Commissioni comunali, è scontro tra centrosinistra ed opposizioni

La settimana prossima il Consiglio comunale si esprimerà sulla proposta di modifica. Venerdì mattina il primo voto in Conferenza dei capigruppo. Alivesi (Forza Italia): « La maggioranza ha già attivato l’industria del poltronificio»

Consigliocomunale17lugliobSassari. La settimana prossima il Consiglio comunale dovrà prendere una decisione sulla riforma della Commissioni permanenti. Il centrosinistra ha la sua proposta, nota già da giorni e che venerdì mattina, in occasione della seduta della VII Commissione, che si occupa di modifiche regolamentari e che comprende i capigruppi (è in sostanza una conferenza dei capigruppo che si riunisce come commissione consiliare), è stata messa ai voti. A favore tutto il centrosinistra, com’era abbastanza scontato. Adesso sarà l’aula a dire la sua. Il voto di stamattina non è vincolante ma i numeri sono tutti dalla parte della maggioranza. La minoranza può contare solo su 10 voti (i consiglieri sono 34 in tutto, più il sindaco) e non è neanche detto che voti in maniera compatta contro la proposta del centrosinistra.

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Manuel Alivesi

Un testo che comunque appare “blindato”. «Il “pacchetto” delle modifiche al Regolamento proposto dai capigruppo della maggioranza era già confezionato e non “discutibile”», attacca Manuel Alivesi, capogruppo di Forza Italia. «Dico questo perché abbiamo verificato che era stata predisposta una sola bozza di modifica del regolamento, ovviamente con le sole proposte della maggioranza, ed era stata predisposta una “proposta di delibera” n. 2014/3176 del 24.07.2014 – Settore Affari Generali e Contratti, elaborata dal Presidente del Consiglio». Altro che confronto allora: il testo risulta già costruito «sulla sola proposta dei gruppi di maggioranza, senza nemmeno prendere in considerazione la proposta dei capigruppo di minoranza», dice Alivesi.

PalazzoDucaleFacciataMa cosa prevede la proposta della maggioranza? Il nuovo articolo 8 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale determinerebbe la composizione (in realtà l’articolo 8 già nell’attuale formulazione non prescrive nessun numero, né minimo né massimo). «In ciascuna Commissione deve essere rappresentato ogni gruppo presente in Consiglio comunale. In ragione della loro consistenza numerica i gruppi concorrono con una rappresentanza massima così determinata: un consigliere per gruppo consiliare composto da uno a quattro componenti; due consiglieri per gruppo consiliare composto da cinque a otto componenti; tre consiglieri per gruppo consiliare composto da nove a dodici componenti; quattro consiglieri per gruppo consiliare composto da tredici a sedici componenti; cinque consiglieri per gruppo consiliare composto da diciassette a venti componenti». Il Pd insomma avrebbe in ogni commissione quattro consiglieri, uno per tutti gli altri gruppi, in particolare sette nel centrosinistra (i cinque monogruppo più uno a testa per Sassari Bella Dentro e Ora Sì) e quattro per le opposizioni (uno a testa per M5S, Forza Italia, Sassari Progetto Comune e Sassari è). Le altre modifiche riguardano il voto plurimo (ogni componente esprimerà tanti voti quanti sono i Consiglieri del gruppo presenti in Consiglio), la durata della carica di presidente e vice presidente, che dureranno trenta mesi (e sono rieleggibili) e la convocazione delle sedute consiliari e di commissione esclusivamente per pec, email o sms.

Sugli ultimi due punti in realtà anche l’opposizione è favorevole. No invece alla modifica del numero dei componenti. Il capogruppo dei Forza Italia replica anche al documento diffuso ieri dai capigruppo di maggioranza, un tentativo maldestro, secondo Alivesi, «di fuorviare l’attenzione sulla delicata esigenza, tutta della maggioranza, di incrementare il numero dei componenti le commissioni consiliari permanenti portando il numero da 13 a 14/15».

Commissioni comunali, il centrosinistra insiste sulla revisione del regolamento (23 luglio 2014). Queste le novità: sedute convocate solo per email, valutazione del lavoro dei presidenti e dei vicepresidenti ogni 30 mesi e presenza garantita a tutti i gruppi. «Nessuna spesa in più»: già previsto il tetto ai gettoni

«Si intende fare credere che i gruppi della minoranza siano contrari all’intero pacchetto di modifica del regolamento», dice ancora Alivesi. «Come già detto e ribadito dai consiglieri di minoranza in conferenza dei capigruppo, a dire il vero sono indicate altre modifiche assolutamente condivisibili, come ad esempio la proposta di convocazione di consiglieri con posta elettronica certificata, che però sono assolutamente marginali e poco significative se si pensa che i lavori del Consiglio sono bloccati da due mesi per queste modifiche regolamentari, oltre che per problematiche di tipo elettorale. La maggioranza, con il solo scopo di “distrarre” l’attenzione su altre modifiche irrilevanti dichiara che la minoranza è contraria anche a queste modifiche». Il vero problema rimane un altro. «La maggioranza continua a rifiutarsi di spiegare e confrontarsi sul vero problema che è quello della “scelta” di aumentare il numero dei consiglieri, contenuta nelle modifiche degli artt. 8 e 12. A nulla serve il tentativo della maggioranza di nascondere l’evidente ed aberrante intenzione di aumentare poltrone e costi del Consiglio Comunale». Ma c’è di più, sempre nel documento dei capigruppo del centrosinistra. «Sottolineiamo – dice Alivesi – la grave contraddizione in cui la maggioranza cade nel momento in cui dichiara che: “Pensiamo che la città non possa aspettare e che abbia bisogno da subito di una organizzazione interna del Consiglio che sia efficace ed efficiente”, affermazione questa gravissima se viene da chi ha la responsabilità di avviare subito i lavori del Consiglio e fa cosi finta di non avere responsabilità alcuna sul blocco dei lavori e gravissima se fatta con l’intento di fare credere che la proposta di modifica è fatta con l’intento di rendere “efficace ed efficiente” il Consiglio, visto che cosi evidentemente non è in quanto l’aumento del numero dei consiglieri nelle commissioni non determinerà altro risultato se non quello di appesantire il funzionamento dei lavori e soprattutto dei costi».

Su quest’ultimo punto, ovvero i costi, «non concordiamo, evidentemente, con il parere dei capigruppo di maggioranza perche riteniamo che sia grave e scorretto affermare che “La questione delle spese è un falso problema: oltre un certo tetto i consiglieri continueranno a svolgere il proprio dovere in maniera gratuita e per puro spirito di servizio”. Non è chiaro infatti che il problema dei costi non è determinato solo ed esclusivamente dai gettoni di presenza ma dai costi che l’Amministrazione Comunale deve sostenere per fare funzionare le commissioni e per giustificare l’assenza dal lavoro di quei commissari che hanno un lavoro dipendente e che devono assentarsi dal lavoro per partecipare alle commissioni. Quindi più componenti in commissione uguale più costi. La maggioranza ha già attivato l’industria del poltronificio», conclude Alivesi.

Luca Foddai

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