Csl e Cesil, prorogati i contratti per tre anni
Il Consiglio regionale approva una legge che garantisce lo stipendio ai 318 operatori dei centri per l’impiego. Entro l’anno sarà approvato il disegno di legge di riordino dei Servizi per il lavoro
Sassari. Tre anni di proroga dei contratti i lavoro dei 318 operatori dei centri per l’impiego CSL e CESIL, in scadenza alla fine del mese. Venerdì mattina il Consiglio regionale, con 44 voti a favore e 3 astensioni, ha approvato il disegno di legge della Giunta sul funzionamento dei Centri servizi per il lavoro e sulla riforma dei Servizi per le politiche del lavoro. «L’attuale Giunta, in pochi mesi di attività, è riuscita a fare ciò che la precedente amministrazione non ha fatto in cinque anni», ha commentato l’assessore del Lavoro Virginia Mura. Il disegno di legge, che accoglie la delibera di Giunta approvata lo scorso 7 agosto, si è reso necessario «per concorrere ad assicurare il funzionamento dei servizi per il lavoro e, in particolare, per l’attuazione del piano Garanzia Giovani».
«Il provvedimento – dichiara l’esponente della Giunta Pigliaru – non rischia, come già successo nel recente passato, di essere impugnato dal governo nazionale perché il testo rispetta pienamente il quadro normativo nazionale». L’assessore Mura afferma che entro l’anno sarà approvato il disegno di legge di riordino dei Servizi per il lavoro. «La Sardegna – aggiunge – ha assolutamente bisogno di operatori qualificati che accompagnino gli inoccupati e i disoccupati lungo un percorso di formazione e di reinserimento nel mondo del lavoro». Lo stesso assessore smentisce, invece, le notizie secondo le quali, se fosse passato un emendamento presentato in aula e poi ritirato dall’esecutivo, la proroga avrebbe interessato soltanto una parte dei lavoratori. «Il centrodestra non dice il vero – afferma Mura – perché l’emendamento non riguardava l’attuale regime di proroga e non avrebbe prodotto gli effetti paventati dall’opposizione. L’emendamento aveva l’obiettivo di rendere esplicito ciò che è già contenuto nel disegno di legge approvato: le assunzioni nella pubblica amministrazione passano soltanto attraverso concorsi. Al contrario, la volontà di trasparenza della Giunta è stata trasfigurata in malafede dalla minoranza».
Il dibattito in Consiglio regionale è stato aperto dal relatore del provvedimento, il presidente della Seconda Commissione Gavino Manca (Pd). Il disegno di legge, ha detto, «parte dalla necessità di una riforma complessiva dei servizi per il lavoro, che dovranno avere più risorse umane e più capacità di stare sul territorio, in una prospettiva che dovrà vedere l’Agenzia regionale del Lavoro assorbire definitivamente queste strutture creando un sistema unico per le politiche attive del lavoro». A fronte di questo scenario di medio termine, collegando con le riforme nazionali in materia di lavoro ora in discussione, è stato necessario secondo Manca un «intervento urgente perché si avvicinava la scadenza dei contratti prevista per il 30 settembre; con questo disegno di legge i contratti saranno prorogati per 3 anni, in modo da avviare e concludere da un lato le procedure di stabilizzazione ma, dall’altro, di implementare il programma europeo Garanzia Giovani al quale hanno già aderito oltre 9000 giovani sardi». Per l’esecutivo è intervenuta l’assessore Virgina Mura, che ha proposto un emendamento aggiuntivo all’articolo 2 della legge, chiedendo di inserire alla fine del comma 2 la seguente frase: «con particolare riferimento all’indizione di concorsi pubblici per l’assunzione di personale a tempo indeterminato». Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis si è detto «sconcertato per la conclusone del dibattito» e le conclusioni dell’assessore competente. Secondo Pittalis «l’emendamento altera i termini della questione e la sintesi fatta dal presidente della commissione che ha trovato accordo di tutti». L’assessore Mura ha ritirato la proposta.



