Soru chiude la campagna elettorale a Sassari: «No a una Sardegna regalata a Conte e Meloni»
Il candidato presidente della Coalizione sarda duro con il centrosinistra: «La nostra è l’unica possibilità contro la destra». Breve contestazione durante l’intervento finale
Sassari. «Conte è un bel ragazzo, profumato, che a Sassari ha suonato la chitarra e a Cagliari ha detto che la bottarga è buona». Chiusura nel segno del sarcasmo ieri sera al Teatro Verdi di Sassari della campagna elettorale della Coalizione sarda. In platea candidati e simpatizzanti delle liste che compongono la coalizione (Progetto Sardegna, +Europa-Azione-Upc, Liberu, Rifondazione comunista-Sinistra europea, Vota Sardigna) hanno applaudito il candidato presidente Renato Soru. In gran parte all’attacco del centrosinistra il suo intervento, estremamente critico nei confronti dell’alleanza del Pd, il suo ormai ex partito, con il M5s. «Conte ha coperto la sua candidata e ha coperto per tre giorni anche la nostra voce. In più, siamo stati ricoperti da insulti da un simpatico senatore sassarese, che ha detto che chi vota Soru è in malafede o è un cretino. Invece siamo qui per vincere le elezioni e vi spiego perché – ha detto l’ex presidente della Regione –. Siamo stati invasi dal centrosinistra nazionale per tre giorni, sono disperati, sanno che perderanno. E perderà questa sperimentazione».
Il Campo largo non è allora fatto pensando al futuro dei sardi. «Sono solo venuti a sperimentarlo sulla nostra pelle, è un’idea che non funziona. E morirà in Sardegna. Conte ha detto: “Io non sono del centrosinistra, rappresentiamo l’area della moralità pubblica” – ha ricordato Soru –. Ma loro hanno già perso. L’unica possibilità per battere Truzzu è la nostra. E anche Truzzu lo sa. Per questo ha chiamato mezzo governo. Hanno radunato tutti e pensate hanno fatto parlare anche il candidato Truzzu!».
«Alla fine è arrivata Giorgia Meloni. Il programma di governo di Truzzu è allora “io sono amico di Giorgia e sono amico di alcuni ministri. Quindi ci aiuteranno”. La sua idea di Sardegna dopo 70 anni di autonomia è “facciamo da bravi, teniamo china la testa e speriamo che il sovrano ci aiuti”», ha proseguito Renato Soru, che è poi tornato ad attaccare il centrosinistra. «È insopportabile che qualcuno ancora pensi che la salvezza possa venire dalla benevolenza degli altri. Sono venuti negli ultimi giorni di campagna elettorale, nei quali dovevamo discutere e riflettere tra di noi, confrontare i programmi, idee e soluzioni, per la scelta migliore per la Sardegna. E invece che hanno deciso questi grandi politici? Che potevamo essere calpestati e che potevano venire a soverchiare i nostri pensieri, a occupare i media, ogni minuto di telegiornale, ogni pagina di giornale, tutto dedicato a loro. Ma da dove deriva questa vostra prepotenza e arroganza? Venite a dirci come si può battere la destra, gli stessi leader politici che hanno preso in mano le due storie più importanti del Novecento, che ci hanno dato la Repubblica e la libertà, che ci hanno affrancato dalla povertà. E che hanno fatto? Ci hanno dato Giorgia Meloni! E si stanno adagiando su Giuseppe Conte e pur di farsi amico Conte gli hanno dato la Sardegna, così, per sperimentare». Parole dure, che non sono state gradite da qualcuno in teatro, che ha contestato le affermazioni di Soru, che ha subito replicato, tra gli applausi: «Lei è un derivato piccolo piccolo della loro stessa prepotenza. Se ne torni a casa, non ci fa nulla qui». Pochi minuti dopo, seconda interruzione, questa volta da una spettatrice, che sollecitava un chiarimento, prontamente allontanata. «Questa è un’altra strategia della violenza del M5s, ecco a chi abbiamo consegno il pensiero democratico. Schlein, Bersani, Orlando, Vendola: siete venuti in Sardegna a spiegarci come vanno le cose», ha detto ancora Soru, per poi riprendere il suo intervento.
In serata, la Coalizione sarda ha diffuso un comunicato sull’episodio. Un testo dai toni forse eccessivi, un po’ in stile anni ‘70. «Il candidato presidente Renato Soru e i partiti e movimenti della Coalizione sarda – riporta la nota – constatano che il clima di questa campagna elettorale è sempre più esacerbato. Stasera, a Sassari, il comizio di Renato Soru è stato più volte interrotto da un’azione fascista di disturbo. Dopo la campagna di odio portata avanti per settimane sui social, attraverso illazioni e calunnie di qualsiasi genere, si arriva alla ripetuta interruzione di una libera manifestazione democratica. A questi fanatici, a questi nullatenenti del pensiero, intolleranti rispetto all’espressione dell’idea altrui, diciamo, come ha fatto il presidente Renato Soru stasera, che le intimidazioni non ci fermeranno e continueremo a parlare delle nostre idee e del nostro progetto fino all’ultimo minuto di questa campagna elettorale». (lf)









