Provincia di Sassari, servizi essenziali cancellati

I tagli di Governo e Regione nel 2014 sono arrivati a 16 milioni di euro. Per fare quadrare il bilancio mancano 4,3 milioni. Venerdì mattina assemblea pubblica

 

 

ProvinciaTagliConfStampa2Sassari. Venerdì prossimo sarà un’assemblea pubblica nel Palazzo della Provincia a ribadire, per l’ennesima volta, che tra tagli e mancati trasferimenti le casse dell’Amministrazione di piazza d’Italia non possono garantire i servizi essenziali per i cittadini. Si va dalla manutenzione delle scuole superiori al trasporto degli studenti disabili, solo per citare le situazioni più importanti. A cui si aggiunge il futuro della Multiss, la partecipata della Provincia che, oltre agli interventi negli istituti scolastici, svolge anche altri compiti, di programmazione e di attuazione di progetti. L’iniziativa è stata annunciata martedì mattina nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia con una partecipata conferenza stampa, alla quale hanno assistito diversi assessori e consiglieri provinciali. Insieme alla presidente Alessandra Giudici sono intervenuti i rappresentanti del mondo sindacale (Paolo Dettori e Sebastiano Crosa della Cgil), della scuola (il preside del Liceo Azuni Massimo Sechi e Riccardo Lallai per gli studenti), delle associazioni dei disabili (Giovanna Tuffu) e Paolo Bussu, presidente della Commissione Bilancio dell’ente provinciale.

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Alessandra Giudici

«All’assemblea pubblica vorremmo incontrare tutto il territorio», ha spiegato la presidente della Provincia Alessandra Giudici. Venerdì mattina alle 10 Si farà, per l’ennesima volta, il punto e si lancerà un ulteriore allarme. Sì, ma poi? «Che saremmo arrivati a questa situazione lo dicevamo già ad aprile e lo abbiamo ripetuto come il grillo parlante per tutti questi mesi», ha aggiunto la presidente. I numeri sono impietosi. Quest’anno la legge finanziaria regionale, l’ultima del governo Cappellacci, aveva già previsto un taglio al Fondo Unico degli Enti locali di 55 milioni di euro. Il fondo doveva essere reintegrato dalla nuova Giunta Pigliaru. Alla Provincia di Sassari mancavano 4,3 milioni di euro. Ma il Fondo non è stato reintegrato per tutta la somma. La Regione ha messo 35 milioni, non coprendo gli altri 20. La ripartizione non è stata però fatta secondo i tagli iniziali. Questo ha significato che il buco è rimasto: mancano così i contributi per le spese correnti, la Multiss ed i contratti con altre ditte. Altri 2,6 milioni sono stati invece tagliati direttamente dal Governo. Una sorta di prelievo forzoso, ha proseguito la presidente Giudici. Cifre che si aggiungono ai tagli iniziali al bilancio della Provincia di 12 milioni. «Per chiudere il bilancio abbiamo dovuto accedere a risparmi sui mutui. Grazie al cielo venerdì prossimo dovremmo avere una somma in più per i servizi essenziali, che non coprono i due mesi ormai passati: dalla Regione ci dovrebbero arrivare un milione e 200mila euro, almeno per tirare avanti fino a dicembre». La cifra totale per tutta l’Isola sarà di 5 milioni di euro, previsti dall’ultimo assestamento di bilancio approvato dal Consiglio regionale, ma Sassari, che ha un bilancio formalmente meno disastrato rispetto ad altre province, rischia di non vedere i finanziamenti destinati. «Dobbiamo inserire questi ulteriori denari in bilancio tramite una variazione, altrimenti vanno in economia. Ho chiesto che venissero vincolati ai servizi essenziali. Se invece finiranno al Fondo Unico non li potremo spendere», ha spiegato la presidente.

ProvinciaTagliConfStampa1L’incognita sarà poi il 2015. Il taglio secondo la due diligence contabile del Governo raddoppierà. «Forse non ci rendiamo conto cosa di cosa potrà accadere. E l’anno prossimo ci sarà l’Expo, con tutti gli enti locali in queste condizioni. Gli ospiti internazionali che arriveranno in Italia si renderanno conto di quale sia la situazione». Per Sassari sarà impossibile garantire la manutenzione per esempio della rete stradale.

C’è poi il Patto di Stabilità. «Noi siamo già fuori. Significa che non possiamo pagare i nostri fornitori, pur essendoci i soldi. Un dramma per le imprese le territorio. Abbiamo chiesto alla Regione ulteriori spazi per 13 milioni. L’anno scorso ce ne erano stati concessi 10».

