Chiese romaniche in Sardegna, da eredità architettonica a destinazione turistica
All’aeroporto di Alghero tavola rotonda promossa dall’Assessorato regionale del Turismo e dalla Sogeaal
Alghero. La prima pietra è stata posata, il progetto di promozione dello straordinario patrimonio delle chiese romaniche in Sardegna passa proprio dalla più importante porta del territorio, l’Aeroporto di Alghero, che mercoledì ha ospitato esperti di turismo, economia e cultura nella tavola rotonda sul tema “Il Romanico in Sardegna. Opportunità e sviluppo attraverso nuovi itinerari turistici”. In platea, nella main hall dello scalo algherese, rappresentanti delle istituzioni e delle autorità militari, sindaci e amministratori dei comuni del territorio, tour operator ed editori, guide turistiche e docenti universitari e scolastici, campionario straordinario degli attori coinvolti in un processo di sviluppo che sollecita all’azione e alla coesione per l’elaborazione di progetti mirati alla promozione di una risorsa preziosa, unica nel suo genere grazie alle caratteristiche che la distinguono dal resto d’Europa.
A condividere esperienze, visioni, punti di vista e proposte, Antonello Figus, presidente della Fondazione Sardegna Isola del Romanico; Nicoletta Usai, docente di Storia dell’Arte Medievale all’Università di Cagliari; Anna Trono, chair commission International Geographical Union on Geography of Governance; Alicia Padin Buceta, presidenta Asociación Amigos del Románico di Madrid; Elisabetta Gola, prorettrice alla Comunicazione e Immagine dell’Università di Cagliari; e Mauro Quidacciolu, direttore dell’Ufficio Diocesano per il Patrimonio ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Sassari.
Con loro, ad aprire i lavori, l’amministratore delegato degli aeroporti di Alghero e Olbia Silvio Pippobello e la capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale del Turismo Carla Medau, a ricordare l’impegno della Regione e degli aeroporti sardi in importanti iniziative, come questa in collaborazione con Sogeaal Alghero Airport, mirate alla destagionalizzazione dei flussi turistici attraverso le Società di gestione degli scali sardi.
Punto di partenza della discussione, moderata dal giornalista Celestino Tabasso, le potenzialità delle chiese romaniche che si ritrovano in tutto il territorio dell’Isola, testimonianze della storia, dell’arte e dell’architettura del periodo tra XI e il XIII secolo: non solo pregevole patrimonio storico, artistico e architettonico ma straordinario valore aggiunto dell’offerta turistica.
Dai relatori sul palco e dai numerosi interventi dalla platea, tante esperienze, idee e proposte che hanno trovato naturale interconnessione nella comune volontà di azione e nella condivisione di intenti su tutti i fronti coinvolti nel percorso virtuoso che coinvolge numerosi soggetti del mondo culturale ed economico. Tanti pezzi importanti nel mosaico di un progetto in cui ciascuno si è dichiarato pronto a fare la propria parte affinché questo patrimonio identitario trovi piena valorizzazione e promozione e diventi destinazione.
Una destinazione capace di intercettare i flussi turistici anche fuori stagione, specialmente quelli del turismo lento ed esperienziale, per presentare il territorio nella sua parte meno conosciuta ma di enorme fascino, con itinerari di connessione tra costa e interno, percorsi che rappresentano la Sardegna più vera e autentica, l’identità dell’isola e del suo popolo.
Un’opportunità da cogliere e sviluppare, patrimonio non solo storico e culturale ma anche economico.
E, passando subito dalle dichiarazioni di intenti all’azione, al termine della tavola rotonda è stata inaugurata la mostra dedicata alle chiese romaniche della Sardegna, che sarà esposta al pubblico in contemporanea nelle main hall degli aeroporti di Alghero e di Olbia, dall’11 al 31 dicembre, con il taglio del nastro da parte dell’ad degli aeroporti di Alghero e Olbia Silvio Pippobello e della capo di gabinetto dell’Assessorato del Turismo Carla Medau.









