Sport, ponte con la Palestina
Due settimane di stage allo Stadio dei Pini di Sassari per tre atleti ed il loro allenatore. L’iniziativa è delle associazioni “Ponti non muri” e “Intercanvi Italia Onlus”, con il sostegno di Cus ed Università
Sassari. Due settimane dedicate allo sport, con atleti palestinesi a Sassari per uno stage. Su iniziativa delle associazioni sassaresi “Ponti non muri” e “Intercanvi Italia Onlus” per la prima volta la società sportiva di Gerico, Shabab Ariha, è in Europa, ed in Sardegna in particolare, per un gemellaggio sportivo. Dal 1 al 14 settembre i giovani atleti si alleneranno allo Stadio dei Pini di Sassari, grazie alla disponibilità della Fidal regionale. “I Giovani di Gerico” è una società che fa parte della Federazione Palestinese di Atletica Leggera ed è composta da 25 ragazzi, unica squadra mista della Palestina. Le atlete Duha Idrees e Ranin Dwedar e l’atleta Sameh Jalayta, insieme al loro allenatore Mamoun Baloo e al rappresentante del comune di Gerico, Mohammed Isayed, parteciperanno allo stage e verranno seguiti dal CUS – Centro Universitario Sportivo di Sassari e da due dei suoi tecnici, Giorgio Fenu ed Elisabetta Pinna.
«In Palestina si vive quotidianamente una situazione di emergenza. Tutto questo investe anche lo sport. Per gli atleti palestinesi è difficile anche solo uscire per partecipare alle gare. Alcuni sono arrestati e torturati, poi liberati ma non riescono più a praticare sport. Le difficoltà riguardano anche noi: non possiamo spedire attrezzature perché le città palestinesi non hanno cap e non possono riceve pacchi. Lo stage di Sassari vuole rappresentare un evento di sport inteso come scambio di idee e conoscenze, ma anche come evento giocoso da vivere con serenità», ha detto lunedì mattina Lavinia Rosa, delegata per i rapporti con la Palestina per “Ponti non Muri”, in occasione di un incontro con la stampa nella Sala Milella in Rettorato. Sono inoltre intervenuti il rettore Attilio Mastino, i docenti Giovanni Lobrano e Pierangelo Catalano in rappresentanza dell’ISPROM (Istituto di Studi e programmi per il Mediterraneo), l’assessore comunale allo Sport Maria Francesca Fantato, Giuliana Carboni, consigliere regionale FIDAL, Gianni Ippolito, presidente nazionale del CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano) e del CUS di Sassari, Eugenio Meschi, vicepresidente nazionale del CUSI. Presenti, oltre al professor Paolo fois, garante degli studenti dell’Università di Sassari, i tre atleti della squadra “I Giovani di Gerico” (Mohanad Ali, il quarto atleta che sarebbe dovuto arrivare a Sassari, non ha potuto unirsi al gruppo a causa di problemi burocratici), il loro allenatore e un rappresentante del Comune di Gerico. Michele Sini, presidente di “Intercanvi Italia Onlus”, ha illustrato gli eventi programmati nelle due settimane di durata dello stage.
«Un mese fa in Senato accademico abbiamo preso una posizione netta su quanto avviene nella Striscia di Gaza, chiedendo che sia posta fine ai combattimenti. Papa Giovanni Paolo Magno disse che sono necessari ponti e non muri. I palestinesi sono un popolo perseguitato e chiuso in confini. Per loro c’è la difficoltà quotidiana della sopravvivenza. E la politica jhadista è conseguenza di uno stato di frustrazione», ha detto il rettore Mastino. «Sia chiaro che siamo favorevoli alla cooperazione con le università israeliane. A Sassari abbiamo la chiesa di Santa Maria di Betlem, legame storico, ed in Palestina l’impegno dei francescani è incessante. La pace si costruisce con il rispetto reciproco e lo sport è un ottimo veicolo di dialogo. Nel nuovo Statuto dell’Ateneo proprio lo sport è al centro di nuove politiche. Siamo felici di mettere a disposizione i nostri impianti».