È stato illustrato anche il testo di un documento condiviso che ricostruisce la situazione complessiva. (lufo)

DOCUMENTO CONTRO I TAGLI AI FINANZIAMENTI E AI SERVIZI ESSENZIALI

La situazione finanziaria della Provincia di Sassari, con tutto ciò che ne consegue in termini di disagi per la collettività e di grave compromissione dei livelli occupazionali nelle società che gestiscono i servizi per conto dell’ente, è chiara manifestazione della crisi economica che ha determinato – sia a livello nazionale, sia a livello regionale – taglidrastici alle risorse disponibili per gli enti locali in generale e per le Province in particolare.Questo stato di cose ha degli effetti devastanti per i quali le responsabilità sono precise, chiare ed evidenti. La necessità finanziaria di procedere con urgenza nella direzione della spending review per la pubblica amministrazione ha rappresentato un’occasione fornita al legislatore nazionale e regionale per procedere a tagli di servizi e competenze che oggi, in assenza di trasferimenti in favore delle Province, nessuno può assolvere.

Già lo scorso aprile la Provincia di Sassari, nel predisporre la prima bozza del bilancio preventivo, ha rilevato gravi problemi di incapienza delle risorse a disposizione, a iniziare dalla drastica riduzione delle entrate. In particolare, si registrava già una riduzione di entrate di circa 16 milioni e mezzo di euro, così ripartita:

– 8 milioni e 900mila euro di minori trasferimenti statali, con prelievo sull’imposta RC auto che nell’annualità 2013 non era stato attuato;

– 3 milioni e 300mila euro di minor gettito complessivo, causato dalla crisi del mercato dell’auto e quindi di IPT eRC auto;

– 4milioni e 300mila euro di riduzione del Fondo unico regionale.

Il taglio dei trasferimenti erariali e il calo del gettito delle due principali entrate della Provincia hanno imposto tagli per 12 milioni e 200mila euro alle proposte di bilancio predisposte dai diversi settori dell’ente, fino ad azzerare le previsioni di spesa non obbligatorie. Operati tutti i possibili tagli alla spesa, è rimasta da coprire una differenza pari ai 4 milioni e 300mila euro della riduzione del Fondo unico regionale. La legge finanziaria regionale 2014 ha infatti previsto l’inglobamento nel Fondo Unico del trasferimento dovuto alle Province in sostituzione del gettito dell’addizionale energia elettrica (precedente entrata tributaria di spettanza delle province). La stessa legge ha previsto però che il Fondo Unico si riducesse dell’importo di tale trasferimento,producendo minori entrate di risorse strutturalmente destinate a finanziare spese obbligatorie pluriennali. Sollevato il problema per tempo, è stato chiesto e sollecitato uno specifico provvedimento Regionale che, modificando la previsione contenuta nella legge finanziaria regionale, ripristinasse il trasferimento sostitutivo dell’ex addizionale provinciale all’energia elettrica di spettanza delle Province.

Intanto lo scorso luglio, per reperire le risorse che consentissero di mantenere il livello di corrispettivi e servizi con la partecipata Multiss nonostante i tagli al Fondo unico dispostidalla Regione, è stata attuata una ricognizione tra gli uffici della Provincia e gli assessorati regionali competenti che avrebbe dovuto portare all’assegnazione a quest’ente di finanziamenti una tantum che consentissero l’utilizzo in parte corrente di risorse prima assegnate in conto capitale, in attesa di un eventuale ripristino della quota di Fondo unico decurtata con la legge finanziaria. Tuttavia il testo dell’accordo Regione – Enti locali dell’8 agosto ha reso impercorribili le soluzioni che avrebbero consentitodi riassorbire sensibilmentei tagli al bilancio provinciale 2014, e in particolare quelli ai contratti della partecipata Multiss, con vantaggio non solo dei dipendenti, ma anche e soprattutto dei servizi fondamentali come la gestione delle scuole superiori e delle strade provinciali.

Tale situazione ha comportato una revisione dei contratti in essere con la Multiss con un taglio del 40% dei corrispettivi a regime, dal 2014 e per gli esercizi successivi. In seguito la Giunta provinciale ha fornito ai dirigenti competenti l’indirizzodi utilizzo dei 600mila euro, assegnati dalla Regione in acconto sul ripristino del Fondo unico da attuarsi con assestamento al bilancio regionale, per garantire i servizi essenziali a fronte dei contratti Multiss, essendo quella somma l’unica risorsa certa disponibile per contenere il taglio ai contratti stessi.

Nel frattempo a livello nazionale è stato adottato il D.L. 66/2014, che prevede un contributo alla finanza pubblica che per le Province è stato quantificato in 2 milioni 683mila euro per il 2014 e 4 milioni e 25mila euro per il 2015, con versamento da effettuarsi a favore dello Stato o con prelievo dall’imposta RC auto qualora le Province non provvedano al pagamento entro il 10 ottobre 2014. Il 31 luglio 2014 la Provincia ha inviato al Ministero dell’Interno la rilevazione dei dati finanziari, come richiesto dallo stesso Ministero con la cosiddetta “Due diligence”, e ha atteso fino alla fine di settembre un alleggerimento del contributo alla finanza pubblica, come stabilito per gli enti che risulterebbero in difficoltà finanziarie dall’applicazione del prelievo. Con la rilevazione è stato fatto presente che se il Ministero avesse reso operativo il prelievo questo ente non sarebbe stato in grado di raggiungere il pareggio di bilancio. Non essendo stato concesso alcun esonero o alleggerimento, è risultato obbligatorio prevedere nel bilancio il contributo alla finanza pubblica.

