Francesco Cicconetti presenta “Scheletro Femmina”

Venerdì alle 18,30 al C.C.S. Borderline in via Rockefeller 16 a Sassari. Dialogano con l’autore Minerva e Roberto Uzzau

Sassari. Il dilemma di chi nasce in un corpo “sbagliato” e non corrispondente alla sua identità in “Scheletro Femmina” (Mondadori 2022), romanzo d’esordio di Francesco Cicconetti: l’autore, che ha esordito come creator raccontando la sua storia sui social, diventando così un’icona del mondo LGBTQUIA+, collaborando poi con riviste come “Vanity Fair”, oltre a tenere TedX e partecipare ai vari talks su Wired, Cicap Fest, Future Vintage Festival, MED, sarà protagonista DOMANI (venerdì 16 dicembre) alle 18,30 al C.C.S.  Borderline in via Rockefeller 16 a Sassari, per una conversazione con Minerva e Roberto Uzzau, sotto le insegne di Legger_ezza 2022, il progetto di Promozione della Lettura a cura del CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna, in collaborazione con il Movimento Omosessuale Sardo. Legger_ezza, giunto alla sua quarta edizione, invita ad una riflessione su temi scottanti e attuali e sui nodi cruciali del presente ispirata alla letteratura contemporanea (e non solo).

Focus su un percorso di transizione nel libro, scaturito da una necessità interiore, un’urgenza di trascrivere nero su bianco pensieri, emozioni, sensazioni, dubbi e inquietudini in un momento fondamentale della propria esistenza, in cui la consapevolezza di ciò che si è (e si è sempre stati) non coincide con l’immagine, riflessa da uno specchio e dallo sguardo degli altri, almeno finché la metamorfosi non sarà compiuta. Un cammino a tratti arduo e complesso, per correggere un “errore” della natura o del caso e ricreare l’armonia tra mente e corpo, per riconoscersi finalmente e essere riconosciuti in una nuova forma che è semplicemente la corretta incarnazione dell’essere fino a quel momento “imprigionato” dietro sembianze non adatte al suo vero io.

Una favola moderna – un romanzo di formazione, incentrato su un importante rito di passaggio – in cui grazie ai progressi della scienza e all’evoluzione culturale della società il protagonista può mettersi a nudo e mostrarsi appieno, liberandosi di un involucro inadeguato e riplasmando il proprio corpo per adeguarlo alle sue inclinazioni e farlo collimare con la propria idea di sé. Una narrazione avvincente e di stretta attualità che segna un trionfo dello spirito sulla carne, in cui invece di fermarsi alle apparenze e rassegnarsi a un destino ingrato, il protagonista lotta per affermare la verità. Un diario in pubblico, in cui emerge appieno la condizione paradossale – eppure “privilegiata” rispetto al passato anche recente e a quella di tantə coetaneə meno fortunati, che invece di comprensione e affetto, hanno dovuto fare i conti con l’odio e con la repressione – di chi deve in qualche modo battersi e impegnarsi solo per essere “normale”. Il libretto “alias” all’università rappresenta una conquista ma anche un segno di civiltà, un passo avanti nel rispetto dei diritti e nel riconoscimento dell’identità di genere al di fuori dell’arbitrarietà del tradizionale “binarismo” a cui non è possibile ridurre o ricondurre tutte le varianti e le potenzialità della natura, in particolare tutte gli individui che compongono il variegato universo transgender.

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