Pasqua, con S’Incontru si sono conclusi i riti della Settimana Santa
Anche a Sassari grande partecipazione agli appuntamenti della tradizione curati dalle confraternite cittadine
Sassari. Con il rito di S’incontru si sono conclusi ieri gli eventi legati alla Pasqua 2023. La domenica che chiude la Settimana Santa è iniziata infatti alle 8,30 con la messa nel carcere di Bancali, officiata dall’arcivescovo Gian Franco Saba, che ha poi presieduto alle 11 il solenne pontificale nel duomo di San Nicola. Poco prima, alle 10,30, si è ripetuto un altro appuntamento, che caratterizza le celebrazioni della Resurrezione in tutta l’Isola. È quello dell’incontro tra Gesù Risorto e la Beata Vergine Maria. In piazza Mazzotti sono convenute le due processioni che alle 10,15 erano partite dalle chiese della Trinità, dove ha sede l’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone (con Gesù Risorto), e di Sant’Antonio Abate, con l’Arciconfraternita dei Servi di Maria (con la Vergine Maria). S’Incontru è stato salutato dagli applausi dei tanti fedeli, presenti le confraternite riunite e alcuni gremi, sotto lo sguardo vigile di monsignor Saba. L’Amministrazione comunale era rappresentata dal sindaco Nanni Campus, dall’assessora alla Cultura Laura Useri e dal presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru.
«Nella Settimana Santa vediamo come il popolo di Dio riceve due abiti, quello del dolore e quello della festa. Anche noi siamo chiamati ad indossarli ed è Maria che ci dice quale scegliere – ha detto più tardi in cattedrale monsignor Saba nell’omelia di Pasqua –. La Pasqua ci ricorda che non dobbiamo avere paura di quei momenti nei quali ci sembra di non avere la fede. Papa Francesco ci sta esortando a porre la Chiesa nel cammimo costante della missione. Nel centro storico occorre rafforzare un dinamismo ecclesiale dove ci si sente partecipi di un cammino di evangelizzazione. Sono grato alle arciconfraternite che hanno accolto questo invito. Abbiamo ancora un po’ di strada da fare ma è importante avere iniziato. È bello che dal cuore di Sassari in modo unanime di comunione possa risuonare in tutta la diocesi il canto della Resurrezione di Gesù», ha insistito il presule sassarese. I canti del pontificale sono stati eseguiti dalla Polifonica Santa Cecilia, diretta da Alessio Manca.
Una grande partecipazione di fedeli ha caratterizzato i riti della Settimana Santa, che ha visto avvicendarsi giorno per giorno gli eventi curati dalle confraternite e, nel duomo, dalla curia diocesana. Sabato, infatti, si è concluso il Triduo pasquale con la Veglia presieduta dall’arcivescovo. Giovedì al mattino era stata celebrata a San Nicola la Messa crismale, con la partecipazione dei sacerdoti dell’arcidiocesi turritana. Alle 18,30 la Messa in Coena Domini era culminata con il rito della Lavanda dei piedi da parte di monsignor Saba ai rappresentanti delle associazioni e delle realtà socio-caritative. «Gesù dice: “ho lavato i piedi a voi ma anche voi dovete lavarli gli uni agli altri”. L’amore di Dio per noi è amore reciproco per gli altri. Il cenacolo è il luogo dove possiamo scoprire noi stessi, Dio entra nel cammino umano – ha detto l’arcivescovo di Sassari nell’omelia –. Anche la Chiesa ha bisogno di capire e non deve tenere le porte chiuse ma garantire lei stessa uno spazio di prossimità. Stasera compiremo un altro rito della tradizione, particolarmente sentito in città, quello delle “Cerche”, che da cercatori di Dio possa vederci cercatori di ogni abbandonato nel dubbio, nell’indigenza spiriturale e materiale».
In serata, nelle parrocchie dove sono allestiti gli altari della Reposizione, i cosiddetti “Sepolcri”, migliaia di fedeli hanno attraversato il centro storico. La tradizione vuole che si compia il pellegrinaggio di veglia e adorazione delle “sette chiese”.

Anche Venerdì Santo è stato caratterizzato da una grande partecipazione di pubblico. Al mattino sono stati due gli appuntamenti. Dalla chiesa di Sant’Antonio Abate è partita la processione dell’Addolorata, a cura dell’Arciconfraternita dei Servi di Maria. Nella chiesa della Trinità, a cura dell’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone, ha preso invece il via il rito della Crocifissione del Cristo, che nel tardo pomeriggio è culminato nella Deposizione, in sardo chiamato S’Iscravamentu. Intorno alle 19 è partita la processione con la Via Crucis, partecipatissima, con le confraternite riunite, che ha attraversato il centro storico, con sosta in piazza Duomo, dove l’arcivescovo Gian Franco Saba ha tenuto una meditazione. «Quando ci sentiamo sfiduciati, senza speranza, con una fede debole o fragile possiamo volgere lo sguardo a Gesù. È il segno vero e autentico che ci ricorda che Dio è fedele nell’amore, per come sono e in tutte le situazioni – ha detto monsignor Saba –. Questa sera in compagnia di Gesù ci sono Maria e Giovanni. Sono i primi che hanno creduto da subito nell’amore. E oggi la vita cristiana ha bisogno proprio di credere in questo, nell’amore. È stato bello in questa Settimana Santa vedere il popolo di Dio in cammino, anche nella difficoltà. Camminiamo con fiducia e con speranza». La processione è poi proseguita per le vie del cuore della città. Significativa la tappa nella chiesa delle Monache Cappuccine, per un saluto alle monache. Il corteo si è chiuso con il rientro alla Trinità, dove è stato celebrato il rito della sepoltura del Cristo Morto.
L.F.