Per far fronte all’ulteriore prelievo statale sulle finanze provinciali è stato necessario iscrivere in bilancio 2014 e pluriennale il ripristino del Fondo unico di cui alla proposta di legge del Consiglio regionale, che prevede – conformemente all’accordo Regione-Enti locali dell’agosto scorso – il reintegro del Fondo unico agli enti locali decurtato con la legge finanziaria regionale 2014, per un totale pari a 35 milioni di euro. Considerato che la restituzione alla Provincia di Sassari, calcolata proporzionalmente al taglio al Fondo unico 2014 subito con la Finanziaria regionale dovrebbe ammontare a circa 2 milioni e 700mila euro, si è ritenuto opportuno iscrivere in bilancio 2014 almeno la quota necessaria a coprire il contributo alla finanza pubblica di cui si è detto, pari a 2milioni e 683mila euro.

In attuazione della direttiva del Ministero dell’Interno del 17 settembre 2014 occorre dichiarare, in fase di approvazione del bilancio, il permanere degli equilibri di bilancio. In attesa della definitiva quantificazione dei fondi che verranno assegnati dalla Regione, si sono garantiti gli equilibri di bilancio sospendendo l’utilizzo delle somme iscritte sulla parte in conto capitale, finanziate con entrate correnti derivanti dal risparmio prodotto dalla rinegoziazione dei mutui, per un totale di circa 4 milioni e mezzo di euro.

Questa è in estrema sintesi la cronistoria raccontata per cifre di un disastro finanziario che si è cercato maldestramente di addebitare alla capacità amministrativa delle Province per non voler riconoscere che, ferma restando l’inattendibilità di qualsiasi previsione di riforma degli enti locali, si è proceduto allo smantellamento delle stesse attraverso la privazione di qualsiasi capacità operativa, inducendole al dissesto finanziario e addebitandogli – cosa più grave di tutte – gli evidenti disservizi che scaturiscono dall’impossibilità finanziaria delle Province stesse di assolvere le proprie funzioni fino all’ultimo giorno della loro esistenza.

Sarebbe praticamente impossibile integrare questa cronistoria con le innumerevoli iniziative che tutti gli attori istituzionali, economici e sociali interessati da questa vicenda hanno assunto al riguardo – congiuntamente o in maniera autonoma – permettere l’opinione pubblica al corrente di quel che stava accadendo, o per mettere la Regione di fronte alle proprie responsabilità e al dovere di rimediare ai marchiani errori, anche sul piano delle politiche finanziarie, che hanno prodotto un dissesto di cui ora si accorgono, otto mesi dopo Sassari, anche in altri territori.

Lettere, comunicati, iniziative pubbliche, appelli, incontri con i consiglieri regionali e i parlamentari del territorio, e ancora confronti tecnico-politici sull’asse Sassari-Cagliari, confronti e alleanze con le altre Province non sono serviti a niente.E a niente è servita la strenua battaglia dei lavoratori della Multiss, che più volte hanno occupato il tetto o le sale del palazzo della Provincia e altrettante volte hanno avuto direttamente dalla Regione una serie di rassicurazioni poi disattese.

Allo stesso modo sono rimaste inascoltati gli appelli dei vari attori del mondo della scuola a favore del rispetto e della garanzia del diritto allo studio per tutti, a iniziare dalle categorie più deboli. In tutti questi mesi non è passata una sola settimana senza che l’amministrazione provinciale di Sassari, le organizzazioni sindacali, i dirigenti scolastici e tutte le parti coinvolte sollevasseroiproblemi legati all’impossibilità di garantire servizi fondamentali e primari per l’intera comunità, dal diritto allo studio alla sicurezza, dalla mobilità alla tutela dell’ambiente.

Eppure ancora oggi la situazione rischia di non trovare soluzione perché tarda persino la ripartizione tra le Province dei cinque milioni di euro che sono stati assegnati loro con l’assestamento di bilancio regionale. E intanto il tempo stringe: se entro il 30 novembre la Provincia non potrà inserire quel finanziamento in bilancio, si corre il rischio di non poterlo spendere per l’anno in corso e, quindi, di non poter assicurare l’assistenza ai disabili e la manutenzione di scuole e strade.

Se i drammatici risvolti di questa situazione nell’immediato sono precisamente percettibili in tutta la loro straordinaria gravità, non è nemmeno immaginabile quel che accadrà dal 1° gennaio prossimo rispetto al tema della garanzia dei servizi. È per questa ragione, per tutelare la comunità e continuare a pretendere che il territorio non venga discriminato a causa di scellerate politiche finanziarie, che i soggetti che sottoscrivono il presente documento intendono continuare a mobilitarsi.

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