Candeliere d’oro, assegnato il Premio della Nostalgia

Lo ha vinto Silvana Carta Sedda, dal 1966 residente in Michigan. Ad Attilio Mastino il Candeliere d’oro speciale. Ricordato Manlio Brigaglia

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Il Candeliere d’oro a Silvia Carta Sedda

Sassari. È Silvana Carta Sedda, nata a Sassari nel 1941 e residente in Michigan dal 1966, la vincitrice del Candeliere d’oro edizione 2018. «Sono senza parole, grazie a Sassari, grazie a tutti», ha commentato. Sette partecipazioni e stavolta finalmente ce l’ha fatta. «Sono fuori da quasi 52 anni e torno sempre nella mia città. In tutto finora 108 volte!». La consueta cerimonia di consegna del Candeliere d’oro, d’argento e di bronzo è stata rinnovata lunedì sera, vigilia della Faradda, in piazza Santa Caterina, che da un paio di anni sostituisce – anche per motivi di ordine pubblico, oltre che di spazio – la più suggestiva e luminosa piazza del Comune. In precedenza il prestigioso premio veniva consegnato nel cortile interno di Palazzo Ducale, che oggi risulterebbe troppo angusto per un evento cresciuto negli anni e che nel tempo si è caricato di grande emozione da parte di chi ritira il candeliere.

Se il candeliere d’oro è assegnato al sassarese che vive da più tempo all’estero, quello d’argento è destinato al sassarese che da più tempo vive nella Penisola. Lo ha ritirato Pierluigi Desole, nato nel 1951 e residente prima a Chieri dal 1959 ed ora a Pecetto Torinese. Ai due tradizionali premi, da cinque anni è stato affiancato un terzo candeliere, di bronzo, riservato agli “accudiddi” da almeno 50 anni. Lo ha vinto un arzillo 92enne, Baingio Stefano Sanna, nato a Nulvi nel 1926 e residente in città dal 1936.

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Il Candeliere d’oro speciale ad Attilio Mastino

Protagonista della serata è stato il rettore emerito dell’Ateneo sassarese Attilio Mastino, che ha ricevuto dal primo cittadino il Candeliere d’oro speciale, premio assegnato a chi ha dato lustro e benemerenza alla città. A lui il prestigioso riconoscimento «per il suo impegno nella ricerca, strumento di dialogo tra i popoli», come recita la motivazione della giuria. Storico, epigrafista, professore universitario, Attilio Mastino è studioso del mondo antico, specialista nello studio dell’antichità classica ed in particolare nella storia delle province romane del bacino del Mediterraneo. È autore di oltre 400 pubblicazioni, ha curato l’edizione di numerosi volumi ed è direttore responsabile di alcune riviste scientifiche e collane. Fondatore e presidente della “Società scientifica Scuola archeologica italiana di Cartagine”, ha recentemente inaugurato a Tunisi la “Biblioteca Sabatino Moscati” con oltre 6000 volumi. Dal 2009 al 2014 è stato rettore dell’Università di Sassari.

Una 55esima edizione del Candeliere d’oro che è anche «un premio della Nostalgia che negli ultimi anni è diventato anche premio dell’accoglienza e dell’integrazione», come sottolineato da Grazia Sini, giornalista che dal 2013 conduce la serata. Sul palco i componenti della giuria: il sindaco Nicola Sanna, il prorettore vicario dell’Università Luca Deidda, delegato dal rettore Massimo Carpinelli, Guido Sechi, amministratore straordinario della Provincia, Salvatore Spada, presidente dell’Intergremio, Antonio Arcadu, ex Direttore dell’Azienda di Soggiorno e memoria storica del premio, e Patrizia Nardi, coordinatrice della Rete delle grandi macchine a spalla, insieme a Norma Pelusio, dirigente del Settore Sviluppo Locale, Cultura e Marketing Turistico del Comune. In prima fila tra il pubblico, le massime autorità del territorio, dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau all’arcivescovo Gian Franco Saba, ai parlamentari di Sassari, il senatore Ettore Licheri e il deputato Mario Perantoni (per loro un debutto), insieme alla presidente del Consiglio comunale Esmeralda Ughi, al vicesindaco Fabio Pinna e al comandante della Brigata Sassari generale Andrea Di Stasio.

In apertura il sindaco Nicola Sanna ha salutato gli ospiti che saranno presenti all’edizione 2018 dei Candelieri. Da Bratislava l’assessore al turismo della Regione, Tomas Zajac, Sona Svorenova, consigliera di Bratislava, e Ivan Lechner, comandante della Polizia Municipale di Bratislava. Per la Rete delle grandi macchine a spalla erano invece presenti Leandro Ventura, direttore dell’Istituto centrale per la Demoetnoantropologia, Claudio Bocci direttore di Federculture, Patrizia Nardi, Filippo Stirati, sindaco di Gubbio, Umberto Donato, consigliere comunale di Palmi, Giovanni Giugliano, Carlo Fiumicino e Luigi Iovino della comunità festante di Nola, e Domenico Bellobuono, Fabio Mariani, presidente dell’Università dei Muratori e depositario della festa di Gubbio.

Quest’anno anche un ritorno, dopo un anno di assenza, con  una novità: ha ballato in piazza Santa Caterina il Candeliere di San Sebastiano, quello nuovo di zecca, realizzato nell’ambito del progetto “Tradizioni senza barriere” dell’Intergremio Città di sassari, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e con la direzione della Casa Circondariale di Bancali.

Non solo i Premi della Nostalgia però. In memoria sono state commemorate due figure importanti: lo storico e giornalista Manlio Brigaglia, Candeliere d’oro speciale nel 2005. A ricordarne la figura sono stati il fratello Aldo e Andrea Sini, giornalista della Nuova Sardegna. Mentre l’archeologo Luca Doro ha dedicato il suo intervento a Ercole Contu, uno dei padri dell’archeologia in Sardegna, che ha dedicato grande parte delle sue ricerche alla riscoperta dell’altare di Monte d’Accoddi. Un riconoscimento speciale è stato consegnato infine a Editta Costa, erede di Enrico, per avere regalato all’Archivio storico comunale il manoscritto del primo libro di Enrico Costa “Storia di un gatto”. Un altro riconoscimento è andato a Raimondo Rizzu, presidente dell’associazione della Rete delle macchine a spalla.

Sante Maurizi, attore e regista sassarese, ha interpretato per il pubblico un brano tratto dal libro “Gente di Sassari” dell’indimenticato Ignazio Delogu.

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