Il futuro di San Sebastiano

Sarà il nuovo polo giudiziario cittadino. Approvato il piano di prefattibilità del progetto di ristrutturazione e riqualificazione dell’ex carcere

TavoloRistrutturazioneSanSebastianoSassari. Si è riunito stamattina a Palazzo Ducale il Tavolo interistituzionale che ha approvato l’idea progettuale e il piano di prefattibilità del progetto di ristrutturazione, riqualificazione e razionalizzazione del compendio demaniale dell’ex carcere di San Sebastiano, che sarà destinato a diventare il nuovo polo degli uffici giudiziari della città.

Al Tavolo hanno preso parte Guido Sechi, commissario straordinario del Comune di Sassari, Pietro Fanile, presidente del Tribunale di Sassari; Roberto Saieva, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sassari; Rita Soddu, direttore regionale per la Sardegna dell’Agenzia del Demanio; Mariella Mereu, in rappresentanza del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per Lazio-Abruzzo-Sardegna ; Francesca Casule, soprintendente per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle Province di Sassari e Nuoro e in rappresentanza della Direzione regionale per i Beni culturali e Paesaggistici della Sardegna; Giampaolo Cassitta, in rappresentanza del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria; Francesco Milia, presidente del Consiglio dell’Ordine Forense di Sassari.

carcereL’idea di utilizzare i locali dello storico istituto di pena, che ha perso la sua funzione alla fine della scorsa estate col trasferimento di detenuti e personale dell’Amministrazione penitenziaria nel nuovo carcere di Bancali, è stata fortemente voluta dal Presidente del Tribunale e dal Procuratore della Repubblica ed è stata subito accolta favorevolmente e sostenuta dall’Agenzia del Demanio. Il compendio, infatti, costituisce una naturale estensione del Palazzo di Giustizia, al quale è contiguo e già collegato da alcuni varchi interni. Il Comune di Sassari ha avuto il ruolo di coordinatore del Tavolo interistituzionale.

Da tempo si era ormai manifestata l’esigenza di dotare gli uffici giudiziari di locali adeguati alle loro funzioni per dimensione e ubicazione e adatti a ospitare in modo migliore l’attività di tutti gli operatori della giustizia e a dare servizi più efficienti ai cittadini. Al momento diversi uffici di Tribunale, Procura, Tribunale di Sorveglianza, Giudice di Pace e Corte d’Appello sono ospitati in strutture di privati distribuite in punti anche molto distanti fra loro. Questo crea evidenti diseconomie e disagi, come più volte sottolineato anche dall’Ordine Forense, che ha sostenuto attivamente l’idea della nuova destinazione dei locali dell’ex carcere.

Il compendio, che copre una superficie di circa 18.000 metri quadrati nel centro della città, potrà ospitare adeguatamente sia gli uffici attualmente ubicati presso strutture private, sia il personale e i beni provenienti dalla sede staccata di Alghero e dalle diverse sedi del Giudice di Pace del circondario, recentemente soppressi a seguito della riorganizzazione degli uffici giudiziari voluta dal Governo. Il costo sostenuto dal Comune e dal Ministero della Giustizia per l’affitto degli immobili ad uso uffici giudiziari in città è di oltre 1.800.000 euro all’anno.

Il progetto di riqualificazione e ristrutturazione, attualmente in fase di elaborazione, è curato dal Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche per il Lazio-Abruzzo-Sardegna e, data la rilevanza storica, architettonica e culturale del complesso, è seguito anche dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, tramite la Direzione regionale e la Soprintendenza di Sassari e Nuoro. Il finanziamento per realizzare le opere necessarie proverrà dal Ministero della Giustizia e sarà di circa 12 milioni di euro. Per la loro realizzazione, che per impegno economico, ampiezza di intervento e funzionalità del nuovo utilizzo costituirà una delle più significative opere pubbliche degli ultimi anni, si prevedono circa due anni di lavoro.

Il Comune, che ha coordinato i lavori del Tavolo interistituzionale e si è impegnato a sostenere con l’attività dei propri uffici il progetto, ha chiesto che una parte dell’ex carcere sia preservata come testimonianza storica. Per questo lavorerà con la Soprintendenza allo scopo di individuare spazi e modi per rendere fruibile ai cittadini e ai visitatori quello che potrebbe diventare un nuovo centro museale all’interno dei percorsi culturali cittadini. Il carcere venne costruito alla metà del XIX secolo e costituiva, all’epoca, uno dei principali segni dello sviluppo economico e civile e dell’ampliamento urbanistico di Sassari.

Il Tavolo interistituzionale e il Protocollo di Intesa costituiscono una novità significativa e si pongono come esempio di buona prassi a livello nazionale. I diversi soggetti coinvolti, oltre ad attuare un concreto modello di leale e fattiva collaborazione tra istituzioni e nei diversi ambiti della pubblica amministrazione, con il loro impegno congiunto hanno posto le premesse per il raggiungimento di una pluralità di obiettivi: il recupero, la riqualificazione e il reimpiego per fini di utilità pubblica di un importante bene demaniale, prezioso anche sotto il profilo storico, urbanistico ed architettonico, impedendo così che esso deperisca; la dotazione di adeguata sede agli uffici giudiziari e, quindi, il miglioramento delle loro condizioni di funzionamento, con vantaggi per gli operatori della giustizia e dei cittadini; un considerevole risparmio di denaro pubblico in prospettiva, poiché verrà meno la necessità di pagare onerosi canoni di locazione per gli uffici, i quali, dotati di nuove e più funzionali sedi, potranno superare anche ulteriori diseconomie oggi imposte dalla attuale situazione logistica; il conseguente contributo, in tal senso, al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e la concreta attuazione data così ai principi e alle norme sulla razionalizzazione e revisione della spesa pubblica (“spending review”); l’apertura di un grande cantiere pubblico al centro della città, con tutti i benefici in termini di positiva ricaduta economica su un territorio particolarmente colpito dalla crisi. Tutti i partecipanti al Tavolo interistituzionale auspicano che l’esempio fornito dal Protocollo possa essere mutuato in avvenire e favorire il sorgere e il consolidarsi di positive sinergie tra i diversi soggetti della pubblica amministrazione, e non solo, volti al conseguimento dell’interesse generale.

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