggi con don Franco Manunta, questo bellissimo percorso».