«Quello palestinese è un popolo ferito. Sassari e Gerico sono due città storiche. Fanno entrambe parte della rete della Conferenza Permanente delle Città Storiche del Mediterraneo. Il nostro compito è collaborare e rendere possibile ciò che sembrava impossibile», ha aggiunto l’assessore comunale alle Politiche Educative e Giovanili Maria Francesca Fantato. «I ragazzi palestinesi vengono privati anche del diritto di fare sport, e i tecnici del Cus sono quelli che la Fidal sceglie tra i migliori per seguire i suoi atleti», ha assicurato Giuliana Carboni, consigliere regionali della Fidal. «Sassari e Gerico hanno un legame forte – ha detto Mohammed Isayed, rappresentante del Comune di Gerico –, fanno entrambe parte della Conferenza Permanente delle Città Storiche nata nel 1995. Apprezziamo gli sforzi fatti dalle due associazioni promotrici. Utilizzare gli impianti universitari è importante per la professione futura dei ragazzi. Lo sport in Palestina viene praticato senza le strutture adeguate, ma i giovani credono ancora nei valori dello sport come segnale di pace».
La presidenza delle Conferenza della città storiche è stata assegnata a Betlemme, mentre la direzione è in capo ad una città spagnola, Orihuela. Gerico ha ben 8mila anni di storia, Sassari molto meno. Il legame tra Sardegna e Palestina è molto forte: le città della costa meridionale sarda fondate da fenici e filistei, come venivano chiamati allora i palestinesi, furono Nora, Caralis, Bosa, Tharros e Sulci. Proprio i fenici introdussero la scrittura.
Per i giovani atleti palestinesi non ci saranno solo appuntamenti sportivi. Sono previsti, infatti, un corso di lingua italiana tenuto da Mohammed Isayed, visite culturali in diversi centri isolani ed incontri aperti al pubblico a cui potranno partecipare tutti gli interessati. Già lunedì pomeriggio il gruppo ha effettuato il primo dei diversi allenamenti pomeridiani. Lo stage permetterà agli atleti di incontrarsi con diversi sportivi sardi in una serie di tappe che toccheranno Sassari, Cagliari e Nuoro. Tra le varie attività previste si terrà anche il concerto del gruppo musicale “HumaniorA – Laboratorio Letterario e Musicale” e una festa in onore degli atleti a conclusione dell’esperienza sarda, prima del rientro in Palestina.
Il calendario
Domenica 31 agosto – Alghero ore 10.35 Arrivo e accoglienza all’aeroporto.
Lunedì 1 settembre – Sassari ore 16.00 Stadio dei Pini – Apertura dello Stage, saluto del pubblico e primo allenamento.
Martedì 2 settembre – Sassari, incontro con il presidente del Consiglio comunale.
Sabato 6 settembre – Cagliari, incontro in mattinata con l’Associazione “Sardegna Palestina” e con la comunità palestinese di Cagliari.
Sabato 6 settembre 2014 – Cagliari ore 17.00 Campo del CONI Gare Super Premio.
Domenica 7 settembre 2014 – Sassari ore 20.15 Teatro dei Cappuccini Concerto “HumaniorA” (con partecipazione dei ragazzi di Gerico).
Giovedì 11 Settembre 2014 – Nuoro Incontro con l’Associazione “Progetto Farfalla” – Allenamento pomeridiano.
Venerdì 12 settembre 2014 – Cagliari ore 17.00 Campo del CONI Gare “MenneaDay”.
Sabato 13 settembre 2014 – Sassari Circolo Aggabbachela ore 18.00 Festa di saluto e chiusura dello Stage.
Lunedì 15 settembre 2014 – Alghero ore 19.40 Partenza della squadra.
Lo stage, che gode del patrocinio di Università di Sassari, Fondazione Banco di Sardegna, Comune di Gerico, Comune di Sassari, ATP – Azienda Trasporti Pubblici e Isprom (Istituto di Studi e Programmi per il Mediterraneo), rappresenta solo una parte del più ampio progetto, “Sport in Palestina”, portato avanti dalle associazioni “Ponti non muri”, “HumaniorA – Laboratorio Letterario e Musicale” e “Intercanvi Italia Onlus” da anni in prima linea per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita nei territori palestinesi, condizioni critiche che non risparmiano neanche atleti e società sportive. Assenza di strutture e attrezzature adeguate rappresentano la normalità in Palestina, insieme al fatto che viene impedita l’introduzione di materiale sportivo da fornire alle squadre.
Tale condizione è testimoniata nel documentario “Inshallah, Beijing” del 2009 (“Se Dio Vuole, Pechino!”) di Francesco Cannito, Luca Cusani e Michela Sechi, che descrive la preparazione di alcuni atleti alla partecipazione alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Presentato a Sassari nel 2013, nel corso della rassegna cinematografica “Visioni solidali – Associazioni al cinema”, il racconto è stato fonte di ispirazione per le associazioni sassaresi che hanno deciso di toccare con mano tali difficoltà, recandosi a Gerico, e hanno poi dato vita al progetto.






